Posts tagged ‘retorica’

8 marzo 2015

L’8 marzo non sia un giorno di ordinaria retorica

L’8 marzo è una data scivolosa: tra frasi fatte e mimose, basta un attimo per ritrovarsi nel bel mezzo di un giorno di ordinaria retorica.

Cerchiamo allora di non farlo e andiamo ai dati. Ce ne sarebbero tanti da elencare: quelli davvero drammatici dei femminicidi e della violenza, così come quelli che raccontano una discriminazione giornaliera e meno lampante. In Italia, secondo il Gender gap report 2015, uno studio realizzato dall’Osservatorio di JobPricing , il 71% dei dirigenti è di sesso maschile e gli uomini guadagnano in media il 7,2% in più delle loro colleghe donne. Ma dietro i dati permane una realtà simbolica e silenziosa che conferma e nutre gli stereotipi di genere, primo ostacolo alla fine delle discriminazioni. Basta camminare per le vie delle nostre città, per capirlo: se volessimo affidarci alla segnaletica stradale, dovremmo dedurne che in Italia ci sono solo uomini (che lavorano, attraversano la strada, vanno in moto) e qualche bambina che torna a casa da scuola.

Questi esempi suggeriscono che i diritti che abbiamo conquistato non bastano e che bisogna ancora lavorare. In Parlamento lo stiamo facendo, e la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza alla donne ne è una prova. Ma non c’è impegno parlamentare che tenga, se il Paese intero, a partire dal governo, non comprende quanto sia urgente cambiare marcia e fare della parità di genere una priorità della propria azione. È uno sforzo grande, ma da lì passa il cambiamento che tutti reclamiamo. Per questo rinnoviamo il nostro invito al Presidente del Consiglio affinché venga istituito nuovamente un Ministero delle Pari Opportunità che possa occuparsi di questi temi 24 ore al giorno.  

8 marzo 2012

8 marzo e donne, basta retorica. Ognuno di noi rifletta ed intraprenda un’azione concreta

Debora BergaminiE’ molto difficile non essere retorici quando si parla di donne, lo è ancora di più quando si parla di donne l’8 di marzo. Oggi, per l’ennessima volta, sentiremo snocciolare cifre – tutte negative – sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro (bassa), sulla loro presenza nei ruoli di responsabilità (bassa), sulla loro presenza in politica (bassa), sulla percentuale di loro che ha subito violenza (alta) o che ha dovuto scegliere tra carriera e maternià (alta), sul numero di ore (altissimo) che una donna lavora in più rispetto ad un uomo, impiegata in lavori cosiddetti domestici e normalmente non riconosciuti.”

Lo dichiara in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “tutti noi ci indigneremo per cinque minuti o cinque ore, plaudiremo iniziative, mozioni, interventi in tv, articoli sui giornali e buoni propositi, come sempre convinti che sia un problema degli altri, che le discriminazioni le compiano gli altri, che gli stereotipi sul femminile siano applicati dagli altri e che i problemi alberghino solo nelle famiglie degli altri“.

“Forse potremmo veramente onorare questa giornata concedendoci cinque minuti di silenzio in cui riflettere su cosa ognuno di noi può fare per migliorare la qualità della vita di una donna, a partire da quelle più vicine. E, poi, possibilmente, mettere in atto azioni concrete finalizzate a questo miglioramento. Per più di cinque minuti, cinque ore od un giorno”, conclude l’On. Bergamini.

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