Posts tagged ‘quirinale’

22 agosto 2016

Referendum è referenzi, la frittata non tornerà uovo

renziSarà il presidente della Repubblica a valutare il da farsi dopo che gli italiani avranno detto “no” alla riforma Renzi-Boschi-Napolitano. Il Presidente del Consiglio Renzi, anziché dare inopportune indicazioni al Quirinale, farebbe bene a dimostrarsi coerente con le proprie parole e con i propri impegni. E’ stato Renzi a trasformare il referendum costituzionale in un referenzi elettorale. E visto che è stato lui a fare la frittata è un po’ utopico aspettarsi che con qualche parolina magica questa possa tornare uovo. Il presidente del Consiglio ha preso solennemente un impegno e adesso, se perde, ci aspettiamo che lo onori.

25 febbraio 2016

Governo, dopo ingresso Ala in maggioranza Renzi vada al Colle

deborah bergamini hotel ergife forza italiaL’ufficializzazione dell’ingresso di Ala in maggioranza ne cambia consistenza non solo numerica ma politica. A questo punto il presidente del Consiglio non può esimersi dal recarsi al Quirinale perché la maggioranza su cui poggiava il suo mandato non esiste più. Non ci sono più scuse: Renzi deve presentarsi alle Camere e chiedere nuovamente la fiducia.

19 dicembre 2014

Interesse Paese prevalga su interessi di parte nella scelta del prossimo Capo dello Stato

Sono giorni convulsi questi che accompagnano l’imminente addio di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica. Si susseguono totonomi e voci di possibili rese dei conti nei partiti da consumarsi proprio in occasione dell’elezione del prossimo Capo dello Stato. E si rincorrono i retroscena che vedono, sullo sfondo, l’ombra del voto anticipato.
In mezzo a questa confusione, e alle tante malizie che ne derivano, Forza Italia resta ferma sulle sue posizioni: senso di responsabilità verso gli italiani, che vuol dire condivisione delle riforme per rendere governabile il Paese e collaborazione per arrivare all’elezione del successore del Presidente Napolitano, nella consapevolezza che occorre una persona autorevole, capace di rappresentare una garanzia per tutti i cittadini e non solo per una parte di loro.
Questo è lo spirito del Nazareno, di quel patto che stiamo portando avanti non senza conseguenze in termini elettorali ma con la convinzione che sia la cosa giusta per il Paese. Ed è proprio l’interesse superiore dell’Italia che dovrà prevalere su quello di parte anche nella scelta del prossimo Presidente della Repubblica. Perché la politica, a maggior ragione in un momento così difficile, ha il dovere di riscattarsi e dimostrare qualcosa in più.

15 dicembre 2014

Se il Pd vuole eleggere un Presidente della Repubblica di parte, lo dica ai cittadini

Debora BergaminiSul Quirinale, il presidente Berlusconi ha espresso una posizione di buon senso: anche l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica rientra nella logica di collaborazione tra forze politiche che stanno lavorando insieme per modernizzare il Paese.

Se poi il Pd non è d’accordo e pensa di voler eleggere un Capo dello Stato di parte, sarebbe meglio lo dicesse apertamente ai cittadini italiani. 

23 aprile 2013

Prendere atto che esito voto è tripartito, e confrontarsi per governo, non è un inciucio

Noi stiamo facendo fronte ad una situazione che si è determinata col voto. Se oggi il Movimento Cinque Stelle, o il Pd, o il Pdl, avesse preso la maggioranza dei voti, ovviamente non staremmo in questa condizione. Ci sarebbe un governo, con la sua ricetta da portare avanti.

In Questa fase invece la politica sta facendo i conti con un voto che, in un sistema diciamo “sporcamente bipolare”, si è diviso in tre. Questo rende difficile la cosa più urgente per questo Paese: la governabilità. Non a caso Berlusconi, durante la campagna elettorale, invitava a votare i due grandi partiti. Per noi si può andare al voto domani ma riteniamo che sia necessario provare a dare rapidamente a questo Paese, un governo forte e con i numeri. E’ un inciucio? No! Rispedisco al mittente la cultura del sospetto per cui confrontarsi, cercare di costruire un percorso, sia da rigettare.

22 aprile 2013

Il M5S non ha dimostrato grande capacità innovativa in sede istituzionale

Il movimento dei grillini mi è ancora oscuro, forse perché non sono stata abbastanza curiosa però una cosa voglio dirla: se le quirinarie ci hanno proposto i nomi di Prodi, Bonino, zagrebelsky, Rodotà… non vedo niente di innovativo, di diverso, di irrituale rispetto alla politica tradizionale nei confronti della quale i grillini si sono posti molto chiaramente in antagonismo. Non vedo tutta questa capacità innovativa e questo mi preoccupa molto perché pensavo potesse essere il primo valore aggiunto rappresentato dai grillini in sede istituzionale.

19 aprile 2013

Prodi? Per la stampa estera il peggior presidente della Commissione Ue

Cari amici, condivido con voi questo articolo di Riccardo Ghezzi su Qelsi:

Quando la stampa estera definiva Prodi “il peggior presidente della Commissione europea” prodi

C’è un uomo che ha ridicolizzato l’Italia nel mondo, è stato preso di mira dalla stampa estera ed ha pure ricoperto l’incarico di premier italiano in questi ultimi 18 anni.

Avete capito chi è?

No, non è Silvio Berlusconi, anche se le notizie che rimbalzano in Italia potrebbero far credere questo.

L’uomo in questione infatti è stato anche presidente della Commissione Europea. Ed in questa veste valutato come “il peggiore della storia” dai giornali di tutta Europa, contribuendo così a deturpare l’immagine dell’Italia.

Parliamo di Romano Prodi. Proprio lui, l’unico leader di centro-sinistra in grado di battere Berlusconi e governare in Italia per due mezze legislature: prima dal ’96 al ’98, sostituito in seguito da due governi D’Alema e da Amato, poi dal 2006 al 2008 e ancora una volta caduto anzitempo. In mezzo a queste due esperienze da premier italiano, è stato nominato presidente della Commissione europea, incarico la cui retribuzione corrisponde a circa 25.000 euro al mese, dal 1999 al 2004.

In un’Italia sempre fin troppo attenta all’opinione della stampa straniera, fare corretta informazione significa anche riportare alcuni giudizi taglienti sull’operato di Prodi in tale veste.

Iniziamo con il giornale tedesco De Welt, che a due anni dall’inizio del mandato, il 17 luglio 2001, scrive:

Romano Prodi: “le gaffes lastricano la sua strada”. In quasi tutti i governi europei cresce l’irritazione verso l’uomo al vertice della più importante istituzione europea. E, quel che è quasi peggio per l’uomo e per il suo incarico, Prodi sempre meno viene preso sul serio.

Prodi non viene preso sul serio perché “le gaffes lastricano la sua strada”. Questo secondo i tedeschi. Ma gli inglesi saranno più clementi? Nient’affatto, perché il 2 Febbraio 2002 il Times riporta:

Prodi è un problema per l’Europa, non essendoci modo per agevolarne l’uscita e non essendoci cenni di dimissioni volontarie i leader europei hanno la possibilità di lavoraci assieme, il che può essere impossibile, o più spesso di lavoragli attorno.

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19 aprile 2013

Ancora una volta il Pd sacrifica l’Italia sull’altare di se stesso

Deborah Bergamini Per l’ennesima volta il pd ha sacrificato l’Italia sull’altare di se stesso. Per l’ennesima volta ha dimostrato, platealmente con l’elezione di ieri e la riunione di stamani, di non avere alcuna linea unitaria, alcuna capacità di sintesi fra le sue anime, che non sia l’antiberlusconismo.

Ancora una volta, soprattutto, i democratici hanno ricacciato la polvere, le guerre intestine e le divisioni sotto il tappeto, ma non durerà a lungo. Oggi sono usciti dal loro psicodramma dando uno schiaffo al Pdl ed ai suoi elettori, ma si troveranno presto a dover fare i conti con le loro contraddizioni e con l’inesistenza di un progetto comune. Accadrà alle urne, dato che ormai è chiaro che ci si è incamminati verso nuove elezioni, con tutti i costi che queste comportano e che ricadranno inesorabilmente sulle spalle di un Paese in profonda crisi“.

Così in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl.

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14 aprile 2013

Il Pd smetta di girare intorno al suo ombelico o si torni al voto

Bersani usa molti slogan, ultimamente gli ho sentito dire ‘Prima di tutto c’è l’Italia’. L’impressione però è che per lui prima di tutto ci sia il Pd. È chiaro che con un governo di larghe intese si rischia di perdere consenso elettorale. Questo vale per loro tanto quanto per noi”. Lo ha detto Deborah Bergamini, deputata del PdL, a Omnibus, su La7.
Se Bersani non vuole correre questo rischio perché la sola possibilità di discutere con il PdL di temi concreti causa nel suo partito il manifesto di Barca e il proliferare di correnti, allora si prenda il rischio di tornare al voto. Certo è che il Pd non può continuare a girare intorno al proprio ombelico“.
Sul Quirinale – ha concluso Bergamini – il Popolo della Libertà non vuole fare barricate ma certo per noi la candidatura di Prodi è una provocazione. Anche se purtroppo non sono così sorpresa che negli ultimi giorni a ridosso delle votazioni il nome di Romano Prodi stia prendendo quota“.

4 aprile 2013

Renzi ha detto ciò che ripetiamo da sempre: o governo di coalizione o voto. Il Pd non trascini l’Italia nelle sue beghe interne

Finalmente il Pd dà segni di vita e qualcuno, anche tra i democratici, si è accorto che dopo più di un mese di stallo non si può perdere altro tempo e che le urgenze del Paese chiedono risposte“. Deborah Bergamini Fondazione De Gasperi

Così Deborah Bergamini, deputata toscana del Pdl, commenta le dichiarazioni di Matteo Renzi che invita il suo partito a formare un governo di coalizione o a tornare alle urne.

Renzi ha detto ciò che noi ripetiamo dal giorno successivo alle elezioni: facciamo un governo di concordia nazionale per il bene del Paese, oppure torniamo a votare subito per dare all’Italia una maggioranza certa. Tutto è meglio di questo limbo, di questa lenta agonia in cui Bersani ha scelto di trascinare l’Italia, tra saggi privi di poteri e un governo tecnico privo di fiducia, incapace di dare risposte alle esigenze del Paese. Spero che adesso sia chiaro che, come era prevedibile, l’inazione non è servita al segretario del Pd neppure ad evitare che venissero a galla le note crepe interne al suo partito. Mi auguro che i democratici non vogliano coinvolgere oltre l’Italia nei loro problemi interni e che, mentre continuano la loro legittima ricerca di un’identità condivisa lascino, intanto, che il Paese vada oltre, che tutti noi possiamo smettere di occuparci delle loro beghe per tornare ad affrontare quelle questioni economiche e sociali che sono le uniche vere priorità del momento” ha concluso Bergamini.

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