Posts tagged ‘scissione’

28 gennaio 2014

Vicinanza a de Girolamo per momento difficile ma strade politiche divise

deborah bergamini 13I processi mediatici, prima che giudiziari, dati in pasto alla pubblica indignazione, sono un male a quanto pare necessario della nostra Repubblica, visto che non si riesce da tempo a contenerne la portata. Per questo, non posso che essere umanamente vicina a Nunzia De Girolamo nel difficile momento che sta attraversando. Ognuno di noi ha deciso liberamente quale strada prendere e proprio per questo oggi è giusto ricordarlo. La decisione di chi nel momento di massima difficoltà del Presidente Berlusconi ha ritenuto di allontanarsene rende oggi evidente l’inopportunità di tornare su passi che hanno lasciato un solco profondo e indelebile in quello che è stato a lungo un percorso comune. Ora più che mai è importante tenere scisse le vie politiche dalla solidarietà personale“.

14 novembre 2013

Curioso chiedere unità e minacciare scissioni

Il continuo fiorire di richiami all’unità del partito, ultimamente affiancato da richiami al silenzio, da parte di amici del nostro movimento è senz’altro una buona notizia per chi crede in un centrodestra forte, coeso e ordinato. Curioso tuttavia che quelle esortazioni provengano anche da chi minaccia scissioni un giorno sì e l’altro pure, nel caso in cui le condizioni da dettare al Presidente Berlusconi per rimanere insieme non dovessero venire soddisfatte”. Debora Bergamini Berlusconi

“L’unità non è solo una parola, dietro la quale occultare visioni e obiettivi diversi, ma un valore praticato, attorno cui riconoscersi pienamente all’interno di una comunità politica che si batte per la democrazia e la libertà. Non si vede, perciò, come questa unità possa prescindere dal riconoscimento collettivo della leadership unica di Silvio Berlusconi, dalla volontà di tutti di impedire la sua illegittima estromissione dal Parlamento e dalla intenzione non negoziabile, nel rispetto dei nostri elettori, di impedire che questa legge di Stabilità si traduca in una nuova valanga di tasse, a cominciare da quelle sulla casa

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1 novembre 2013

Intervista di Letta è scorretta perché non riconosce ruolo di Berlusconi nella costituzione del Governo

L’operazione politica compiuta oggi dal premier Letta nella sua intervista a numerosi giornali europei è, per quanto riguarda il suo principale alleato di governo, furba e, come tutte le furberie, scorretta. Non una parola giunge sul contributo del Presidente Berlusconi e di Forza Italia alla costituzione e al mantenimento di questo governo di larghe intese che pure, nelle stesse parole del premier, ha ambizioni importanti e sta portando risultati straordinari. Quasi a nascondere all’Europa che questo governo esiste grazie a Silvio Berlusconi. Eppure Letta non disdegna i voti di Forza Italia, che, lo ricordiamo, gli sono necessari per continuare a governare questo Paese in chiave europea. L’intervista contiene invece allusioni a un non meglio precisato “populismo” berlusconiano e un chiaro invito a distinguere, sempre in Forza Italia, il grano dei filogovernativi dal loglio dei presunti antieuropeisti e dunque a spingere per una scissione del nostro movimento. Il che rende non superfluo ricordare a Letta che Forza Italia è il grande raggruppamento dei moderati italiani e intende continuare ad esserlo, che mai nessun presidente del Consiglio è stato più europeista di Berlusconi e che nessuno ha intenzione di fare l’ospite sgradito nel suo carinissimo governo“. Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, parlamentare Pdl.

22 ottobre 2013

Dibattito interno al Pdl dimostra che non siamo un partito di plastica

Guardo con sincera simpatia al bisogno di alcuni esponenti del PD di disegnarsi il centro-destra che vorrebbero. Secondo me dovrebbero applicarsi di più nell’immaginare come vorrebbero essere loro, chè ce ne sarebbe un gran bisogno. Apprezzo comunque il tentativo di superare barriere ideologiche che sono state un freno non solo alla crescita del PD, che infatti non ha mai vinto un’elezione negli ultimi anni, ma anche alla normale dialettica politica. Con le appartenenze ideologiche si demonizza l’avversario e si cerca di sconfiggerlo per vie diverse da quelle democratiche. E’ quello che sta avvenendo ai danni del presidente Silvio Berlusconi. Il tentativo di “archiviazione” di Berlusconi per via giudiziaria oltre che politica, è in corso da molti anni. E’ fallito miseramente fino a oggi e credo che fallirà ancora per un bel pezzo: solo otto mesi fa Berlusconi ha preso quasi dieci milioni di voti e su quello ci dobbiamo misurare. Ecco perchè guardo con altrettanta simpatia a tutti questi tentativi di centro, centrismo, centrini, riaggregazioni in cerca d’autore per chi cerca di collocarsi in vista delle prossime elezioni europee.

Per quanto riguarda il dibattito al nostro interno, il nostro partito è in una fase di trasformazione e, com’è giusto, c’è una dialettica interna. Siamo sempre stati pitturati in maniera macchiettistica come il partito azienda, il partito di plastica… non è mai interessanto neanche ai cronisti politici raccontare la vita interna al Popolo della Libertà, i dibattiti al nostro interno. Tutto era polarizzato dalla figura certamente segmentante del nostro presidente, ma questo non significa che, al suo interno, il Popolo della Libertà non abbia visto fasi di dibattito, di confronto, di dialogo più o meno difficile. Non è un segreto che quanto accaduto in occasione del voto di fiducia, “strappato” in qualche maniera a Berlusconi qualche settimana fa, abbia provocato delle reazioni e dei cambiamenti. Berlusconi non è stato convinto dalle buone ragioni addotte per votare la fiducia, ma vi è stato costretto dagli avvenimenti. Questo ha provocato un confronto interno tutt’ora in corso, nel quale noi che siamo stati iscritti nella lista dei cosiddetti “lealisti”, chiediamo che ci sia un ricentramento della leadership di Berlusconi sul partito, che Berlusconi riprenda in mano il pallino del partito pienamente e, per questo, si proceda a un azzeramento delle cariche e a una riorganizzazione dell’assetto del partito. Mi sembra sia una cosa importante da fare in un momento in cui assistiamo allo scompaginamento delle forze politiche che sostengono il governo. Naturalmente non abbiamo mai fatto mancare il sostegno al governo, dal momento in cui abbiamo votato la fiducia e su questa base andiamo avanti sapendo molto bene che, se la stabilità è un valore, un valore ancora più importante è la capacità del governo di saper fare le cose.

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