Posts tagged ‘richiedenti asilo’

12 ottobre 2016

UE, Renzi confonde richiedenti asilo e migranti economici

migrantiCredo che Renzi confonda, ponendoli sullo stesso piano, i richiedenti asilo e i migranti per motivi economici. Una cosa è dare protezione internazionale, ove se ne riscontrino i requisiti, a chi fugge da una guerra. Altra cosa, invece, è consentire l’arrivo indiscriminato di centinaia di migliaia di immigrati in cerca di fortuna. È sotto gli occhi di tutti che il piano europeo di ricollocamento dei richiedenti asilo si sia dimostrato finora un clamoroso flop. Più volte, e lo ha fatto anche oggi alla Camera, il premier Renzi ha minacciato ripercussioni durissime contro gli Stati membri della Ue che non accettino il ricollocamento di una parte dei richiedenti asilo all’interno del loro territorio. Non ci pare che tale atteggiamento sia stato coronato da successo tanto è vero che siamo riusciti a ricollocare in altri Paesi europei appena il 3 per cento dei richiedenti asilo presenti in Italia. A parte ciò, però, resta del tutto irrisolto il problema dei migranti economici, già presenti e che continuano ad arrivare in Italia, e che mai nessun Paese Ue accoglierà al posto nostro. Su questo Renzi non ha fornito la benché minima soluzione.

28 settembre 2016

Migranti, richiedenti asilo in Italia fino al 2050

Sul ricollocamento dei richiedenti asilo l’Unione europea ha alzato bandiera bianca. La resistenza di molti Paesi ad accettare le quote obbligatorie sta avendo la meglio e alla Commissione non resta che affidarsi alla buona volontà degli Stati membri.

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Secondo le decisioni prese in Ue nel settembre 2015 entro settembre 2017 dovrebbero essere ricollocati ben 160mila migranti. Di questi, l’Italia ne dovrebbe ricollocare 39.600 in altri Paesi della Ue ma in un anno sono stati soltanto in 1.196, ossia circa il 3 per cento, a lasciare il nostro paese. Se proseguiamo con questa lentezza, gli ultimi richiedenti asilo presenti in Italia non partiranno prima del 2050. Senza contare poi che nel frattempo altre decine di migliaia di profughi stanno sbarcando sulle nostre coste e che su molti di questi non c’è alcun accordo a livello europeo perché in maggioranza sono migranti economici per i quali non è prevista alcuna protezione internazionale e che quindi continueranno a stare sul nostro territorio a tempo indefinito.

13 settembre 2016

Il governo ha un piano sull’immigrazione?

I dati statistici ufficiali sul sito del dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, aggiornati al 22 luglio 2016, ci dicono che a fronte di 52.645 decisioni sui richiedenti asilo a 31.298 immigrati è stata rigettata la domanda di protezione internazionale – ma sappiamo che molti di loro faranno ricorso mantenendo quindi lo status di richiedente asilo anche per anni -, mentre 2.137 si sono addirittura resi irreperibili.

Poiché è logico ritenere che la maggior parte di coloro che non hanno i requisiti per ottenere la protezione internazionale non li matureranno negli anni trascorsi nei cosiddetti centri di accoglienza, il cui funzionamento purtroppo ormai conosciamo anche troppo bene, vorrei sapere dal governo come intende agire per modificare il sistema di attribuzione della protezione internazionale, nel senso di renderlo più rapido ed efficiente, ma anche come intende gestire questi quantomeno probabili clandestini, oltre a quelli già presenti nel nostro territorio.

Questi numeri ci dicono che statisticamente il 63 per cento degli immigrati che richiedono asilo in Italia in realtà non ne avrebbero diritto. Vengono qui per motivi economici ma il nostro Paese fa fatica a reggere questo impatto sia dal punto di vista sociale che finanziario. Forse alcuni di questi immigrati faranno ricorso contro il rigetto della richiesta di asilo, e forse qualcuno lo vincerà, ma il dato politico allarmante è che due terzi degli immigrati che sbarcano in Italia non avrebbero titoli per rimanerci. Fermo restando che il ricollocamento dei profughi a livello europeo al momento è stato un fallimento, anche se in futuro dovesse funzionare non varrebbe per costoro perché, appunto, probabilmente non ne avrebbero diritto in quanto migranti economici: con le politiche attuali del Governo continueranno a rimanere in Italia.

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Fonte: Sole24Ore

17 luglio 2015

Immigrazione: sbagliata politica del governo di imporre accoglienza

proteste immigrazioneMentre l’attenzione è concentrate sulla crisi greca, anche in Italia c’è un’emergenza che non accenna a ridursi. Problemi diversi, evidentemente, ma comunque allarmanti. Problemi che certo non si sono risolti per incantesimo. Uno su tutti, l’immigrazione. Da Roma a Quinto di Treviso, aumentano le proteste dei cittadini contro la strategia del governo di imporre l’accoglienza e forzarne i limiti fisiologici, scaricandone il peso sugli enti locali. L’integrazione non si realizza con circolari ministeriali, e purtroppo questa ne è la dimostrazione.

Le immagini dei residenti che, con blocchi e proteste, cercano di impedire la sistemazione dei migranti nelle strutture a cui sono stati assegnati sono l’emblema di un fallimento, l’epilogo di quanto sosteniamo, inascoltati, da mesi: l’Italia non può farcela da sola. Con flussi incontrollati, con dislocazioni imposte agli enti locali, viene meno la coesione sociale. Chissà se ora il governo se ne renderà conto.

18 giugno 2015

Immigrazione: muro Ungheria non molto diverso da chiusura frontiere altri stati Ue

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Oggi, sui giornali campeggia il giusto clamore per la decisione dell’Ungheria di costruire un muro al confine con la Serbia ed evitare, così, il continuo passaggio di migranti. Iniziativa, tra l’altro, che si affianca ad altre in vari luoghi del Continente. Pur condividendo lo stupore per un’iniziativa tanto drastica, mi chiedo: siamo sicuri che questa scelta sia tanto diversa dall’atteggiamento tenuto da diversi Stati europei nei confronti dell’Italia? La presenza di mattoni è così diversa dalla sordità, dall’indifferenza o dai respingimenti a quelle frontiere che in Europa non dovrebbero più esistere? L’Europa sta morendo di trauma in trauma e i muri, tutti i muri, lo dimostrano.

E il governo italiano? Non è certo esente da colpe. Innanzitutto per non aver saputo capire cosa stava accadendo al nostro Paese, poi per non aver saputo impedire che l’Italia diventasse quel parcheggio della disperazione che le immagini dei tg quotidianamente raccontano. Se questa è l’Italia che vuole Renzi, irrilevante, derisa, non ascoltata, trasformata in un centro d’accoglienza a cielo aperto, certamente non è l’Italia che vogliono gli italiani.

20 maggio 2015

Arresto terrorista Bardo dimostra che barconi espongono cittadini a rischi intollerabili. Governo riferisca

Deborah BergaminiRingraziamo ancora una volta le Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro che ha portato all’arresto di un giovanissimo nordafricano, sospettato addirittura di essere coinvolto nell’assalto al museo del Bardo. Questa vicenda apre la strada a riflessioni molto più che preoccupanti: per mesi abbiamo ascoltato un susseguirsi di dichiarazioni e smentite da parte di esponenti del governo rispetto al rischio che sui barconi di immigrati diretti verso le nostre coste potessero infiltrarsi dei terroristi. Oggi apprendiamo che il ragazzo è arrivato in Italia proprio su uno di quei barconi. E per di più, ha continuato a restare qui da irregolare, come tanti altri che fuggono dai centri di accoglienza e vivono nella clandestinità all’interno dei nostri confini. Basta, allora, con gli inutili giri di parole, diciamo le cose come stanno: il nostro Paese, per essersi sobbarcato il peso dell’accoglienza solitaria dei migranti, ha esposto i cittadini a rischi intollerabili. Non ci sono più scuse: il governo riferisca subito in Aula e spieghi anche cosa intende fare per tutelare la sicurezza degli italiani.

19 maggio 2015

Su quote migranti in Ue solito copione: verbi al futuro e zero fatti. Nell’immobilismo del governo

immigrazioneNonostante le rassicurazioni di circostanza della Commissione Ue rispetto alla strategia delle quote, sull’immigrazione si sta purtroppo ripetendo un copione sempre uguale a se stesso: è tutto un parlare al futuro, con tanti ‘vedremo’ e ‘proveremo’, senza mai arrivare al dunque. E intanto la giostra degli egoismi continua a girare.

La realtà è che la strategia di un’accoglienza condivisa risulta via via più compromessa e per l’Italia l’alleggerimento dell’onere solitario di fronteggiare l’esodo diventa sempre più un miraggio. E, come sempre, nell’immobilismo del governo.

18 maggio 2015

Immigrazione: su quote tra paesi Ue siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

Prima il no della Gran Bretagna, poi quello della Francia, oggi è la volta del ministro ungherese per i rapporti con l’Europa che preventiva anche il diniego di Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baltici e Polonia: sul fondamentale nodo delle quote obbligatorie siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

In molti hanno sostenuto e sostengono che se fallisse la moneta unica fallirebbe l’Unione. Beh, per il tema dei flussi migratori vale altrettanto: senza condivisione ed equilibrio, senza un’assunzione collettiva di responsabilità, verrebbe meno la ragione stessa di esistenza dell’Europa politica. Perché quella solidarietà che è alla base dei trattati europei non può restare lettera morta, come accade troppo spesso. Spetterebbe al nostro governo far valere questo principio. Ma ormai è chiaro che il peso politico dell’Italia nei consessi che contano si è ridimensionato via via che aumentava l’esultanza enfatizzata e infondata dopo vertici europei dai risultati evidentemente insoddisfacenti.

13 maggio 2015

Immigrazione: distribuzione quote tra paesi Ue è snodo fondamentale

Se vogliamo evitare che l’Italia si trasformi nel giro di pochi anni in una gigantesca area parcheggio della disperazione dobbiamo vincere una battaglia che si trascina da troppo tempo affinché il nostro Paese non sia lasciato solo nella gestione dei flussi migratori. Aspettiamo ora di conoscere nel dettaglio le proposte della Commissione Ue e vediamo se saranno sufficienti.

Nonostante i facili entusiasmi propagandistici di Renzi, l’Italia finora non ha saputo farsi valere. Al contrario, il buonismo irresponsabile e i solidarismi a buon mercato hanno prospettato per il nostro Paese un futuro molto distante da quello a cui hanno diritto i cittadini italiani. 

Oggi, l’accettazione da parte degli altri Stati membri di quote di richiedenti asilo è uno snodo fondamentale, strettamente legato all’altra questione decisiva: l’interlocuzione politica della comunità internazionale con i Paesi di partenza. Se questi obiettivi verranno ancora una volta mancati o se saranno raggiunti in maniera insoddisfacente, allora avremo perso la nostra battaglia e l’avrà persa anche l’Europa.

23 ottobre 2014

Il mio intervento di ieri in Aula in risposta a Matteo Renzi

La presidenza del semestre europeo non è un’occasione cerimoniale, ma deve servire a imporre questioni strategiche per l’Italia e per l’Unione. Perciò, ci attendiamo qualche parola in più su due temi rispetto ai quali Forza Italia si è impegnata molto: il Made in Italy e l’immigrazione“.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, intervenendo in Aula durante le comunicazioni del premier sul prossimo Consiglio Ue.

Il Made In è il cuore della nostra competitività – ha proseguito la deputata -, per questo dobbiamo difendere la nostra ricchezza dalla contraffazione. C’è poi un altro argomento spinoso di cui lei, Presidente del Consiglio, non ama parlare, ma è un problema di drammatica attualità per gli italiani, ed è l’immigrazione. Su questo punto, cosa ha fatto concretamente l’Italia nel semestre di presidenza? L’unico risultato è l’impegno europeo per Triton, che è sì una straordinaria operazione, come voi la raccontate, ma di marketing.

Bisognerebbe piuttosto distinguere tra richiedenti asilo e migranti, per evitare che il sistema di accoglienza crolli sotto la pressione di flussi ingestibili, e occorre agire quanto prima per la revisione di Dublino III. Infine, c’è la questione della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia: siamo convinti che vada rafforzato lo spirito di Pratica di Mare, che preferiamo allo ‘spirito di Milano’ da lei citato. Il governo Berlusconi si è speso in Europa per un’Unione più solidale e partecipata – ha concluso Bergamini -, i governi successivi non lo hanno fatto. Se vorrà riprendere quella strada noi saremo al suo fianco. Ma basta con la retorica“.

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