Posts tagged ‘riforme’

15 febbraio 2017

Pd, al Paese non servono 11 correnti ma un Governo di centrodestra

europaAl Paese non servono le 11 correnti del Pd ma serve un governo di centro-destra. Rispetto al rientro di Ncd nel centrodestra mi pare che Ncd abbia appoggiato il governo Renzi per fare le presunte riforme. Renzi, però, non ha fatto riforme o ne ha fatte di pessime, ora c’è addirittura un nuovo governo ma Ncd sta ancora lì, quindi mi pare chiaro che voglia stare col Pd.

 

15 novembre 2016

PIL, l’inadeguatezza del Governo è nei numeri e nei commenti

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L’inadeguatezza del Governo è nei numeri e nei commenti. Rispetto al terzo trimestre del 2015 l’Italia è cresciuta la metà rispetto alla media UE, ma la maggioranza se ne vanta. L’Italia cresce meno dell’uno per cento, gli altri Paesi della UE in media crescono quasi del 2 e il Governo dice che le riforme funzionano: è vero, le riforme dei governi degli altri Paesi funzionano e infatti ci doppiano.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

1 giugno 2016

Riforme, Renzi confonde democrazia e instabilità politica

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oIl premier Renzi fa profonda confusione fra l’instabilità politica e la democrazia. La democrazia, in quanto possibilità degli elettori di scegliersi di volta in volta da chi farsi governare, è di per sé un modello di governo “instabile”, perché talvolta vince una parte e talvolta vince un’altra parte. Se invece una parte sola, che ha un consenso nel Paese pari a circa il 20 per cento degli aventi diritto al voto, cioè di 1 italiano su 5, prende un premio di maggioranza che le consente di avere il 55 per cento dei seggi nell’unica Camera che fa le leggi, e che quindi può fare sostanzialmente ciò che vuole, allora questa “stabilità” non è un fatto positivo perché non coincide più con un sistema democratico. Nella storia e nel mondo i Paesi che hanno avuto questa “stabilità”, come la intende Renzi, sono stati i regimi autoritari e totalitari.

13 aprile 2016

Riforme, Renzi ha sempre più paura di perdere

Qualche tempo fa Renzi si diceva sicuro di vincere il referendum sulle riforme, oggi invece dice che crede di poter vincere. Non è proprio la stessa cosa. Del resto, ha voluto incentrare il referendum sulla sua persona, ma lui e il suo Pd non sono più quelli del 40 per cento alle europee. Dopo aver illuso gli Italiani con promesse mai realizzate, la popolarità di Renzi sta scendendo sempre più in basso e il premier ha sempre più paura di perdere il referendum. Forza Italia darà battaglia per dare al Paese un nuovo Governo che torni a pensare ai cittadini e non ai poteri forti.

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13 gennaio 2016

Riforme, se Renzi perde referendum addio maggioranza

IMG_0317Se il referendum dovesse cancellare la cattiva riforma costituzionale del governo, non solo cadrebbe Renzi, che sulla riforma ha deciso di giocarsi il futuro politico, ma tutto il Pd e i suoi alleati verrebbero giù come pedine del domino. Però non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo più vicino: prima ci sono le amministrative dove il centrodestra deve dare dimostrazione di affidabilità e compattezza. E’ un appuntamento elettorale importantissimo che il premier cerca in ogni modo di offuscare temendo una sconfitta.

11 gennaio 2016

Riforme, dopo il referendum o elezioni anticipate o nuovo governo

Deborah BergaminiDopo il referendum sulla riforma costituzionale, comunque vada a finire, lo scenario politico cambierà radicalmente: molto probabilmente o ci sarà un nuovo governo o si andrà al voto. Se gli italiani dovessero confermare il ddl Boschi, allora sarà interesse del premier andare ad elezioni anticipate per sbarazzarsi della sinistra interna del suo partito e della maggior parte dei centristi. Se la riforma invece dovesse essere bocciata, come crediamo e auspichiamo nell’interesse della democrazia italiana, va da sé che un secondo dopo Renzi si dovrà presentare al Colle per le dimissioni. Sarà a quel punto prerogativa del presidente Mattarella valutare se sussistano le condizioni per un nuovo governo o, in caso contrario, sciogliere le Camere.

5 novembre 2015

Berlusconi ha fatto vere riforme, Renzi per il momento solo slide

Silvio BerlusconiE’ alquanto inelegante che Renzi non riconosca i meriti in campo nazionale ed internazionali dei governi Berlusconi e delle tante riforme varate, a maggior ragione perché quelle riforme facevano parte del programma elettorale con il quale il presidente si è presentato alle elezioni, vincendole, a differenza di Renzi che, come noto, non ha alcuna legittimazione democratica. Sarebbe troppo lungo fare l’elenco di tutte le riforme varate dai Governi Berlusconi, dalla legge obiettivo per le grandi opere alla riforma delle pensioni con l’aumento delle pensioni sociali, dall’efficace contrasto all’immigrazione illegale alla riforma del diritto societario, dall’abolizione del servizio militare obbligatorio con la formazione del nuovo esercito di professionisti alla soppressione dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, dalla legge sull’impresa sociale e sulla tutela del risparmio al nuovo codice della strada con la patente a punti. Per non parlare della riforma della scuola e dell’università, il pacchetto sicurezza e la riforma del processo civile, il codice antimafia, l’abolizione dell’Ici, la legge contro lo stalking e tante altre. Quindi, un po’ più di obiettività non guasterebbe nel premier, perché Berlusconi ha fatto riforme vere mentre Renzi per il momento solo slide.

29 ottobre 2015

Riforme: il trasformismo ne mina la qualità

Deborah BergaminiIl ministro della Giustizia Orlando è persona intelligente e non può non capire che una cosa è scrivere le riforme insieme alle opposizioni e altra cosa è scriversi le riforme da soli e poi farsele votare anche da singoli transfughi del centrodestra. E’ questa la questione politica centrale che però il ministro Orlando elude. La riforma costituzionale e la riforma della legge elettorale sono targate PD, non sono affatto condivise con il centrodestra, e sono state approvate solo grazie a pratiche trasformistiche, il che ne mina alla base la qualità.

1 ottobre 2015

Referendum anno prossimo sarà fra monarchia renziana e repubblica italiana. Non avevamo dubbi che Alfano stesse con la prima

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Sbaglia Alfano quando afferma che il referendum confermativo sulle riforme sarà fra chi vuole cambiare le cose e chi no, perché la riforma costituzionale della sinistra arriva con dieci anni di ritardo rispetto a quella del centrodestra che fu nel 2005, e che la sinistra bocciò. La campagna referendaria dell’anno prossimo sarà fra la monarchia renziana e la repubblica italiana e non avevamo dubbi che Alfano si sarebbe schierato a favore della prima.

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