Posts tagged ‘rigore’

26 gennaio 2015

Vittoria Tsipras conferma nostra denuncia rischi politiche di austerity. Rispondere con rigore a oltranza sarebbe grave errore

Come movimento politico liberale, Forza Italia non può certo condividere le proposte e le posizioni fortemente influenzate da retaggi ideologici di sinistra del vincitore delle elezioni greche Alexis Tsipras. Questo non ci impedisce però di cogliere il significato più profondo che emerge dal voto dei cittadini greci.
Da tempo denunciamo il disagio dovuto alla crescente distanza tra le istituzioni europee e i cittadini. Da tempo ammoniamo sul rischio che, in assenza di una netta inversione di tendenza dell’Europa dalla strada del rigore ad oltranza, ci sarebbero state delle gravi ripercussioni. Il successo elettorale di Tsipras conferma tutto questo, qualificandosi come una netta bocciatura dell’austerità a oltranza interpretata dalla Troika.
Renzi, durante il semestre europeo, ha rimarcato i concetti di crescita e flessibilità, tuttavia alle parole sono seguiti risultati ben inferiori alle aspettative. Eppure, sono proprio questi risultati che i cittadini europei, e quindi anche quelli italiani, aspettano dopo anni di enormi e ingiusti sacrifici.
Non cogliere questo importante passaggio, o peggio rispondere al segnale che viene dalla Grecia arroccandosi ancora di più a difesa del rigorismo, equivale a compromettere quell’Europa dei popoli sognata dai Padri fondatori.

25 giugno 2013

Ue: Letta faccia sentire la nostra voce in Europa

Sono d’accordo con Enrico Letta sulla necessità di ottenere risultati concreti dal prossimo Consiglio europeo, ma temo che non si tratti di un esito scontato e che, al contrario, sarà indispensabile che l’Italia sappia far sentire la sua voce e prevalere le proprie necessità.

Sappiamo che ci troveremo davanti ad un probabile, ennesimo richiamo al rigore ed è evidente che dovremo fare una scelta. Nessuno vuole tornare alle politiche allegre del passato, ma tra quelle e l’austerità che ci ha portati dove siamo occorre per forza individuare una terza via.

D’altra parte, il rispetto del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil è un obiettivo che riusciremmo a mantenere solo rinunciando a interventi di rilancio davvero incisivi; una rinuncia che gli italiani non capirebbero e che il governo non potrebbe sopportare. Ben diverso sarebbe prospettare uno sforamento temporaneo di quel tetto, per poter attuare politiche mirate che facciano ripartire il sistema Italia e gli consentano in breve tempo di tornare un Paese sì virtuoso ma non per questo allo stremo”.

Lo dichiara, da Strasburgo per la plenaria del Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri.

1 febbraio 2012

Perchè mi sono astenuta sul milleproroghe

Ieri mi sono astenuta sul voto al cosiddetto decreto milleproroghe. Debora Bergamini

Mi è sembrata la cosa più coerente da fare, ed il motivo è sempre lo stesso per cui mi sono astenuta sulla manovra: questo governo, al quale manca la legittimità del voto popolare, è chiamato ad una legittimità di scopo, ovvero deve legittimarsi con gli atti che compie.

Al momento del suo insediamento, il governo Monti annunciò che si sarebbe mosso lungo tre direttrici: rigore, equità e crescita. Da applicarsi contestualmente.

Ad oggi mi sembra, invece, che si applichi soltanto una politica rigorista prona ai diktat tedeschi.

Sono fiduciosa, e speranzosa, che presto arriveranno in Aula le misure, da tempo promesse, che servono a far ripartire la nostra economia. A quel punto sarò felice di votarle.

12 gennaio 2012

Mozione del PdL: in Europa il governo si impegni affinché il rigore non impedisca la crescita

Ecco il testo della mozione che è stata presentata oggi dal Popolo della Libertà alla Camera.

Se vi interessano gli impegni più delle premesse, andate a leggere in fondo 😉

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La Camera, Europe

premesso che:

l’ideale dei padri fondatori dell’Europa puntava ad una profonda ed integrata identità europea per il rilancio dei valori e delle tradizioni comuni dopo le devastazioni totalitariste;

nel momento della attuale devastante crisi, è necessario tornare alla riaffermazione della identità e del metodo comunitari, accompagnando la perdita della sovranità nazionali ad un acquisto di sovranità politica da parte delle istituzioni europee come tali, in un quadro realmente comunitario e non puramente intergovernativo;

senza limitarsi alla dimensione meramente economicistica dell’attuale fase congiunturale, ciò impone un forte impegno per rilanciare l’azione politica europea sui grandi temi globali;

il percorso di integrazione europea ed il consolidamento della zona euro sono minacciati da una crisi globale, contagiosa perché dagli USA ha investito l’Europa, e che colpisce ormai direttamente gli Stati membri ed i loro debiti sovrani e deriva anche da evidenti limiti riguardanti il fatto che l’euro non è sostenuto da una governance realmente comunitaria dell’economia e dai limiti della funzione finora assegnata alla BCE;

la risposta, ad avviso dell’Italia, deve essere un rafforzamento dell’Europa e del metodo comunitario, puntando anzitutto sul ruolo della Commissione, del Parlamento europeo e della Banca Centrale Europea;

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