Posts tagged ‘relazioni internazionali’

27 maggio 2016

Il prolungamento delle sanzioni alla Russia è una scelta miope

Italia RussiaFinché l’Europa insisterà con la miope politica isolazionista nei confronti della Russia la possibilità di un accordo con Mosca resterà un miraggio. L’unico risultato ottenuto dalla decisione del G7 di prolungare le sanzioni alla Russia è stata la minaccia di una proroga fino alla fine del 2017 dell’embargo per i prodotti agroalimentari provenienti dai paesi che hanno introdotto le sanzioni contro Mosca.

Questa scelta, oltre ad avere pesanti ricadute sulla nostra economia, sta privando l’Occidente di un alleato indispensabile nella lotta al terrore. L’unica strada per trovare una soluzione condivisa per la crisi ucraina è di abolire le sanzioni e recuperare lo spirito di partenariato fra la Russia e la Nato ottenuto nel 2002 con l’accordo di Pratica di Mare grazie all’impegno dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

25 giugno 2015

Russia: eliminare sanzioni e rilanciare spirito Pratica di Mare

Deborah Bergamini Il ritiro della delegazione russa dal Consiglio d’Europa, avvenuto dopo che la delegazione stessa è stata privata di alcuni diritti quali quello al voto e alla rappresentanza nel Comitato di Presidenza, è un insuccesso per un organismo che ha sempre contribuito a rendere il nostro continente una terra di pace“.

Lo ha detto, rientrando da Strasburgo dove l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha confermato le sanzioni alla Russia, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, vicepresidente del gruppo Ppe.
Tutti ricorderanno come nel 2002 la Russia e la Nato avevano firmato un accordo di partenariato. Ciò accadeva a Pratica di Mare, in Italia, grazie all’impegno del governo italiano e, in particolare, del suo presidente di allora: Silvio Berlusconi. Era, quella, davvero, la fine della guerra fredda che aveva congelato il nostro continente per quasi 50 anni. Oggi – ha proseguito – quello spirito si è perso e il nostro Continente rischia di tornare a vivere secondo schemi che credevamo archiviati dalla storia. Per questo motivo io credo che si dovrebbero ristabilire i diritti della delegazione russa al Consiglio d’Europa così come credo che – in altre sedi – si dovrebbe porre fine alle sanzioni a suo carico. Non per negare un conflitto, ma per trovare una soluzione. Un accordo non lo si trova mai, la storia delle relazioni internazionali ce lo ha insegnato, isolando uno Stato ma dialogandovi“, ha concluso.

5 maggio 2014

Ricordiamo a D’Alema che Berlusconi è stato determinante per risoluzione di varie crisi internazionali e nel far valere interessi Italia in Europa

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Ognuno ha il suo mestiere. E D’Alema ha scelto quello di portabandiera di un antiberlusconismo d’antan, sconfitto dalla storia e dagli elettori. Oggi lo fa tornando al vecchio cliché dell’Italia poco rispettata nel mondo con i governi di centrodestra. Qualora la memoria gli facesse realmente difetto, ricordiamo a D’Alema che l’autorevolezza del Presidente Berlusconi e la rete di relazioni internazionali che ha saputo costruire sono state determinanti nella risoluzione di diverse crisi internazionali e nel far valere gli interessi dell’Italia in Europa.

O forse D’Alema preferisce la credibilità internazionale dei governi maggiordomi dell’Europa alla Monti, oppure quella dell’attuale governo a guida Pd, grazie alla cui insipienza il nostro Paese si trova infangato su tutti i media del mondo per quanto accaduto all’Olimpico nella finale di Coppa Italia?

24 marzo 2013

Marò, ogni giorno governo indiano smentisce il nostro. Situazione imbarazzante

La questione relativa ai nostri Marò si fa di giorno in giorno più imbarazzante: ogni affermazione del nostro governo è prontamente smentita da quello indiano, la nostra credibilità internazionale ai minimi termini. Gli unici a tenere alto il nome dell’Italia sono proprio i due fucilieri, che hanno dimostrato con i fatti, e non a parole, che cosa siano onore e amor di patria“. Deborah Bergamini

Così Deborah Bergamini, deputato Pdl e membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera, commenta le parole del ministro degli Esteri indiano che sottolinea come il suo paese non abbia fornito assicurazioni all’Italia, ma solo chiarimenti, e che rivendica la la linea dura tenuta dal proprio governo.

Sono ansiosa di ascoltare l’informativa del governo, che martedì riferirà in Aula su questo tema. Spero che per allora l’esecutivo sarà in grado di fornirci risposte chiare dato che per ora l’unica certezza che abbiamo è che Latorre e Girone sono stati rispediti in India dopo che era stato annunciato il contrario” ha concluso Bergamini che si trova a Dublino per partecipare ad una Conferenza Interparlamentare sulla politica estera e di difesa dell’Unione Europea organizzata dalla Presidenza irlandese del Consiglio europeo.

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6 marzo 2013

Chavez, cordoglio ai venezuelani. Future elezioni si svolgano ordinatamente

La morte di Chavez, un leader tanto carismatico che ha segnato non solo la storia del suo paese ma anche quella del sud America e le relazioni internazionali in generale, ha ricadute ben al di fuori dei confini del Venezuela. hugo chavez swearing in

Mi auguro che i cittadini venezuelani, a cui esprimo il mio cordoglio, saranno in grado di affrontare questo momento di transizione in un clima quanto più possibile sereno e che le future elezioni, principale esercizio democratico di una comunità politica, si svolgano ordinatamente“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl, membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera.

12 giugno 2012

Stragi di cristiani, la realtà che non fa notizia

Il mio editoriale di oggi su Il Vostro:

Le stragi dei cattolici in Nigeria. Chi stila l’agenda dei media?

L’informazione, ormai, si fa spiando dal buco della serratura. E così le emergenze reali sfuggono dalle prime pagine

Deborah Bergamini

Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa

Sempre più spesso mi chiedo quanto la definizione di cosa sia degno di notizia, e quindi di dibattito, incida sulla formazione delle nostre opinioni, e quindi sui nostri comportamenti. Mi è accaduto anche ieri, alla notizia, l’ennesima, del massacro di cristiani avvenuto in due chiese della Nigeria, costato la vita anche a dei bambini.

Non posso definirmi una cattolica praticante, ma questa ferita aperta delle comunità cristiane terrorizzate e sterminate in tante parti del mondo a causa della loro fede mi procura ogni volta un sentimento di sconforto e rabbia. Eppure si spendono da decenni fiumi di denaro e di parole, e mi riferisco alle tante istituzioni internazionali, per propagandare un no fermo a questa vergogna. Un no che però fermo non è mai, dal momento che queste stragi, che dovrebbero scuotere nel profondo ogni singolo cittadino europeo perché ne minacciano l’appartenenza ad un’identità storica e culturale che è a fondamento di questo continente, finiscono sempre relegate nell’ultimo vagone delle notizie, e quindi non suscitano quasi mai un dibattito e tantomeno l’elaborazione partecipata di iniziative che siano davvero ferme.

Ed è proprio questo aspetto, la composizione, da parte dei media che alimentano il dibattito, dell’agenda delle notizie meritevoli di attenzione coordinata e continuativa, che sta a mio parere sconvolgendo il senso delle nostre priorità, come esseri umani e come cittadini. Da un po’ di tempo, il nostro modo di vedere le cose viene sollecitato da una distorsione: quella per cui una notizia, per essere vera, debba essere il frutto di una spiata, di un dossier occulto o di qualche misterioso retroscena rivelato agli ignari cittadini di un paese. Come se la realtà fosse tale solo se carpita. Altrimenti non lo è.

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