Posts tagged ‘regole’

6 giugno 2017

Migranti: basta accoglienza incontrollata, rischia la sicurezza nazionale

cardbergamini
Non serviva che il Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di Palermo scoprisse i traffici di un’organizzazione criminale per comprendere che l’immigrazione incontrollata comporta rischi fondati e pericoli forti per la sicurezza nazionale. Almeno però adesso anche la sinistra e i buonisti dovranno fare i conti con la necessità di imporre regole chiare, controlli scrupolosi e rimpatri fatti sul serio. L’accoglienza funziona se regolata, ma i numeri degli sbarchi in Italia rendono oggi impossibile continuare a pensare di far arrivare persone che il nostro paese non può più mantenere a spese dei cittadini.
30 ottobre 2013

Berlusconi, voto palese: il Pd non parli mai più di regole

Debora Bergamini BerlusconiIl Pd condannerà forse il nostro leader ad uscire dal Parlamento, ma quello che è certo è che oggi ha condannato se stesso a non parlare mai più di regole, di rispetto del diritto, di applicazione delle prescrizioni democratiche. Un epilogo politico ignobile che mina ogni principio di doveroso rispetto reciproco tra chi governa insieme e, soprattutto, mina la concezione stessa della democrazia. Tutto questo al solo scopo di ottenere un risultato perseguito ossessivamente da tempo, ignorando che di ben altro sono fatti la costruzione e il mantenimento del consenso.”

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1 ottobre 2011

Questa la lettera che abbiamo scritto ad Alfano

E questa la nostra pagina su Facebook: Verso un centro-destra popolare ed europeo

Caro Angelino,

vogliamo approfittare dell’apertura che hai fatto a tutto il Partito a collaborare alla stesura delle “regole” fondamentali, per sottoporre a te ed ai componenti del tavolo costituito alcuni suggerimenti che riteniamo elemento distintivo di una generazione che oggi, titolare di incarichi importanti a vari livelli istituzionali, rappresenta una larga fetta del nostro elettorato.

Siamo quei trentenni e quei quarantenni nati politicamente nel periodo berlusconiano che oggi, dopo anni di impegno, di militanza e di partecipazione hanno il privilegio di rappresentare il PDL ed i nostri elettori nelle Istituzioni, dagli Enti Locali al Parlamento. Vorremmo che le nostre capacità, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito quello spazio che già oggi hanno nelle Istituzioni, sui media e nell’opinione pubblica.

Proprio pochi giorni fa hai usato la metafora del calcio. In effetti troppe volte in questi anni ci siamo sentiti a bordo campo, come dei giocatori che venivano messi fuori rosa o schierati soltanto nella primavera e mai in prima squadra senza avere mai, e sottolineiamo mai, la possibilità di dimostrare che il campo ce lo meritiamo. Per questo abbiamo deciso di raccogliere quelle idee e quelle proposte che in tanti anni di esperienza politica ci hanno portato a condividere un sogno ed oggi un progetto politico.

Veniamo alle proposte che ti preghiamo di tenere nella massima considerazione e che riguardano due livelli: il Partito e la sua organizzazione da un lato; alcune idee per il nostro programma e per le prossime cose da fare dall’altro.

 

IL PARTITO

– Tesseramento e congressi: la partecipazione di tutti quelli che ci hanno votato

PAROLA D’ORDINE: RAPPRESENTATIVITÀ VERA!

Il passaggio congressuale rappresenta il più alto momento di democrazia all’interno di un Partito. L’elezione da parte della base esprime la massima forma di legittimazione per la classe dirigente. Crediamo quindi che questa debba garantire effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio. In questo senso la nostra proposta è quella di creare due momenti interni distinti: quello dei congressi consentiti a chi compra una tessera e quelli aperti a tutti per la selezione della classe dirigente – ne parleremo al prossimo punto –.

I Congressi però, proprio perché ne abbiamo richiamato i requisiti fondamentali di effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio, non possono, secondo noi, essere celebrati e considerati validi comunque sia. È necessario quindi, a nostro avviso, individuare “soglie minime di iscritti”, calcolate, per esempio, in proporzione al numero dei voti presi dal PdL in quel Comune. Prova ad immaginare un Comune di cinquantamila abitanti dove si celebra un Congresso con duecento iscritti. Può essere considerato rappresentativo. È questa la legittimazione dal basso che dovrebbe consacrare il nuovo corso del nostro Partito? E inoltre se nel Comune limitrofo, magari con cinquemila abitanti eleggessimo un Coordinatore con cinquecento voti credi che questi due Coordinatori eletti potrebbero essere messi sullo stesso piano? Qualora quindi in quelle realtà non si riesca a garantire il raggiungimento di determinate soglie di rappresentanza riteniamo più giusto e anche politicamente corretto che la stagione congressuale non si apra fino a quando non si raggiunga l’obiettivo minimo.

Su questo schema chi si tessera lo fa per eleggere il Coordinatore, una figura che nel corso degli anni, dalla nascita del Pdl almeno, ha svolto una attività decisionale troppo isolata e incisiva nelle dinamiche interne al partito stesso. Crediamo dunque che il ruolo di questo – nei comuni come nelle regioni – vada fortemente rivisto. Il coordinatore dovrà occuparsi di coordinare le attività per la stesura dei programmi elettorali, di tenere i rapporti con gli alleati, di mediare con i nostri rappresentanti nelle istituzioni ed il partito centrale. Le candidature, soprattutto quelle dei sindaci, presidenti della Provincia e Governatori devono essere scelte con altri meccanismi democratici.

 

– Candidature e selezione della classe dirigente

PAROLA D’ORDINE: PRIMARIE APERTE A TUTTI PER LA DEFINIZIONE DEI CANDIDATI A QUALUNQUE LIVELLO!

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27 settembre 2011

Giovani amministratori scrivono ad Alfano: vogliamo primarie e riforme

PDL: GIOVANI AMMINISTRATORI AD ALFANO, PRIMARIE E RIFORME

LETTERA FIRMATA ANCHE DA PARLAMENTARI PER REGOLE CONGRESSUALI (ANSA) – ROMA, 26 SET –

‘Caro Angelino’, inizia cosi’ il messaggio di un gruppo di giovani eletti nelle istituzioni locali e nazionali d’Italia, indirizzato ad Angelino Alfano.

Il gruppo di circa 50 giovani sottopone al segretario del Pdl alcune proposte e spunti di riflessione, tra i quali la definizione di regole congressuali finalmente rappresentative della base elettorale.

Ma l’input piu’ forte arriva per mettere la parola fine ‘al verticismo politico attraverso l’applicazione del criterio delle primarie per la scelta dei candidati a qualunque livello, dai consiglieri comunali fino ai parlamentari, abbinata ad un regolamentazione ferrea sulle incompatibilita’ di carica per evitare che al tempo stesso ci siano nel partito Sindaci che sono anche coordinatori e che magari diventano anche consiglieri regionali o parlamentari rappresentando il vero tappo alla partecipazione trasparente ed ampia di questo partito’.

Nella lunga lettera i sottoscrittori affiancano alle proposte di riorganizzazione del partito anche ‘delle idee per il Governo’. Nella lettera si propone il taglio agli enti inutili, la riduzione della struttura pubblica, l’introduzione del quoziente familiare, la revisione della disciplina contrattuale con l’abolizione del precariato e, soprattutto una ‘soluzione rivoluzionaria delle forme di gestione del servizio sanitario nazionale’.

‘Siamo quei trentenni e quei quarantenni – si legge nella lettera – nati politicamente nell’era berlusconiana e che oggi, dopo anni di impegno, di militanza e di partecipazione, hanno il privilegio di rappresentare il Pdl nelle istituzioni, dagli enti Locali al Parlamento. Vorremmo che le nostre capacita’, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito uno spazio adeguato. Meritocrazia, forme di partecipazione e selezione della classe dirigente rappresentano oggi questioni prioritarie alle quale chiediamo risposte precise e convincenti’.

Tra i promotori dell’iniziativa e primi firmatari ci sono i parlamentari Deborah Bergamini, Alessio Bonciani e Giuseppe Moles.

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