Posts tagged ‘solidarietà’

3 ottobre 2017

Catalogna: ora dialogo e mediazione per evitare ulteriori lacerazioni

cardbergaminiQuanto accaduto negli ultimi giorni in Spagna, nel cuore dell’Europa, consegna a noi tutti un urgente bisogno di individuare soluzioni efficaci e interlocutori credibili che possano consolidare la strada del dialogo e della mediazione. Mariano Rajoy ha dovuto gestire un caos politico e sociale interno senza precedenti nel totale silenzio delle opposizioni socialiste, senza quindi poter contare sulla collaborazione trasversale dei diversi partiti in quella che, invece, sarebbe dovuta essere una chiamata al più saldo spirito unitario della nazione. Fermo restando il doveroso rispetto verso la democrazia in ogni sua forma e articolazione, Forza Italia e il PPE possono da subito giocare un ruolo importantissimo, offrendo il proprio sostegno al primo ministro spagnolo nel tentativo di ricucire il più possibile lo strappo ed evitare ulteriori lacerazioni che danneggerebbero non solo la Spagna. 

26 maggio 2015

Immigrazione: se da Ue mancherà risposta adeguata sarà fine progetto integrazione europea

Mandato in soffitta il principio delle quote che, evidentemente, appariva troppo vincolante ad alcuni Stati membri, l’Agenda europea sull’Immigrazione si sta via via configurando come l’ennesima presa in giro per l’Italia. Se alla fine, come sembra, la montagna partorirà un topolino, sarà la fine del progetto di integrazione europea. Perché stavolta non esistono mezze misure: o si condividono davvero le responsabilità dell’accoglienza, in ossequio a quel principio di solidarietà che dovrebbe essere alla base della comunità europea, oppure si certifica definitivamente che non esiste alcuna ‘Unione’ ma solo la somma di egoismi nazionali. 

Quello che abbiamo di fronte è un bivio decisivo che determinerà il futuro dell’Italia nei prossimi anni: vogliamo diventare un parcheggio della disperazione o vogliamo riaffermare i diritti dei cittadini italiani e pretendere un adeguato intervento da parte dell’Ue? Sta al governo scegliere la via da seguire e tirare fuori il coraggio per perseguirla.

21 maggio 2015

Grazie a Forza Italia il Ppe sostiene solidarietà Europa su immigrazione

Debora BergaminiL’intervista al Corriere della Sera di Manfred Weber contiene argomenti importanti. Il Presidente del gruppo Ppe all’europarlamento, infatti, sull’immigrazione fa suo il concetto che, da tempo, stiamo rivendicando: è ora di archiviare la fase degli egoismi degli Stati Europei sull’accoglienza.

E’ una linea, questa, frutto dell’importante lavoro svolto, all’interno del Ppe, da Silvio Berlusconi e da Forza Italia per far valere le ragioni del nostro Paese e tutelare gli interessi degli italiani. Le parole di Weber sono dunque il riconoscimento di questo impegno e la conferma che in Europa c’è molto da cambiare, sì, ma questo è possibile solo attraverso una seria e responsabile iniziativa politica, come quella portata avanti da Forza Italia.

18 maggio 2015

Immigrazione: su quote tra paesi Ue siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

Prima il no della Gran Bretagna, poi quello della Francia, oggi è la volta del ministro ungherese per i rapporti con l’Europa che preventiva anche il diniego di Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baltici e Polonia: sul fondamentale nodo delle quote obbligatorie siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

In molti hanno sostenuto e sostengono che se fallisse la moneta unica fallirebbe l’Unione. Beh, per il tema dei flussi migratori vale altrettanto: senza condivisione ed equilibrio, senza un’assunzione collettiva di responsabilità, verrebbe meno la ragione stessa di esistenza dell’Europa politica. Perché quella solidarietà che è alla base dei trattati europei non può restare lettera morta, come accade troppo spesso. Spetterebbe al nostro governo far valere questo principio. Ma ormai è chiaro che il peso politico dell’Italia nei consessi che contano si è ridimensionato via via che aumentava l’esultanza enfatizzata e infondata dopo vertici europei dai risultati evidentemente insoddisfacenti.

4 settembre 2013

Solidarietà a Nitto Palma. Confronto sia civile, non diamo pretesti ai vili e ai violenti

Esprimo al senatore Nitto Palma la mia piena solidarietà per le minacce ricevute. Preoccupa il clima di scontro politico esacerbato, che spesso sconfina nell’odio e dal quale traggono spunto e pretesto degenerazioni violente e vere e proprie intimidazioni. Debora Bergamini

E’ davvero necessario che tutti noi, esponenti delle diverse forze politiche, ci assumiamo collettivamente la responsabilità di ricondurre il confronto, e anche lo scontro, a forme di civiltà ed entro i limiti di una dialettica all’altezza degli importanti ruoli che ricopriamo, senza trascendere in espressioni che possano offrire pretesti ai vili e ai violenti“.

13 giugno 2013

Solidarietà al ministro Kyenge, orrendo che una donna inciti allo stupro contro un’altra donna

Debora BergaminiL’assurdità, la violenza e la volgarità inaccettabile delle parole della consigliera leghista Valandro contro il ministro Kyenge è talmente evidente da commentarsi da sola. Quello che davvero viene da chiedersi è cosa può spingere una donna a scagliarsi in un modo così orrendo contro un’altra donna, incitando al reato più infame che ci possa essere, lo stupro. Al ministro Kyenge va la mia più sincera e profonda solidarietà“.

Lo dichiara Deborah Bergamini, Pdl.

3 giugno 2013

Questa crisi epocale disegna un rapporto nuovo fra l’individuo e la sua comunità

Dobbiamo saper leggere questa crisi epocale, che è una crisi che fa decadere ogni categoria: non soltanto le categorie sociali, professionali e culturali a cui siamo abituati ma addirittura categorie filosofiche… Dobbiamo saperla cogliere anche come un’opportunità e credo che le forze politiche debbano essere le prime a farlo.

Questa drammatica mancanza di risorse determina una rivoluzione all’interno dell’industria e del lavoro come anche all’interno del welfare familiare, che tanto ha consentito allo Stato italiano, nei decenni, di investire poco nel welfare di stato proprio perché c’era la famiglia, soprattutto le donne, che suppliva e che oggi non può più farlo. Tutto questo cambierà in modo davvero rivoluzionario nei prossimi anni e riconfigurerà il rapporto dell’individuo e della famiglia nell’ambito della propria comunità.

Credo che avverrà in parte in modo naturale, perché ci sarà un ricentramento su una comunità che deve tornare ad essere davvero solidale. Questo non significa togliere le responsabilità allo stato, che deve intervenire affinché questo processo, veramente sotto i suoi aspetti positivi, possa andare avanti. Però dobbiamo anche mettere le persone, le famiglie e le aziende in condizione di continuare a vivere e produrre con dignità tagliando tutte quelle oppressioni burocratiche che è così difficile smuovere in questo Paese. E’ un’urgenza primaria se vogliamo ricostituire un ecosistema in cui il rapporto tra lo stato e il cittadino non sia né di minaccia, né di oppressione, ma sia un rapporto di nuovo equilibrato.

27 febbraio 2013

Giornali stranieri ridicolizzano voto in Italia, è atteggiamento snobista che danneggia anche l’Europa

Deborah Bergamini Molti giornali stranieri, non riuscendo a capire l’esito del voto in Italia, lo ridicolizzano. E’ un atteggiamento snobista, che finge di non voler vedere il dato macroscopico che emerge dalla tornata elettorale, ovvero che gli italiani hanno votato, in primo luogo, a tutela di se stessi e dell’interesse nazionale. Hanno votato, magari anche scegliendo Grillo e il suo programma un po’ vago, contro l’austerità imposta da un’Europa tecnocratica a trazione tedesca che ha perso di vista il senso della propria nascita come istituzione solidale che garantisse pari dignità a tutti i popoli del continente. In pace e tra eguali, appunto. Fingere di non volerlo capire non è soltanto un’offesa per i cittadini italiani e la loro intelligenza ma anche un ulteriore indebolimento dell’Europa, di quel progetto che, primo e per ora unico nella storia del mondo, ha dimostrato che si può convivere in pace mettendo in comune parte della propria sovranità. Il ritorno di una politica di potenza, pur non belligerante, all’interno del continente europeo è una deriva pericolosa. E la messa in ridicolo degli altri è il primo passo verso la giustificazione della loro sottomissione.

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl, membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera.

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27 febbraio 2013

Mi dispiace molto la morte di Stéphane Hessel. La sua voce, a volte anche scomoda, ci mancherà

Deborah Bergamini Stephane Hessel Vera Duarte Centro Nord Sud

Mi dispiace molto la morte, avvenuta stanotte, di Stephane Hessel. Ho avuto l’onore di incontrarlo e di conoscere la sua estrema semplicità, che ne sottolineava ancor più la levatura etica e morale. Due volte prigioniero dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, fuggì e lottò per un’Europa libera dal nazismo. Ambasciatore, ha speso la propria vita al servizio dei diritti umani e della solidarietà tra nord e sud del mondo, motivo per cui gli è stato insignito, nel 2004, il Premio Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Scrittore e attento osservatore della realtà, voleva un’Europa solidale e federale, e negli ultimi anni ci aveva giustamente messi in guardia rispetto allo strapotere della finanza internazionale. La sua voce, a volte anche scomoda, ci mancherà molto“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl e Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa.

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