Posts tagged ‘Sicilia’

10 maggio 2017

Migranti: basta tentennamenti, l’Italia rischia di affondare

erario
La questione migranti sta assumendo contorni sempre più drammatici e, in qualche caso, grotteschi. Dobbiamo ringraziare le politiche blande e indulgenti della sinistra al governo se siamo arrivati a questo punto. È l’Italia ormai a rischiare di affondare, sotto i colpi di tentennamenti e incapacità che continuano a favorire arrivi di ogni sorta senza adeguati controlli e regole. E ogni giorno si aggiunge qualche tassello inquietante. La domanda è allora: quale e quanta gente sta lucrando su questo business di morte che ha innescato una bomba sociale nel nostro paese  per far guadagnare pochi profittatori? Di fronte a tutto questo è indifferibile un cambio di passo. Il governo metta in atto vere politiche di contrasto all’immigrazione clandestina, bloccando gli arrivi incontrollati. E si faccia sentire in Europa, a differenza di quanto accaduto fin qui. Ci attendiamo che all’imminente vertice del G7, previsto proprio in Sicilia, l’Italia padrona di casa riesca una volta per tutte a rompere l’isolamento nel quale si trova.
30 giugno 2014

Immigrazione: ok commissario ad hoc ma solo se equivale a cambio di passo Ue

Deborah Bergamini Un’altra strage di migranti stanotte nel canale di Sicilia, l’ennesima, e la previsione di migliaia e migliaia di altri arrivi dalle coste africane nelle prossime settimane. In questo quadro, i ringraziamenti dell’Europa per quanto sta facendo l’Italia hanno il sapore della beffa.

Il governo italiano è incapace di gestire questa emergenza, e le misure messe in campo fin qua hanno, se possibile, reso la situazione ancora più ingestibile. E certo è un pannicello caldo l’ennesima esortazione ‘a fare di più’ rivolta dalla commissaria Ue Malmstrom agli Stati membri, così come lo sono i 4 milioni in più per aiutare l’Italia e la promessa di ‘più aiuti ma senza fondi extra’.

Per questo, riteniamo opportuna l’intenzione di Juncker di istituire un commissario ad hoc per l’immigrazione; a patto, però, che questo coincida con un vero cambio di passo dell’Europa: una effettiva presa in carico collettiva dell’emergenza e non un altro livello burocratico che ostacoli, anziché agevolare, la rapidità delle decisioni e l’efficacia delle azioni a protezione dei migranti e dei confini europei.

10 giugno 2014

Immigrazione: l’UE ascolti l’ONU. Italia non ce la fa più

L’Ue ascolti il monito dell’Onu: l’Italia non ce la fa più a sostenere da sola sbarchi che aumentano di giorno in giorno e che si moltiplicheranno ancora nelle prossime settimane. Sicurezza e accoglienza non sono compito del nostro Paese ma un dovere dell’Europa.

20 febbraio 2013

Infrastrutture, la mia intervista su Il Fatto quotidiano

Da Il Fatto quotidiano: Deborah Bergamini

Infrastrutture, Bergamini (Pdl): “Ponte sullo Stretto simbolo di sviluppo al Sud”

L’INTERVISTA – Ex membro della commissione Trasporti, la candidata berlusconiana alla Camera dei deputati non punta solo sulla grande opera siciliana. “No al Tav? Saremmo fuori dall’Europa. Ciclisti? C’è un problema culturale, siamo un Paese di automobilisti”

di Public Policy per il Fatto | 16 febbraio 2013

Infrastrutture, Bergamini (Pdl): “Ponte sullo Stretto simbolo di sviluppo al Sud”

“La Sicilia è lontana, il ponte sullo Stretto di Messina sarebbe un segnale per tutto il Sud. La Tav? Idem, sennò saremmo fuori dall’Europa. E i ciclisti? C’è un problema culturale, l’Italia è un Paese di automobilisti”. Deborah Bergamini è candidata al quarto posto in Emilia Romagna, alla Camera, per il Pdl. Di mobilità se ne è occupata personalmente, da membro della commissione Trasporti della Camera e come relatrice di un progetto di legge sulla mobilità sostenibile (a partire dalle auto elettriche) che, inserito nel primo decreto Sviluppo del governo Monti, è diventato poi legge. Nel programma del Pdl si parla specificatamente, oltre che di Tav, di un piano generale per la mobilità urbana sostenibile e di potenziamento della rete ferroviaria nazionale.

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6 ottobre 2011

E’ in vigore il contratto di sviluppo per le regioni del Mezzogiorno

Dal 29 settembre le imprese hanno a disposizione un nuovo strumento per la realizzazione di investimenti di grandi dimensioni, anche esteri, e per progetti di crescita: il “contratto di sviluppo”. 

I Contratti sono finanziati dal ministero dello Sviluppo Economico con una dotazione finanziaria iniziale di 400 milioni di euro, da spalmare nelle quattro regioni-obiettivo di convergenza nel Mezzogiorno, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le risorse messe a disposizione, a differenza di quanto avveniva in precedenza, saranno destinate non solo a programmi di crescita industriale e commerciale ma potranno essere indirizzate anche a quelli del settore turistico e dei beni culturali.

Ma vediamo nel dettaglio come funzionano.

I piani possono essere promossi da una o più aziende, italiane o estere, di qualsiasi dimensione. Possono avere come oggetto uno o più progetti di investimento e, eventualmente, di ricerca industriale e sperimentale. L’importo complessivo per poter accedere al finanziamento non può essere inferiore a:

– 30 milioni di euro per programmi nel settore industriale o commerciale;

– 22,5 milioni di euro per programmi in ambito turistico;

– 7,5 milioni di euro per programmi riguardanti attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Questo nuovo strumento innovativo, semplificativo e che permette di dare tempi certi e più brevi per agevolare e aiutare le imprese, servirà anche a rafforzare la struttura produttiva del Paese, soprattutto in aree svantaggiate e nel Mezzogiorno. Un’altra, nuova iniziativa del governo per sostenere la crescita nel Sud Italia.

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