Posts tagged ‘province’

19 aprile 2017

Sicurezza stradale: autovelox selvaggi per riempire casse

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Sulle strade italiane c’è un’ondata impressionante di multe da autovelox. Il dubbio che nasce è se l’imponente presenza degli apparecchi per il rilevamento della velocità sia funzionale a garantire la sicurezza stradale o piuttosto a fare cassa. La domanda è tanto più necessaria nel momento in cui assistiamo a nuovi crolli di infrastrutture stradali. Vogliamo sapere dal Governo come vengono impiegati i proventi delle multe: nella manutenzione stradale, come previsto dal legge, o solo per ripianare i bilanci di comuni e province?
12 aprile 2017

Autovelox: interrogazione su multe per fare cassa

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La riforma Delrio sulle Province ha il triste primato di aver dilaniato i bilanci degli enti locali in pochi anni, ma non si può per questo pensare di far cassa attraverso le multe. Negli ultimi anni c’è stata infatti un’epidemia nella diffusione di autovelox e un’apposizione di limiti di velocità spesso non giustificata da reali necessità. Al contrario spesso i limiti vengono abbassati al di là di ogni buonsenso, alimentando le possibilità di esser multati. Se la questione fosse realmente legata alla sicurezza dell’automobilista allora si producano direttamente auto che non vadano oltre i 90 km orari! Per rispondere alle difficoltà e cercare di far quadrare i bilanci gli enti locali sono costretti a ricorrere alla voci multe ma questo ricade poi, ancora una volta, sui contribuenti. A Rieti, ad esempio, si è passati da un incasso previsto di multe da 800mila ad oltre 3 milioni di euro e così in molte altre province. Per questo ho depositato un’interrogazione chiedendo al Governo di verificare se gli enti locali abbiano rispettato l’iter previsto dalla normativa vigente in merito all’utilizzazione dei sistemi di rilevamento della velocità o se invece siano state messe in atto, come i dati sembrano dimostrare, condotte oppressive volte solo a far cassa. Quale percentuale dei proventi delle multe viene poi effettivamente investito nella sicurezza stradale? Non è accettabile imporre agli automobilisti pratiche ingiuste e vessatorie completamente distanti dall’obiettivo reale per il quale gli autovelox sono stati introdotti: garantire la sicurezza stradale.
15 aprile 2014

Bene accordo Berlusconi – Renzi su riforme ma sul resto nostra opposizione attenta

L’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi ribadisce, una volta di più, la nostra intenzione di proseguire un percorso di riforme serie, profonde e condivise nell’interesse del Paese. Riforme che, d’altra parte, noi avevamo già varato nel 2005 e che sono state poi cancellate da uno sciagurato referendum voluto dalla sinistra“.
Lo dichiara, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia Deborah Bergamini. “C’era la necessità di un tagliando all’accordo del Nazareno e di rinsaldare un patto che, a fronte delle perduranti divisioni nel Pd, è il solo a poter garantire il buon esito del processo riformatore. Questo nulla toglie al ruolo di attenta opposizione di Forza Italia perché – spiega la deputata – continueremo ad impegnarci per migliorare le misure che non ci convincono (come accaduto sul 416 ter) e andremo avanti nel denunciare l’intestardimento del governo su provvedimenti inutili o dannosi (come sulle province). Anche sul Def – conclude Bergamini – le audizioni in Senato confermano le nostre ragioni: con la politica degli annunci non si va lontano“.

28 marzo 2014

Riforme: ci siamo per quelle che vanno nell’interesse dei cittadini, non per quelle pasticciate

Deborah Bergamini tg1 raiNoi continuiamo la nostra opposizione, che è responsabile sì, ma senza sconti. Il che vuol dire che ci siamo per il percorso di riforme condiviso con Renzi, ci siamo per tutti quei provvedimenti che andranno nell’interesse dei nostri concittadini. Ma non ci siamo per operazioni pasticciate, e qualche volta ingannevoli, come abbiamo visto di recente sulle province”.

Lo ha detto, al Tg2, la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini

26 marzo 2014

Riforme: accordo regge se sono vere e fatte insieme

Deborah BergaminiAncora prima che Renzi diventasse premier, Silvio Berlusconi e tutta Forza Italia hanno espresso al segretario del Pd ampia disponibilità a portare avanti, insieme, un percorso di ammodernamento delle istituzioni.
Quell’accordo, che va dalla legge elettorale al Titolo V fino alla modifica del Senato, vale ancora, purché non si trasformi in un compromesso al ribasso. La nostra opposizione responsabile è un’opportunità che sta a Renzi capitalizzare.
Quello che è accaduto alla Camera, dove il patto sull’ Italicum ha retto grazie a Forza Italia, quello che è successo ieri in Senato sul ddl Province – un provvedimento poco ambizioso – dimostra che, in un periodo di intese non tanto larghe, più ampio è l’ accordo, meglio è per tutti.

Fatti salvi i rispettivi ruoli, invitiamo perciò Renzi a decidere: o le riforme si fanno insieme, e sono vere, o il rischio di un pantano è dietro l’ angolo. A meno che Renzi non decida di procedere a colpi di fiducia, smentendo se stesso, ancora una volta.

22 novembre 2012

I tagli della legge di stabilità penalizzano la Toscana. Bene sì del governo a nostro Odg, ora azioni concrete

E’ un fatto positivo la decisione del governo di accogliere oggi l’ordine del giorno che lo impegna a rivedere con urgenza i tagli previsti per le province, come quelle toscane, che saranno più penalizzate dai provvedimenti e che, per questo, rischiano il default nel 2013. Ma questa decisione non deve rimanere lettera morta e deve invece trasformarsi in azione concreta.”

Lo dichiara la deputata viareggina Deborah Bergamini, Pdl, che spiega: “con i colleghi onn. Cenni (Pd) e Bonciani (Udc), e con molti altri parlamentari toscani, abbiamo chiesto al governo di rimodulare i trasferimenti in base a criteri più equi e non, come previsto, conteggiando tra le spese delle Province anche i finanziamenti che le Regioni girano agli enti provinciali per garantire alcuni servizi, come ad esempio il piano dei trasporti pubblici locali. Questo particolare meccanismo di calcolo, infatti, penalizza in primo luogo le province toscane che, nel 2013, vedrebbero ridursi i finanziamenti per 1,2 miliardi di euro a fronte dei 9 miliardi a livello nazionale. Se, invece, il governo tenesse conto del diverso riparto dei consumi dei livelli intermedi (entro i quali vi sono le risorse che la Regione attribuisce alle province per gestire le deleghe), la Toscana vedrebbe ridotto il taglio subito dagli attuali 20 miliardi a circa 10 miliardi”.

Stanti anche gli ingenti danni causati dalle piogge devastanti delle ultime settimane, il nostro territorio non è in grado di sostenere tagli di questa entità. Anzi, abbiamo chiesto al governo anche di emanare un provvedimento urgente per concedere, agli enti locali dei territori dove è stato riconosciuto lo Stato di calamità naturale, la deroga al patto di stabilità per sbloccare risorse utili a fronteggiare le emergenze e le criticità in atto ” ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo integrale dell’Ordine del giorno:

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1 ottobre 2011

Questa la lettera che abbiamo scritto ad Alfano

E questa la nostra pagina su Facebook: Verso un centro-destra popolare ed europeo

Caro Angelino,

vogliamo approfittare dell’apertura che hai fatto a tutto il Partito a collaborare alla stesura delle “regole” fondamentali, per sottoporre a te ed ai componenti del tavolo costituito alcuni suggerimenti che riteniamo elemento distintivo di una generazione che oggi, titolare di incarichi importanti a vari livelli istituzionali, rappresenta una larga fetta del nostro elettorato.

Siamo quei trentenni e quei quarantenni nati politicamente nel periodo berlusconiano che oggi, dopo anni di impegno, di militanza e di partecipazione hanno il privilegio di rappresentare il PDL ed i nostri elettori nelle Istituzioni, dagli Enti Locali al Parlamento. Vorremmo che le nostre capacità, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito quello spazio che già oggi hanno nelle Istituzioni, sui media e nell’opinione pubblica.

Proprio pochi giorni fa hai usato la metafora del calcio. In effetti troppe volte in questi anni ci siamo sentiti a bordo campo, come dei giocatori che venivano messi fuori rosa o schierati soltanto nella primavera e mai in prima squadra senza avere mai, e sottolineiamo mai, la possibilità di dimostrare che il campo ce lo meritiamo. Per questo abbiamo deciso di raccogliere quelle idee e quelle proposte che in tanti anni di esperienza politica ci hanno portato a condividere un sogno ed oggi un progetto politico.

Veniamo alle proposte che ti preghiamo di tenere nella massima considerazione e che riguardano due livelli: il Partito e la sua organizzazione da un lato; alcune idee per il nostro programma e per le prossime cose da fare dall’altro.

 

IL PARTITO

– Tesseramento e congressi: la partecipazione di tutti quelli che ci hanno votato

PAROLA D’ORDINE: RAPPRESENTATIVITÀ VERA!

Il passaggio congressuale rappresenta il più alto momento di democrazia all’interno di un Partito. L’elezione da parte della base esprime la massima forma di legittimazione per la classe dirigente. Crediamo quindi che questa debba garantire effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio. In questo senso la nostra proposta è quella di creare due momenti interni distinti: quello dei congressi consentiti a chi compra una tessera e quelli aperti a tutti per la selezione della classe dirigente – ne parleremo al prossimo punto –.

I Congressi però, proprio perché ne abbiamo richiamato i requisiti fondamentali di effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio, non possono, secondo noi, essere celebrati e considerati validi comunque sia. È necessario quindi, a nostro avviso, individuare “soglie minime di iscritti”, calcolate, per esempio, in proporzione al numero dei voti presi dal PdL in quel Comune. Prova ad immaginare un Comune di cinquantamila abitanti dove si celebra un Congresso con duecento iscritti. Può essere considerato rappresentativo. È questa la legittimazione dal basso che dovrebbe consacrare il nuovo corso del nostro Partito? E inoltre se nel Comune limitrofo, magari con cinquemila abitanti eleggessimo un Coordinatore con cinquecento voti credi che questi due Coordinatori eletti potrebbero essere messi sullo stesso piano? Qualora quindi in quelle realtà non si riesca a garantire il raggiungimento di determinate soglie di rappresentanza riteniamo più giusto e anche politicamente corretto che la stagione congressuale non si apra fino a quando non si raggiunga l’obiettivo minimo.

Su questo schema chi si tessera lo fa per eleggere il Coordinatore, una figura che nel corso degli anni, dalla nascita del Pdl almeno, ha svolto una attività decisionale troppo isolata e incisiva nelle dinamiche interne al partito stesso. Crediamo dunque che il ruolo di questo – nei comuni come nelle regioni – vada fortemente rivisto. Il coordinatore dovrà occuparsi di coordinare le attività per la stesura dei programmi elettorali, di tenere i rapporti con gli alleati, di mediare con i nostri rappresentanti nelle istituzioni ed il partito centrale. Le candidature, soprattutto quelle dei sindaci, presidenti della Provincia e Governatori devono essere scelte con altri meccanismi democratici.

 

– Candidature e selezione della classe dirigente

PAROLA D’ORDINE: PRIMARIE APERTE A TUTTI PER LA DEFINIZIONE DEI CANDIDATI A QUALUNQUE LIVELLO!

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