Posts tagged ‘referendum costituzionale’

7 dicembre 2016

Governo, da direzione Pd parole di autocompiacimento

refAlla direzione del Pd si sono ascoltate tante parole di autocompiacimento, ma forse non hanno ancora compreso che se i cittadini hanno bocciato in massa la riforma costituzionale è anche perché hanno voluto dare un inequivocabile giudizio negativo all’azione del Governo.

5 dicembre 2016

Referendum: adesso parte la sfida del centrodestra

bergamini_referendumIl referendum ci consegna un esempio importante da seguire, e che dobbiamo tenere bene in mente, in attesa che si arrivi alla sfida elettorale in cui non ci saranno più 2 fronti, quello del Sì e quello del No, ma tre poli: il centrodestra, la sinistra e il M5S.

Il dato più importante è la grande partecipazione popolare visto che tanti cittadini, nonostante si sia trattato di un referendum senza la necessità del raggiungimento di un quorum, sono ritornati alle urne. E’ una notizia positiva non solo perché il voto è sempre la massima espressione democratica, ma anche perché ciò avviene dopo alcuni anni in cui i cittadini si sono allontanati dalla politica poiché stanchi di un trasformismo senza precedenti, di premier non scelti dal popolo, di promesse mancate. Hanno deciso di ritornare ad essere protagonisti del loro futuro e di farlo insieme a noi. Ciò vuol dire che quando ci si muove nella stessa direzione, e verso obiettivi chiari, Forza Italia e il centrodestra sono capaci di mobilitare l’elettorato e di vincere.

2 dicembre 2016

Referendum: il Governo spende per propaganda ma taglia rimborsi ai comuni

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Il Governo, premier, ministri, fino ad arrivare all’ultimo sottosegretario, sta spendendo ingenti risorse pubbliche per fare propaganda per il Sì, ma intanto taglia del 60 per cento i rimborsi destinati ai comuni che stanno sostenendo le spese organizzative per lo svolgimento del referendum.

I comuni, come sempre, devono affrontare le spese per allestire i seggi e per tutte le procedure necessarie all’espletamento del referendum, eppure il ministero dell’Interno il 29 novembre scorso, tramite le Prefetture, ha inspiegabilmente comunicato ai sindaci che rispetto all’ultimo referendum, quello sulle trivelle del 17 aprile, le risorse assegnate sono state decurtate del 60% mettendo in grave difficoltà i comuni, specie quelli piccoli, che hanno già impegnato quelle risorse e che ora non sanno come e dove recuperarle. Questo atteggiamento del Governo è davvero ingiustificabile e finirà con l’avere conseguenze negative anche per i cittadini.

1 dicembre 2016

Referendum: Lo spirito costituente è evaporato

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Lo spirito costituente, semmai fosse stato presente ad inizio Legislatura, è certamente evaporato nel corso dei mesi ed ora non ve n’è più alcuna traccia. La riforma ha lacerato il Paese e il Parlamento portando entrambi ad un livello di scontro pericoloso. Renzi ha voluto personalizzare il referendum con una sovraesposizione mediatica mai vista prima e con un uso davvero spregiudicato delle finanze pubbliche per acquisire consenso. A poche ore dalla chiusura della campagna referendaria ci appelliamo agli Italiani esortandoli a difendere con il loro voto la libertà di tutti e di ciascuno, a far trionfare la democrazia contro ogni tentativo di deriva autoritaria: a votare No a testa alta con la fierezza di chi non si piega né dinanzi alle lusinghe né dinanzi alle minacce del potere. Il Popolo italiano vuole restare sovrano e padrone del suo futuro.

30 novembre 2016

Referendum: il Governo Renzi è tecnico perché non eletto dal popolo

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Il premier Renzi non può agitare lo spauracchio del governo tecnico in caso di vittoria del No, perché non c’è governo più tecnico del suo visto che lui è lì grazie a un virtuosismo di tecnica politica, e non certo perché si è presentato davanti al popolo.

Il Governo Renzi  non è stato eletto dal popolo ma è stato deciso a tavolino, con il righello e la matita, ai piani alti della segreteria del Pd e della burocrazia europea, proprio come fecero le potenze coloniali che, sulla base dei loro interessi, tracciarono i confini delle nazioni dell’Africa.

29 novembre 2016

Referendum, nei Tg poco spazio per le ragioni del No

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Abbiamo messo a confronto i tempi di antenna del Sì e del No sui Tg nazionali, partendo dai dati ufficiali forniti dall’Agcom. Ebbene, c’è una sproporzione del tempo concesso al Sì rispetto a quello dato al No. Sui Tg della Rai, ad esempio, al Sì è stato dato l’11,9 per cento del tempo in più rispetto al No, così come su Sky il 12,5 per cento di tempo in più al Si rispetto al No, e su La7 il 16,9 per cento in più di spazio concesso al Sì rispetto al No. Infine non servono neppure i dati ma basta semplicemente fare un po’ di zapping fra i canali per capire che il politico più presente in Tv è il premier Renzi: quello che dice di non voler personalizzare il referendum è invece su tutte le tv, e le radio, a fare propaganda per il Sì. Anche per questo è importante domenica andare a votare, e votare No.

28 novembre 2016

BANCHE: Non scaricare sui cittadini gli errori di management e governo

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Da qualche giorno, adesso è il turno del Financial Times, stiamo assistendo al tentativo da parte di alcuni giornali, banche e soggetti finanziari internazionali di scaricare sui cittadini, tentando di limitare la loro libertà di voto al referendum del 4 dicembre, errori che invece sono interamente attribuibili al management di alcune banche e all’incapacità del governo. Le banche non falliscono per colpa della democrazia, ma perché sono state gestite male, perché hanno prestato, senza alcuna garanzia vera, ingenti somme di denaro ai soliti noti che poi non le hanno restituite, perché hanno ingannato i piccoli risparmiatori, perché hanno pagato ingiustificati stipendi milionari ai loro amministratori. Non è accettabile che certa stampa economica estera, con qualche sponda in Italia, faccia del terrorismo psicologico in vista del 4 dicembre, e non è casuale se un referendum sulla Costituzione italiana attiri tanta e interessata attenzione da parte delle cancellerie estere. C’è chi ci vuole tenere sotto scacco ma gli Italiani non si faranno manipolare e sapranno dire NO a chi tenta irresponsabilmente di impaurirli in ogni modo.

22 novembre 2016

Referendum, Renzi dice che la riforma rottama la “casta” ma i dati lo smentiscono

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Renzi dice che la sua riforma ‘rottama la casta’. Peccato che i dati lo smentiscano. Non a caso i principali sponsor di questa riforma sono proprio coloro i quali gli italiani identificano maggiormente come ‘casta’. Tra questi:

– La maggioranza assoluta dei parlamentari con più legislature alla Camera (elaborazione su dati Open Polis)
– La maggioranza assoluta dei parlamentari con più legislature al Senato (alcuni di questi siedono in Parlamento da oltre 30 anni!)
– L’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano;
– Le banche e i Paesi che speculando contro l’Italia hanno fatto vere e proprie fortune;
– La maggioranza assoluta della stampa;
– Gli istituti di rating che ieri ci criticavano per il debito e la disoccupazione, e che oggi fingono di non vedere che il debito è cresciuto di 300 miliardi e la disoccupazione ha superato l’11% (con Berlusconi era intorno all’8%);

Questo elenco potrebbe andare avanti all’infinito ma fortunatamente, a questo giro, sarà il Popolo a determinare il proprio domani. Capiamo le preoccupazioni di Renzi per il proprio destino politico, ma siamo altrettanto convinti che dopo quasi 3 anni di riforme fallimentari, gli italiani diranno No ad una pessima riforma che dividerebbe un Paese che oggi più che mai ha bisogno di unità e coesione.

20 novembre 2016

Referendum, la vecchia politica vota SI. Lo dicono i dati

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Il premier Renzi vuol far credere che il Sì è un voto per il cambiamento mentre il No è quello per la conservazione. In realtà basta guardare i numeri per scoprire che mente. Analizzando i dati di Open Polis sui 100 politici che siedono da più tempo in Parlamento emerge che la maggioranza assoluta dei baroni di Camera e Senato è per il Sì al referendum. Il premier anziché parlare di accozzaglia per il No, farebbe bene a parlare di gattopardismo per il Sì.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

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