Posts tagged ‘raffaele fitto’

13 settembre 2014

Da Fitto toni discutibili

A fronte degli appunti mossi oggi dall’onorevole Raffaele Fitto alla senatrice Mariarosaria Rossi, spiace constatare che, con toni discutibili, l’on. Fitto attribuisce alla senatrice una inesistente volontà di distribuire incarichi e ruoli in Forza Italia. Osservo che, se si vogliono tirare in ballo ‘titoli’ per poter essere autorizzati ad esprimere delle opinioni, quello della senatrice Rossi deriva dal ruolo difficile e doloroso che ha avuto il coraggio di assumere nell’interesse di tutto il partito, quello di “tesoriera”, in una situazione, conseguente all’abolizione del finanziamento pubblico e del limite di centomila euro per le donazioni di privati alle forze politiche, che mette tutti i partiti di fronte ad una drammatica realtà. Osservo infine, a proposito di ruoli, che l’on. Fitto ha ricevuto diverse proposte per ricoprire incarichi importanti nel nostro movimento, proposte sempre puntualmente declinate. Evidentemente la sua solerzia quando si tratta di prendere voti per sé diventa distrazione o svogliatezza quando si tratta di lavorare per tutta Forza Italia.

6 dicembre 2013

Ns idee non hanno spazio in un governo sempre più a sinistra

Deborah Bergamini Istanbul Con la nascita di Forza Italia ci siamo posti un obiettivo: portare a termine quella rivoluzione liberale che la frammentazione politica, le defezioni numeriche e i veti incrociati hanno impedito di concludere in passato. Vogliamo farlo insieme a chi condivide i nostri valori e il progetto di un’Italia moderna e competitiva ed è difficile immaginare che Alfano abbia deciso di non rientrare in questo progetto, dopo aver percorso così tanta strada insieme. Farsi incantare dalla sirene di oggi significa rinunciare alle battaglie di sempre, per le quali non c’è possibilità di affermazione in un governo che, passo dopo passo, va sempre più a sinistra. E significa anche illudersi di poter ricostruire poi quello che si rompe oggi. Rispondere alla proposta avanzata da Raffaele Fitto nella sua intervista al Coriere della Sera e tornare insieme, non vuol dire tornare indietro ma progredire verso la meta cui abbiamo sempre lavorato“.

14 novembre 2013

Curioso chiedere unità e minacciare scissioni

Il continuo fiorire di richiami all’unità del partito, ultimamente affiancato da richiami al silenzio, da parte di amici del nostro movimento è senz’altro una buona notizia per chi crede in un centrodestra forte, coeso e ordinato. Curioso tuttavia che quelle esortazioni provengano anche da chi minaccia scissioni un giorno sì e l’altro pure, nel caso in cui le condizioni da dettare al Presidente Berlusconi per rimanere insieme non dovessero venire soddisfatte”. Debora Bergamini Berlusconi

“L’unità non è solo una parola, dietro la quale occultare visioni e obiettivi diversi, ma un valore praticato, attorno cui riconoscersi pienamente all’interno di una comunità politica che si batte per la democrazia e la libertà. Non si vede, perciò, come questa unità possa prescindere dal riconoscimento collettivo della leadership unica di Silvio Berlusconi, dalla volontà di tutti di impedire la sua illegittima estromissione dal Parlamento e dalla intenzione non negoziabile, nel rispetto dei nostri elettori, di impedire che questa legge di Stabilità si traduca in una nuova valanga di tasse, a cominciare da quelle sulla casa

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14 novembre 2013

Se ‘innovazione’ è archiviare ns storia, ns leader e ns valori allora è involuzione

Deborah Bergamini pdlE’ curioso che alcuni colleghi ritengano di poter dire qualunque cosa, prendendo posizioni drastiche rispetto al nostro partito e al suo futuro, per il semplice fatto di essersi autoproclamati ‘colombe’. Sembrano quasi aver tratto da un’etichetta linguistica una sorta di patente a menare fendenti con il ricorso ai guanti bianchi. In realtà, la crudezza dei loro contenuti, camuffata attraverso la rotondità della forma e il ricorso al velluto, non è meno evidente ma solo più ipocrita. Che ci si riferisca alla decadenza del Presidente Berlusconi, alla legge di stabilità o ai motivi che dovrebbero portarci a sostenere a ogni costo questo governo, la sostanza di quello che i cosiddetti ‘innovatori’ continuano a sostenere è la stessa: l’innovazione consiste nell’archiviare la nostra storia, il nostro leader e i nostri valori per abbracciare la politica politicante del palazzo e la cultura della poltrona. Questa, più che innovazione, è involuzione“.

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8 novembre 2013

Consiglio Nazionale importante momento di incontro e confronto, basta negatività

Tra richieste di voti segreti e fissazioni governativiste, alcuni colleghi si ostinano a voler caricare di negatività un Consiglio nazionale che sarà, al contrario, un importante momento di incontro e confronto, punto di inizio di una nuova avventura. deborah bergamini 13

Se poi il problema è che per qualcuno sta diventando un sacrilegio anche solo pensare di poter criticare il governo, questo è un altro discorso ma dovranno trovare un modo per spiegarlo a quel 96% di italiani che, stando ad un sondaggio di Ixè di oggi, pensano che l’esecutivo stia facendo poco o nulla in tema di lavoro, cioè proprio su uno dei punti indicati dal premier Letta come prioritari nell’azione del suo esecutivo“.

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25 ottobre 2013

La mia intervista al Financial Times sul futuro del centrodestra

If the party should split then the only result we would obtain is a great gift to the Democratic party [of Mr Letta] and we don’t want that,commented Deborah Bergamini, an MP close to Mr Berlusconi. deborah bergamini coffee break

Ms Bergamini admits thatlike it or not Berlusconi is in a less central position”. Still, she says the conflict within the party goes beyond issues of future leadership and how to respond to his battles against a judicial system that they all agree is abused by magistrates for their own political ends, a position shared by many Italians.

At the root of the division, she says, is a political debate over whether the PDL should follow Mr Alfano and his Catholic-centric supporters back to the old Christian Democrat model of the postwar establishment, or pursue the “original liberal project” set out when Mr Berlusconi founded his first Forza Italia party in 1994.

There will be a tsunami in Italian politics over the next months,predicts Ms Bergamini, who does not exclude aseparationwithin the centre-right but asks:Who will make the first move and when?

 

Di seguito l’articolo integrale:

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22 ottobre 2013

Dibattito interno al Pdl dimostra che non siamo un partito di plastica

Guardo con sincera simpatia al bisogno di alcuni esponenti del PD di disegnarsi il centro-destra che vorrebbero. Secondo me dovrebbero applicarsi di più nell’immaginare come vorrebbero essere loro, chè ce ne sarebbe un gran bisogno. Apprezzo comunque il tentativo di superare barriere ideologiche che sono state un freno non solo alla crescita del PD, che infatti non ha mai vinto un’elezione negli ultimi anni, ma anche alla normale dialettica politica. Con le appartenenze ideologiche si demonizza l’avversario e si cerca di sconfiggerlo per vie diverse da quelle democratiche. E’ quello che sta avvenendo ai danni del presidente Silvio Berlusconi. Il tentativo di “archiviazione” di Berlusconi per via giudiziaria oltre che politica, è in corso da molti anni. E’ fallito miseramente fino a oggi e credo che fallirà ancora per un bel pezzo: solo otto mesi fa Berlusconi ha preso quasi dieci milioni di voti e su quello ci dobbiamo misurare. Ecco perchè guardo con altrettanta simpatia a tutti questi tentativi di centro, centrismo, centrini, riaggregazioni in cerca d’autore per chi cerca di collocarsi in vista delle prossime elezioni europee.

Per quanto riguarda il dibattito al nostro interno, il nostro partito è in una fase di trasformazione e, com’è giusto, c’è una dialettica interna. Siamo sempre stati pitturati in maniera macchiettistica come il partito azienda, il partito di plastica… non è mai interessanto neanche ai cronisti politici raccontare la vita interna al Popolo della Libertà, i dibattiti al nostro interno. Tutto era polarizzato dalla figura certamente segmentante del nostro presidente, ma questo non significa che, al suo interno, il Popolo della Libertà non abbia visto fasi di dibattito, di confronto, di dialogo più o meno difficile. Non è un segreto che quanto accaduto in occasione del voto di fiducia, “strappato” in qualche maniera a Berlusconi qualche settimana fa, abbia provocato delle reazioni e dei cambiamenti. Berlusconi non è stato convinto dalle buone ragioni addotte per votare la fiducia, ma vi è stato costretto dagli avvenimenti. Questo ha provocato un confronto interno tutt’ora in corso, nel quale noi che siamo stati iscritti nella lista dei cosiddetti “lealisti”, chiediamo che ci sia un ricentramento della leadership di Berlusconi sul partito, che Berlusconi riprenda in mano il pallino del partito pienamente e, per questo, si proceda a un azzeramento delle cariche e a una riorganizzazione dell’assetto del partito. Mi sembra sia una cosa importante da fare in un momento in cui assistiamo allo scompaginamento delle forze politiche che sostengono il governo. Naturalmente non abbiamo mai fatto mancare il sostegno al governo, dal momento in cui abbiamo votato la fiducia e su questa base andiamo avanti sapendo molto bene che, se la stabilità è un valore, un valore ancora più importante è la capacità del governo di saper fare le cose.

21 ottobre 2013

Abolizione finanziamento pubblico ai partiti già in agenda elettorale del Pdl

‘Lealista’ è il termine che piace usare ad altri, io non mi definisco ma sicuramente mi riconosco nella leadership di Silvio Berlusconi al centro del nostro partito. Il ruolo di Berlusconi non si indebolisce perché il suo ruolo è quello di colui che riesce a prendere il voto di una larghissima parte dell’elettorato italiano, e questo deve fare un grande leader politico.

Noi abbiamo posto la questione dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti anche durante le ultime elezioni e andiamo avanti per questa strada. Non tutti sono d’accordo, c’è chi ha paura di mettere così i partiti nelle mani di lobby o gruppi di potere. C’è invece chi dice che non è giusto far vivere i partiti con i contributi pubblici perchè sono stati amministrati male. La legge approvata alla Camera va nella direzione voluta dall’opinione pubblica e noi con quella ci dobbiamo misurare. C’è un approccio graduale ma sicuramente va nella direzione del finanziamento privato e c’è anche un’interessante novità in questa legge, che riguarda il crowdfunding, cioè le micro donazioni. Questo è un punto su cui sarebbe bello insistere.

14 ottobre 2013

Bene Fitto, parliamo di cose concrete e dell’Italia che vogliamo. Questa è la ns ‘sfida lealista’

Nell’intervento di oggi su ‘Il Giornale’, Raffaele Fitto riconduce il dibattito politico, interno ed esterno al PdL, su quei binari di concretezza che Silvio Berlusconi ci ha insegnato a percorrere e che non dobbiamo mai perdere di vista. Ciò che i cittadini e gli elettori si aspettano da noi è, oggi più che mai, una chiara visione dell’Italia, senza la quale la capacità di azione e realizzazione degli obiettivi rischia di essere gravemente compromessa. Deborah Bergamini pdl

Nella nostra Italia la giustizia deve essere efficiente e non un ostacolo alla libertà e all’economia; la tassazione non è un cappio al collo per imprese e famiglie; lo Stato non invade il privato ma lo difende. La nostra Italia vuole essere competitiva nel mondo e protagonista in un’Europa migliore di quella che abbiamo oggi, dove dobbiamo rivendicare il ruolo e la centralità che ci spettano, facendo valere le nostre peculiarità. Questa è la strada tracciata dal presidente Berlusconi, ed è la strada su cui il nostro movimento deve costruire il suo rilancio e il suo dialogo con i cittadini italiani.”

Lo dichiara la deputata del PdL Deborah Bergamini a margine della riunione, a Bruxelles, del Network del Ppe dei parlamentari nazionali che si occupano di affari europei e dei membri del Parlamento europeo

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Di seguito la lettera di Raffaele Fitto:

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12 ottobre 2013

Ad unica leadership – quella di Berlusconi – può corrispondere un solo partito

Accogliamo con soddisfazione il nuovo richiamo di Angelino Alfano all’unità del nostro partito. Questo, infatti, significa che è riuscito a mettere all’angolo i suoi ‘falchi’, cioè coloro che nei giorni scorsi, con dichiarazioni e iniziative, avevano lavorato ad una improvvida scissione all’interno del nostro partito. Scissione contro la quale noi ‘lealisti’ ci siamo battuti nella certezza, come ha chiarito oggi Raffaele Fitto, che ad un’unica leadership – quella di Silvio Berlusconi – non può corrispondere che un unico partito.”

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