Posts tagged ‘profughi’

13 settembre 2016

Il governo ha un piano sull’immigrazione?

I dati statistici ufficiali sul sito del dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, aggiornati al 22 luglio 2016, ci dicono che a fronte di 52.645 decisioni sui richiedenti asilo a 31.298 immigrati è stata rigettata la domanda di protezione internazionale – ma sappiamo che molti di loro faranno ricorso mantenendo quindi lo status di richiedente asilo anche per anni -, mentre 2.137 si sono addirittura resi irreperibili.

Poiché è logico ritenere che la maggior parte di coloro che non hanno i requisiti per ottenere la protezione internazionale non li matureranno negli anni trascorsi nei cosiddetti centri di accoglienza, il cui funzionamento purtroppo ormai conosciamo anche troppo bene, vorrei sapere dal governo come intende agire per modificare il sistema di attribuzione della protezione internazionale, nel senso di renderlo più rapido ed efficiente, ma anche come intende gestire questi quantomeno probabili clandestini, oltre a quelli già presenti nel nostro territorio.

Questi numeri ci dicono che statisticamente il 63 per cento degli immigrati che richiedono asilo in Italia in realtà non ne avrebbero diritto. Vengono qui per motivi economici ma il nostro Paese fa fatica a reggere questo impatto sia dal punto di vista sociale che finanziario. Forse alcuni di questi immigrati faranno ricorso contro il rigetto della richiesta di asilo, e forse qualcuno lo vincerà, ma il dato politico allarmante è che due terzi degli immigrati che sbarcano in Italia non avrebbero titoli per rimanerci. Fermo restando che il ricollocamento dei profughi a livello europeo al momento è stato un fallimento, anche se in futuro dovesse funzionare non varrebbe per costoro perché, appunto, probabilmente non ne avrebbero diritto in quanto migranti economici: con le politiche attuali del Governo continueranno a rimanere in Italia.

schermata-2016-09-13-alle-10-46-20

Fonte: Sole24Ore

28 ottobre 2015

Migranti: al ritmo di 3 ricollocamenti al giorno ci vorranno 40 anni

deborah bergamini a fiuggi  europa che vogliamoSe andiamo avanti al ritmo di 3 ricollocamenti in media al giorno (nei primi 30 giorni infatti ne sono partiti solo 90), ci vorranno quasi 40 anni, e non 2, per ricollocare fuori dall’Italia tutti i 40 mila profughi, così come stabilito dal piano europeo. E’ evidente che l’iniziale trionfalismo del governo, che aveva parlato di una svolta in Europa, era del tutto immotivato perché al di là delle buone intenzioni espresse da alcuni Stati membri della Ue, manca la disponibilità effettiva a farsi carico in quota parte del ricollocamento dei profughi la cui permanenza in Italia durerà mesi, anni o forse tutta la vita, senza contare che sul piano dei migranti per motivi economici non è ancora stato fatto niente.

14 settembre 2015

Migranti: chiusura frontiere paesi europei trasformerebbe Italia da fermata temporanea a capolinea del flusso migratorio. Governo si impegni per evitarlo

Debora BergaminiSiamo fortemente preoccupati che si stia andando progressivamente verso la chiusura delle frontiere dei paesi europei. Se ciò avvenisse, sarebbe una sciagura per il nostro Paese perché significherebbe la permanenza a tempo indeterminato in Italia di tutti i migranti ora presenti sul nostro territorio.
Avevamo salutato con soddisfazione la richiesta avanzata dal presidente Juncker a che tutti i Paesi membri della UE si assumessero la responsabilità sulla questione  dei profughi. D’altro lato, però, il problema dei migranti economici resta ancora irrisolto e quindi interamente a carico nostro. È pertanto necessario che il governo si impegni per impedire che questi iniziali segnali di chiusura delle frontiere da parte di alcuni Stati si tramuti da espediente occasionale in misura strutturale, perché altrimenti l’Italia si trasformerebbe da fermata temporanea a capolinea del flusso migratorio.

9 settembre 2015

Ok Juncker su profughi ma rimane problema immigrati economici

IMG_0317E’ certamente positivo il richiamo del presidente Juncker ad una piena assunzione di responsabilità dell’Unione Europea e di tutti gli Stati membri sulla questione dei profughi che scappano dalle guerre. Rimane tuttavia immutato un altro problema, cioè di come l’Europa debba attrezzarsi per fermare all’origine, o respingere, l’insostenibile flusso di immigrati per motivi economici.

Che nell’attuale Unione Europea manchino sia l’unione che l’Europa è cosa che diciamo da tempo così come da tempo sosteniamo la necessità di distinguere fra chi scappa dalle guerre, dall’Isis, e vuole rifugiarsi in Europa, e chi invece in Europa tenta di entrare clandestinamente in cerca di una fortuna economica che purtroppo non potrà mai trovare, visto che non ve ne sono le condizioni. Sollecitiamo il governo a prendere una posizione chiara e netta su questa questione perché al momento l’Italia sembra essere spettatrice, e non attore protagonista, di quel che si decide in Europa.

11 giugno 2015

Immigrazione: città trasformate in centri accoglienza a cielo aperto

profughi stazione milano

Com’era purtroppo prevedibile, l’Italia si sta trasformando in un grande parcheggio della disperazione: centinaia di migranti si stanno affollando nelle stazioni di grandi centri mentre a Milano scoppia l’allarme scabbia. Non ci sono più margini per un’accoglienza decorosa, come è possibile che il governo non lo capisca?

La vera fortuna dell’esecutivo è che gli italiani sono persone generose, capaci di interpretare al meglio la solidarietà. Ma questo non autorizza nessuno, né Renzi né gli Stati europei, a pensare che si possa proseguire in questo modo. Perché le nostre città non possono diventare un centro d’accoglienza a cielo aperto. I barconi non devono più partire e i profughi devono trovare l’assistenza della comunità internazionale nei Paesi di partenza e transito. Altre soluzioni non ce ne sono.

8 maggio 2014

Immigrazione: Mare Nostrum ha costi esagerati e non risolve il problema. Governo si attivi in Europa e con paesi di partenza

Annunciata con molta enfasi ai tempi del governo Letta, l’operazione Mare Nostrum si rivela, nelle parole del ministro Pinotti, per quello che è in realtà: uno strumento con costi esagerati rispetto all’efficacia (scarsa) nel contrastare gli sbarchi.
Prima di pensare ad altre dispendiose iniziative, è bene che il governo italiano si attivi, finalmente, per far sì che l’Europa si faccia carico di un problema che ci sta travolgendo in solitudine e, aspetto altrettanto importante, riesca a farsi promotore di un dialogo risolutivo con i Paesi di partenza. Soluzione, questa, che, come dimostra l’esempio del governo Berlusconi, è in grado di portare ad ottimi risultati

3 ottobre 2013

Lampedusa: azione Ue sia più incisiva e continuativa

L’ennesima tragedia a largo di Lampedusa dimostra, ancora una volta con un altissimo e drammatico prezzo in termini di vite umane, la centralità geopolitica dell’area mediterranea; area in cui l’azione dell’Unione europea deve essere più incisiva, evitando di demandare interi ambiti di intervento, come la gestione delle frontiere, ai soli stati nazionali. bambino-lampedusa

In questo momento di dolore, profonda commozione e, al tempo stesso, gratitudine verso le Forze dell’Ordine e i cittadini che si stanno prodigando per prestare soccorso ai naufraghi, l’imperativo è quello di agire in modo forte e determinato per far sì che la generica solidarietà espressa nei confronti dell’Italia da parte delle istituzioni comunitarie si tramuti in azioni effettive e continuative.

A fronte di un fenomeno, quale la tratta di esseri umani, che secondo i dati Eurostat è in aumento in tutto il territorio comunitario e che ha ormai assunto le caratteristiche di un commercio che non risparmia neppure i bambini, occorre uscire dalla logica dell’interventismo solo a fronte di emergenze drammatiche per riuscire a prevenire tragedie evitabili“.

read more »

18 ottobre 2012

Siria, dal Congresso del PPE sì ad una forza internazionale di peacekeeping

Dal Congresso del PPE arriva una risoluzione favorevole al dispiegamento di una “robusta” forza internazionale di peacekeeping in Siria

A renderlo noto, da Bucarest, è l’onorevole Deborah Bergamini (Pdl), membro del gruppo di lavoro sulla politica estera del partito popolare europeo.

La risoluzione, nata su iniziativa dell’on. Frattini e sostenuta dalla delegeazione del Pdl, afferma che il PPE considera quello di Assad un regime totalmente delegittimato che sta compiendo crimini atroci calpestando anche i più elementari diritti umani” dice la deputata azzurra “per questo riteniamo che non si possa attendere oltre.

read more »

7 febbraio 2012

I provvedimenti per la sicurezza del governo Berlusconi

Tra le priorità che il governo Berlusconi ha perseguito fin dal primo giorno del suo insediamento c’è stata la questione sicurezza. Sono stati numerosi, infatti, i provvedimenti varati per garantire agli italiani la tranquillità e la sicurezza nelle città, il blocco dell’immigrazione clandestina, il contrasto della criminalità organizzata e della violenza contro le donne.

Ricordiamo i principali.

Operazione strade sicure. 4.250 militari sono stati affiancati alle forze dell’ordine per pattugliare e prevenire i reati nelle periferie e nelle piazze delle città.

Sindaci . L’Esecutivo Berlusconi ha ampliato i poteri dei sindaci di intervento, prevenzione e contrasto dei reati: in sinergia con polizia e prefetti, i primi cittadini possono intervenire in situazioni urbane di degrado come lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza legata all’abuso di alcol, il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato, l’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili, l’illecita occupazione di suolo pubblico; la prostituzione in strada e accattonaggio, la videosorveglianza nei luoghi pubblici.

Donne . Le molestie (stalking) contro le donne sono diventate reato, punite con pene che vanno da 6 mesi a 4 anni, e aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o ai danni di soggetti particolarmente deboli. Per chi subisce violenze, sono state inasprite le pene per gli stupratori e alle vittime è stato riconosciuto il patrocinio .

Stadi. Con un decreto legge è stato reintrodotto il meccanismo dell’arresto in flagranza differita – cioè dopo aver visionato i filmati delle telecamere. Sono state, inoltre, estese agli steward le forme di tutela già previste per i pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: