Posts tagged ‘recessione’

23 dicembre 2014

Incendio linea AV: chi fa il tifo per un’Italia arretrata non deve avere la meglio

L’incendio sulla linea dell’alta velocità a Bologna è un atto vile a danno di tutti gli italiani, un gesto che colpisce il tentativo di modernizzare il Paese, a partire dalle sue infrastrutture, e di rilanciare la crescita. In più, si è scelta una data che potesse creare più disagi possibili, a ridosso di un giorno in cui la circolazione ferroviaria è particolarmente intensa e i rallentamenti sono ancora più odiosi.
Che si tratti di terroristi o meno, il pericolo e la preoccupazione non diminuiscono. Ci sono persone che fanno il tifo per un’Italia arretrata, che guardi solo indietro e mai avanti. Sta alla politica, alle forze dell’ordine, alla giustizia e a tutti i cittadini che vogliono un Paese diverso fare in modo che questi gruppi minoritari e violenti non abbiamo la meglio.

7 agosto 2014

Sarebbe ora che il governo iniziasse a parlare di “tax review”

Oramai da troppo tempo si parla di spending review, con l’illusione che i buoni propositi possano sostituirsi ai risultati concreti.

Esito: zero cambiamenti. Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012

Tanto vale, allora, iniziare a parlare di tax review: una seria revisione di una pressione fiscale da record, che è un freno allo sviluppo e tra i principali colpevoli della nostra recessione.

9 ottobre 2013

Aumentare l’Iva fa crollare le entrate dello Stato

aumento iva crollo consumi

Non ci voleva un premio Nobel dell’economia per prevedere che il gettito dell’Iva nel 2013 sarebbe crollato. E infatti il crollo è puntualmente avvenuto.

L’equazione è semplice: se aumenta l’imposta sui consumi, il cittadino è costretto a risparmiare di più e nelle casse dello Stato arrivano meno soldi. Eppure, per una ripicca contro il Pdl, Letta ha fatto sì che l’aliquota aumentasse ancora, fingendo di dimenticare che nei primi mesi del 2013, con l’aliquota ancora al 21%, lo Stato ha incassato il 5,2% in meno, pari a 3,7 miliardi di euro. Inutile chiedersi cosa avverrà nei prossimi mesi, con l’Iva al 22%, perché lo sappiamo già: la stima di gettito fatta dal governo (un miliardo in più nel 2013 e 4 nel 2014 è del tutto sballata).

read more »

3 settembre 2013

Secondo Ocse siamo unico paese G7 a crescita negativa. Governo mostri coraggio e abbassi le tasse

Mentre una parte della politica è ancora intenta a discutere se l’abolizione dell’Imu sulla prima casa sia una misura valida o meno, mentre si levano voci scandalizzate sulle possibili coperture del provvedimento e ognuno fa di tutto per tutelare il proprio orticello di incentivi pubblici, l’Ocse ci informa che il nostro Paese è l’unico tra quelli del G7 ad avere un Pil negativo nel 2013. In altre parole, siamo i soli in fase di recessione. deborah bergamini coffee break

La verità, è che l’Italia è affogata dalle tasse e che una parte dei loro proventi è volta a sostenere proprio quel folle sistema di incentivi considerati da molti come intoccabili. Incentivi che, tra le altre cose, non essendo sistematici hanno generato, negli anni, un dannoso circuito clientelare.

È dunque il momento, per questo governo, di mostrare coraggio azzerando tutto e utilizzando le risorse pubbliche per dar vita all’unica misura in grado di risollevare davvero la nostra economia: l’abbassamento delle tasse, a cominciare dallo scongiurare l’aumento dell’iva, già molto alta, che era stato previsto dal governo dei tecnici“.

read more »

25 giugno 2013

Ue: Letta faccia sentire la nostra voce in Europa

Sono d’accordo con Enrico Letta sulla necessità di ottenere risultati concreti dal prossimo Consiglio europeo, ma temo che non si tratti di un esito scontato e che, al contrario, sarà indispensabile che l’Italia sappia far sentire la sua voce e prevalere le proprie necessità.

Sappiamo che ci troveremo davanti ad un probabile, ennesimo richiamo al rigore ed è evidente che dovremo fare una scelta. Nessuno vuole tornare alle politiche allegre del passato, ma tra quelle e l’austerità che ci ha portati dove siamo occorre per forza individuare una terza via.

D’altra parte, il rispetto del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil è un obiettivo che riusciremmo a mantenere solo rinunciando a interventi di rilancio davvero incisivi; una rinuncia che gli italiani non capirebbero e che il governo non potrebbe sopportare. Ben diverso sarebbe prospettare uno sforamento temporaneo di quel tetto, per poter attuare politiche mirate che facciano ripartire il sistema Italia e gli consentano in breve tempo di tornare un Paese sì virtuoso ma non per questo allo stremo”.

Lo dichiara, da Strasburgo per la plenaria del Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri.

20 giugno 2013

Aprire un’azienda in questo Paese è un percorso a ostacoli, si deve semplificare

I dati, drammatici, di Confesercenti ci dicono che sono 134 le imprese che chiudono ogni giorno. E il problema, nel nostro paese, è che le aziende chiudono e non se ne aprono di nuove perché per farlo c’è da superare un percorso a ostacoli.

Questa è una delle malattie del nostro Paese ed è uno degli 8 punti della piattaforma programmatica del Pdl: cercare di alleggerire le autorizzazioni a monte, toglierne il più possibile e andare invece a razionalizzare e organizzare bene i controlli ex post.

Lo stesso si può dire nel rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione: il cittadino deve essere preciso, puntuale, non sgarrare di un millimetro mentre invece la P.a. può permettersi di essere pigra e inefficiente e spesso di non rispondere.

Quindi questo disegno di legge, iniziando ad apportare delle semplificazioni, va incontro ad un’esigenza sentitissima. Spero che anche l’idea di un Tutor di impresa possa essere un successo, un aiuto effettivo alle imprese e non un passaggio supplementare, così come spero che l’indennizzo nei casi di ritardo della P.a. divenga veramente un elemento concreto, anche se questo non fa che sancire, purtroppo, il fatto che comunque non si riesce a semplificare.

L’importante è, però, andare avanti sulla strada della semplificazione.

read more »

17 giugno 2013

Ue: dogmatismo non è strategia economica per la ripresa né principio democratico

Il dogmatismo non può essere il principio ispiratore di un consesso democratico di Stati, come non è una strategia economica valida per l’Italia né per un’Unione europea che vuole tornare a crescere e recuperare quel rapporto di fiducia con i suoi cittadini che si è incrinato sulla via della cieca austerità. Deborah Bergamini

L’Italia ha fatto tutti i compiti a casa, ha attuato la politica di rigore che ci veniva richiesta dall’Europa ed ha ottenuto i risultati attesi. Adesso dobbiamo occuparci di far ripartire la nostra economia oppure, davvero, i sacrifici saranno stati inutili.

Tra i motivi che ci hanno fatto preferire, ed appoggiare, un governo politico ad uno tecnico c’era l’amara constatazione che i tecnici non potevano, per loro stessa natura, negoziare con l’Europa perché privi del mandato popolare. L’attuale governo, invece, può sedersi al tavolo con l’Ue consapevole di avere il sostegno dei cittadini italiani, che lo appoggiano non perché si faccia imporre vecchi o nuovi vincoli, ma perché si concentri sul lavoro, sui consumi e sulla ripresa economica.

Affermare che i vincoli europei vanno rivisti non implica mettere in discussione il nostro europeismo. Al contrario, se dovesse prevalere la politica del ‘cos ì o niente’ sarebbe l’Europa stessa a mettersi in difficoltà da sola, privandosi della legittimità, propria di ogni istituzione democratica, che deriva dalla capacità di interpretare la volontà popolare

read more »

12 giugno 2013

Iva, aumento deciso da Monti, noi vogliamo che venga cancellato

Al disinformato collega di Scelta Civica, Gianfranco Librandi, che attacca impropriamente il presidente Renato Brunetta, è giusto ricordare un po’ di cose. Molti erroneamente attribuiscono al governo Berlusconi l’aumento dell’Iva ma l’esecutivo guidato dal leader del Pdl dispose la riduzione del 5% nel 2013 e del 20% dal 2014, dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale (deduzioni e detrazioni) e la non applicazione di tale riduzione dove fossero stati adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale tali da determinare effetti positivi ai fini dell’indebitamento netto, cioè riduzioni, non inferiori a 4 miliardi di euro per il 2013 e a 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014”. Debora Bergamini

Lo ha affermato in una nota il deputato del Pdl Deborah Bergamini, rispondendo all’onorevole di Scelta Civica che questa mattina aveva ricordato come nel 2011 l’aumento dell’Iva fosse stato deciso durante il governo Berlusconi.

Il governo Monti, con l’articolo 18 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, ha sterilizzato le suddette riduzioni delle agevolazioni fiscali, prevedendo al posto di quest’ultime l’incremento di 2 punti percentuali delle aliquote IVA del 10% e del 21% (che sarebbero quindi passate al 12% ed al 23%) a decorrere dal 1° ottobre 2012. Infine, con l’articolo 21 del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (Spending review) ha posticipato l’incremento delle aliquote IVA del 2% fissandone la decorrenza al 1° luglio 2013.

Il comma 1 dell’articolo 12 della Legge di stabilità 2013 – ha spiegato Bergamini – ha rideterminato l’aumento dell’IVA previsto dal 1° luglio 2013. Come può ben constatare il collega Librandi il governo Berlusconi ha mantenuto sempre il suo impegno, non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini. Sono state le norme introdotte dal governo Monti che hanno previsto l’aumento delle aliquote IVA di cui noi chiediamo con forza che venga cancellato”, ha concluso.

read more »

5 giugno 2013

Vogliamo gli italiani indigenti di Stato con la paghetta? No, vogliamo far ripartire il sistema

Una persona di 60 anni ma anche di 50 oggi, in Italia, è fuori dal mercato del lavoro per sempre; questo è il problema del nostro Paese. Qui non si fa impresa: questo è un Paese che se sei un ragazzo e hai un’idea, non riuscirai mai a realizzarla, dovrai andartene perché servono cicli burocratici infiniti, nessuno ha fiducia in te, le banche non ti danno i soldi… l’idea stessa che un ragazzo si metta a fare impresa è strana in questo paese. Ma come possiamo accettarlo?

Dall’altra parte, gli italiani non hanno più un soldo da spendere; se non reimmettiamo nelle loro tasche un po’ di soldi da spendere, non ci sarà mai lavoro perché l’unica cosa che riusciranno a fare sarà pagare le bollette. Vogliamo trasformare gli italiani in indigenti di Stato a cui dare una paghetta ed è finita lì? Non è possibile. Dobbiamo rimettere soldi in circuito, ridare la possibilità di spendere agli italiani e questo genererà posti di lavoro ma non lo farà se, contestualmente, non riusciremo a riaprire il mercato del lavoro, a utilizzare logiche diverse perché la rigidità e l’iper-tassazione del costo del lavoro hanno costretto tante nostre imprese a delocalizzare, con tutte le drammatiche conseguenze che sono seguite, a investire fuori dal nostro Paese e quindi a svuotarne ancora di più le potenzialità. Questo è il doppio binario che dobbiamo seguire senza retorica, senza paura, parlando con tutti.

Il discorso dell’IMU si va a collocare in questo ragionamento; non è un problema solo dell’Italia: Hollande in Francia ha messo la patrimoniale col risultato che ci sono milioni di pensionati francesi con mille euro di pensione al mese e la casa di proprietà, che non riescono più a pagare la tassa patrimoniale perché la casa, che hanno comprato magari 40 anni fa, si è rivalutata. Cosa fanno? Chiedono ai figli di aiutarli a pagare. L’altra scelta che hanno è di vendere la casa. Immaginiamo un pensionato in Italia costretto a vendere la sua casa con il mercato immobiliare crollato…

read more »

24 maggio 2013

Dobbiamo abbassare le tasse per far ripartire la produttività e la capacità di spesa

Stiamo scontando una crisi internazionale: negli USA Obama è stato costretto a tagli che stanno portando 50milioni di cittadini americani sotto la soglia di povertà. L’Italia ha, però, una delle tassazioni più elevate di tutto l’Occidente. Tassazione ulteriormente aggravata dalle ultime misure prese dal governo dei tecnici. Nessuna grande economia occidentale è mai uscita da una fase recessiva solo grazie a un aumento delle tasse, non si rimettono in conti in ordine così.

Il benessere è contagioso almeno quanto lo è il malessere: genera movimento, sviluppo, lavoro. Se non riduciamo il carico fiscale in modo proporzionale, smettendo di demonizzare il benessere ma essendo armonici nella ripartizione dell’alleggerimento fiscale, potremo inventarci qualunque cosa ma non sarà sufficiente a far ripartire la vita produttiva e la capacità di spesa di questo Paese.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: