Posts tagged ‘posti di lavoro’

5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

20 maggio 2016

Istat, Renzi dice numeri a caso sui posti di lavoro

Deborah Bergamini ascolta

Luogo che va, numero che dice. Renzi a seconda di dove parli dice cifre diverse sui posti di lavoro che grazie al suo Governo sarebbero stati creati. Il 21 febbraio scorso, nel corso dell’assemblea del Pd, Renzi ha detto che in un anno i posti di lavoro sono aumentati di 764mila unità. Poi evidentemente ci ha ripensato ed ha abbassato il tiro e, durante il “Matteo risponde” di tre giorni fa, ha parlato di 400 mila posti di lavoro, in due anni e non più in uno. Oggi l’Istat ha rivisto ancora di più al ribasso la cifra, parlando di 186 mila occupati in più nel 2015 rispetto all’anno precedente. Insomma il presidente del Consiglio distorce i numeri reali a suo piacimento ma la cosa più grave è che molti organi di informazione, anche del servizio pubblico, glielo consentano senza obiettare.

 

18 giugno 2014

L’Unità: pessima uscita di Grillo che esulta per la chiusura del giornale

deborah bergaminiEsultare per il rischio di chiusura di una testata giornalistica come ‘L’Unità’, ironizzare sul destino dei giornalisti che potrebbero perdere il proprio posto di lavoro, definire ‘ottima notizia’ la scomparsa dei giornali, è quanto di più lontano esista dal buon senso, dal rispetto del ruolo democratico della stampa e dell’informazione, dalla tutela della democrazia stessa. E infatti questa pessima uscita viene da Grillo.

8 gennaio 2014

Lavoro è vera emergenza. Per crearlo si devono far riprendere i consumi abbassando le tasse

Deborah Bergamini La7 Nught DeskLa lettura congiunta degli ultimi dati Istat sulla disoccupazione e dei risultati dell’indagine Coldiretti-Ixè sul timore diffuso tra chi un’occupazione ce l’ha ma sente il rischio di perderla, conferma il lavoro in cima alle emergenze del Paese. Non se ne può più di chi tenta, con le parole, di convincerci di una ripresa che non c’è. I posti di lavoro non si creano né per magia, né per legge, ma tornando alla crescita dei consumi, e quindi abbassando le tasse anziché alzarle, e cambiando radicalmente la regolamentazione del mercato del lavoro. Un Paese che ha paura del domani non potrà mai a tornare competitivo”.

18 giugno 2013

Bene accordo libero scambio Ue-USA ma si tuteli Made in Italy

È una buona notizia l’avvio dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. Un’area così vasta di libero commercio può davvero giovare alle economie dei paesi coinvolti e sicuramente a quella italiana che, come sappiamo, ha un export molto forte“. Debora Bergamini

Così Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri, che prosegue: “sarà fondamentale, però, che le regole dell’accordo tutelino l’eccezionalità del Made in Italy, tanto richiesto all’estero quanto – proprio per questo – imitato e contraffatto. Ci vogliono regole chiare e precise in questo ambito, affinché l’accordo rappresenti una vera opportunità per le nostre imprese e non, invece, un allentamento delle regole che lasci spazio a concorrenza sleale. Per questo monitoreremo da vicino l’attività dei negoziatori” ha concluso Bergamini.  ..

read more »

5 giugno 2013

Vogliamo gli italiani indigenti di Stato con la paghetta? No, vogliamo far ripartire il sistema

Una persona di 60 anni ma anche di 50 oggi, in Italia, è fuori dal mercato del lavoro per sempre; questo è il problema del nostro Paese. Qui non si fa impresa: questo è un Paese che se sei un ragazzo e hai un’idea, non riuscirai mai a realizzarla, dovrai andartene perché servono cicli burocratici infiniti, nessuno ha fiducia in te, le banche non ti danno i soldi… l’idea stessa che un ragazzo si metta a fare impresa è strana in questo paese. Ma come possiamo accettarlo?

Dall’altra parte, gli italiani non hanno più un soldo da spendere; se non reimmettiamo nelle loro tasche un po’ di soldi da spendere, non ci sarà mai lavoro perché l’unica cosa che riusciranno a fare sarà pagare le bollette. Vogliamo trasformare gli italiani in indigenti di Stato a cui dare una paghetta ed è finita lì? Non è possibile. Dobbiamo rimettere soldi in circuito, ridare la possibilità di spendere agli italiani e questo genererà posti di lavoro ma non lo farà se, contestualmente, non riusciremo a riaprire il mercato del lavoro, a utilizzare logiche diverse perché la rigidità e l’iper-tassazione del costo del lavoro hanno costretto tante nostre imprese a delocalizzare, con tutte le drammatiche conseguenze che sono seguite, a investire fuori dal nostro Paese e quindi a svuotarne ancora di più le potenzialità. Questo è il doppio binario che dobbiamo seguire senza retorica, senza paura, parlando con tutti.

Il discorso dell’IMU si va a collocare in questo ragionamento; non è un problema solo dell’Italia: Hollande in Francia ha messo la patrimoniale col risultato che ci sono milioni di pensionati francesi con mille euro di pensione al mese e la casa di proprietà, che non riescono più a pagare la tassa patrimoniale perché la casa, che hanno comprato magari 40 anni fa, si è rivalutata. Cosa fanno? Chiedono ai figli di aiutarli a pagare. L’altra scelta che hanno è di vendere la casa. Immaginiamo un pensionato in Italia costretto a vendere la sua casa con il mercato immobiliare crollato…

read more »

10 febbraio 2013

Legge Fornero, fabbrica di disoccupati

L’esplosione ulteriore della cassa integrazione, cresciuta di oltre il 60% a gennaio, è soltanto l’ultimo segnale della crisi devastante che ha investito il mondo del lavoro nell’anno dei tecnici al potere. Un segnale che si affianca alla crescita esponenziale della disoccupazione che, secondo Bankitalia, si avvia a superare la soglia del 12%. Si perdono 2mila posti di lavoro al giorno, secondo il segretario della Uil Angeletti, e il numero dei disoccupati si avvicina pericolosamente ai 3 milioni e mezzo: 507mila in più soltanto nel 2012 ma con una paurosa accelerazione progressiva a partire dal mese di luglio.

Attenzione alla data: coincide con l’entrata il vigore della legge Fornero che – dietro le pressioni del Pd, della Cgil e della sinistra – ha irrigidito le regole tanto di ingresso quanto di uscita dal mondo del lavoro. Un’operazione sciagurata che, attuata in periodo di crisi delle imprese, le ha spinte a tagliare piuttosto che ad assumere a tempo indeterminato, rischiando così di dare un colpo mortale alla già precaria stabilità dei conti.

read more »

21 settembre 2012

Tassa sul posto barca, risultati negativi. Ora il governo ci ripensi e sostenga la nautica

“Merita un riflessione la risposta di ieri del governo alla mia interrogazione sulla cosiddetta tassa sul posto barca.” 

Lo afferma l’On. Deborah Bergamini, Pdl, che insieme al collega Bernardo ha presentato un’interrogazione per chiedere quale fosse il saldo differenziale tra le entrate fiscali versate a titolo di tassa sulle unità da diporto e le mancate entrate dovute all’abbandono dei porti italiani da parte di numerose imbarcazioni.

“E’ vero che, come ci fa notare il governo, la tassa sul posto barca è in realtà poi stata trasformata in tassa di possesso. Ma la natura ultima del provvedimento cambia poco sugli effetti, anzi. Come sappiamo è bastato l’annuncio di un ulteriore balzello, su un bene mobile – mobilissimo – come una barca, a far fuggire gli scafi dai nostri porti e a far spuntare cartelli ironici, che ci ringraziavano, in Francia ed in altri paesi del Mediterraneo. E tutto questo per cosa? Per un saldo – che definire positivo è una presa in giro – di 24 milioni di euro.”

Continua il ragionamento la Bergamini:il governo ammette che si aspettava 155 milioni di euro da questo provvedimento ma, ancora una volta, le maggiori tasse non hanno portato maggiori entrare fiscali. Se si tiene conto anche dell’indotto che è andato perduto, o che, meglio, si è trasferito all’estero insieme alle imbarcazioni, si capisce bene come in realtà il saldo effettivo di questa tassa sia assolutamente negativo e abbia effetti recessivi. Fatto particolarmente grave per un settore, come quello nautico, che per un Paese come l’Italia, circondato per tre lati dal mare, è vitale”.

L’industria nautica italiana, infatti, risulta prima in Europa come valore della produzione di imbarcazioni da diporto e seconda nel panorama mondiale dopo gli Stati Uniti. Il nostro Paese è leader mondiale nella produzione di megayacht sopra i 24 metri; sette dei 20 produttori mondiali costruiscono in Italia e, di questi, 6 sono in Toscana. Le imprese toscane del settore nautico sono circa 2800. Lucca è la provincia dove si concentra il maggior numero di aziende (38% circa), seguita da quella di Livorno e da Massa Carrara. A livello comunale è Viareggio a vantare la maggiore presenza di aziende (265), seguita da Massarosa (47) e Camaiore (30). E sono quasi 15mila gli occupati nel settore, in una regione che, per il 2012, cresce in negativo, con il Pil in calo dell’1.7%.”

“In questo quadro serve a poco” prosegue la Bergamini, “che il governo ci faccia notare che il calo delle presenze riguarda anche imbarcazioni non soggette alla tassa perché di dimensioni inferiori a quanto stabilito dalle norme. E’ noto, infatti, che l’effetto di una tassa non è solo quello strettamente legato alle previsioni normative, ma anche quello dovuto all’effetto annuncio della stessa ed al clima generale che si respira. Qua si respirano tasse ed i capitali – che possono – fuggono. E’ un’ovvietà rispetto alla quale non c’è da mettersi a fare disquisizioni etico/demagogiche ma di cui si deve prendere atto ed agire di conseguenza in modo realmente efficace.”

Per questo – conclude la Bergamini – rinnovo il mio invito al governo a valutare l’opportunità di adottare provvedimenti che riducano l’impatto fiscale nel settore nautico. Del resto questo è quanto si è impegnato a fare accogliendo il mio ordine del giorno dello scorso dicembre nel caso in cui fosse stato chiaro che la tassa di stazionamento avrebbe avuto effetti recessivi nell’indotto nautico. E mi pare che questa evidenza ci sia“.

Di seguito il testo dell’interrogazione e la risposta del Governo, nonché alcuni articoli usciti oggi sul tema.

read more »

18 settembre 2012

Contraffazione, ecco la relazione sul tabacco

Cari amici, condivido con voi il testo della relazione sulla contraffazione nel settore del tabacco che, dopo quella sull’agroalimentare, abbiamo approvato in Commissione d’inchiesta sulla contraffazione.

La lotta alla contraffazione, anche in questo settore, è fondamentale. Serve, in primo luogo, a tutelare i circa cinquantamila addetti alla coltivazione nazionale del tabacco e gli oltre duecentomila soggetti impiegati nella parte nazionale della filiera.

E’, poi, indispensabile – tantopiù di questi tempi – per il sistema erariale, al quale giova in termini di maggiori entrate, nonché per il consumatore finale, che viene tutelato nei suoi acquisti rispetto ad un prodotto contraffatto al cui interno sono state trovate le sostanze più incredibili, come escrementi di topo.

Di seguito potete trovare l’introduzione della relazione ed il link al documento completo (in pdf). Ma prima vi segnalo altri post su questo tema:

La lettera che abbiamo scritto a De Bortoli affinché i media ci aiutino a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della contraffazione

read more »

26 aprile 2012

Contraffazione colpisce al cuore il Made in Italy ma non c’è sufficiente consapevolezza

Da Labitalia:

Roma, 26 apr. (Labitalia) – “La contraffazione colpisce al cuore il nostro sistema Paese perchè di fatto va a rubare proprio dove abbiamo il nostro patrimonio più importante: dell’idea, della creatività, dell’innovazione, della ricerca e sviluppo dove le nostre aziende investono da sempre”.

Lo ricorda a LABITALIA Deborah Bergamini, deputato Pdl, vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale e promotrice di un disegno di legge per la proclamazione della giornata nazionale anticontraffazione, in occasione della Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale che si celebra oggi.

“Quello italiano – afferma – è l’unico Parlamento occidentale che ha deciso di destinare una commissione di inchiesta sul fenomeno della contraffazione e della pirateria commerciale e questo dimostra quanto ormai si sia presa consapevolezza, a livello istituzionale, del danno non solo economico, ma sociale e culturale che determina nel nostro Paese“.

La contraffazione – ricorda – tocca tutti i nostri prodotti più innovativi: dal design all’arredamento e all’agroalimentare. Si stima che la contraffazione in Italia varrebbe circa 7 miliardi di euro annui e che sottrarrebbe circa 130mila posti di lavoro. Il problema è che se l’aspetto istituzionale del Paese ha acquisito grande consapevolezza del danno economico e sociale determinato dalla contraffazione e, non ultimo, il danno alla salute e alla sicurezza dei consumatori, da parte di quest’ultimi non c’è analoga consapevolezza del danno che si fa nel momento in cui si acquista o si utilizza un bene contraffatto e forse anche i reati di contraffazione non sono puniti con la necessaria durezza. Ecco perchè nasce l’idea di istituire una giornata nazionale anticontraffazione“.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: