Posts tagged ‘stalking’

15 settembre 2017

#PrimaLeDonne

Ecco le slide che raccontano la vita di noi donne in Italia:

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5 maggio 2017

Ddl concorrenza: azzeramento privacy inaccettabile rimedieremo coi fatti non con dichiarazioni

erario
Vergognosa la norma inserita nel ddl concorrenza sulla liberalizzazione spietata del telemarketing e sorprendenti le dichiarazioni di Renzi in merito che non sa, o finge di non sapere, quali norme e leggi approva il partito che guida. Inutile parlare dopo aver fatto danni. Abbiamo denunciato per primi il rischio dello stalking telefonico derivante dall’approvazione di questa norma, proveremo ora a cambiarla rimediando agli errori commessi da partiti che continuano solo a fare dichiarazioni seguendo il sentiment del momento, ma non hanno alcuna vera strategia né competenza sui temi.
4 maggio 2017

Ddl concorrenza: inaccettabile legalizzazione “stalking” telefonico

erario
Telemarketing sempre più selvaggio, ecco cosa propone il Governo con la norma inserita nel ddl concorrenza, che elimina il consenso preventivo dell’utente per le chiamate promozionali. Qualche mese fa avevo presentato un emendamento riguardante la necessità di ampliare anche a numeri fissi riservati e a quelli mobili la possibilità di esser iscritti al registro delle opposizioni. E invece di tutelare gli utenti e la loro privacy cosa propone il decreto? Di fatto una assurda legalizzazione dello “stalking” telefonico.” 
12 marzo 2014

Reati online: la mia interrogazione al Ministro dell’interno su chiusura presidi polizia postale

Deborah Bergamini tg1Giustissima la spending review, per la quale Forza Italia si impegna con successo da anni, ma attenzione ai possibili effetti negativi in termini di sicurezza laddove si andranno a ridurre risorse e presidi della Polizia di Stato sul nostro territorio. Soprattutto in ambiti così delicati come le indagini condotte sul web, che richiedono un’altissima specializzazione, è importante che i tagli non significhino un rischio di rallentamento o addirittura di paralisi nell’attività di prevenzione e contrasto a fenomeni quali stalking e pedofilia online, incitamento all’odio e pirateria digitale. Ho presentato, perciò, un’interrogazione al Ministro dell’Interno: non si disperdano le professionalità che operano nel comparto sicurezza sul web”.

Lo dichiara, in una nota, l’on. Deborah Bergamini, Vicepresidente dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della mia interrogazione:

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17 gennaio 2014

Quello di Grillo ormai è stalking digitale contro politica e istituzioni

deborah bergaminiGli insulti di Grillo sono ormai degenerati in un insopportabile e volgare stalking digitale nei confronti delle istituzioni, di chi rappresenta milioni di elettori, di tutto e tutti. Quando a Grillo verrà la voglia di fare politica ci faccia un fischio“.

Lo dichiara, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini

8 agosto 2013

Stalking, bene governo. Sì a corsia preferenziale per decreto

Il governo mette in campo un’azione importante sul fronte del contrasto alla violenza di genere; un’azione che certamente pone l’Italia tra i Paesi all’avanguardia quanto a misure di prevenzione e repressione e che consente una reale applicazione del dettato della Convenzione di Istanbul. stalking

Se compito delle istituzioni è leggere i fenomeni sociali e dare giuste risposte, credo che sia particolarmente significativo in questo senso il rafforzamento delle misure contro lo stalking. Io stessa avevo sollevato la questione al ministro Cancellieri perché troppo spesso, fino ad oggi, le forme persecutorie non fisicamente violente venivano punite in modo inadeguato, lasciando spazio a degenerazioni sovente finite in tragedia.

Mi associo perciò all’on. Carfagna nella richiesta di una corsia preferenziale per la conversione in legge del buon lavoro fatto dall’esecutivo

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

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30 luglio 2013

Stalking: troppo spesso tribunali non intervengono a tutela delle vittime finché non c’è violenza fisica. Troppo tardi

deborah bergamini coffee breakC’è ancora molto da fare per la prevenzione della violenza sulle donne, da un punto di vista culturale e non solo. I recenti fatti di cronaca ci confermano che troppo spesso i tribunali non prendono provvedimenti adeguati nei confronti degli stalker fino a quando questi non passano alla violenza fisica. Cioè fino a quando, spesso, è troppo tardi per intervenire. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che le donne continuano ad essere vessate, e financo uccise, anche dopo aver denunciato. Un fenomeno che ho già segnalato in un’interrogazione al Ministro Cancellieri per la quale sto attendendo risposta. Ho chiesto di sapere come il Ministro intenda agire per sensibilizzare e preparare meglio gli organi giudiziari competenti ad affrontare casi di questo genere perché lo stato, e quindi la magistratura, non può e non deve lasciare sole le vittime.

Motivo per cui firmerò l’emendamento annunciato dalla collega Mara Carfagna affinché la Camera ponga rimedio a un errore macroscopico del Senato, che ha cancellato la previsione del carcere cautelare per il reato di stalking. Non è un risparmio che possiamo permetterci” ha concluso Bergamini.

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11 luglio 2013

Stalking e violenza, ho chiesto alla Cancellieri come intenda sensibilizzare e formare meglio i giudici

Deborah Bergamini“I drammatici fatti di cronaca che si susseguono dall’inizio dell’anno, ultimo dei quali l’uccisione di una giovane donna ieri a Palermo, confermano come ci sia ancora molto da fare per la prevenzione della violenza sulle donne. Da un punto di vista culturale, certo, ma anche da quello dell’applicazione della normativa esistente.

Troppo spesso, infatti, i tribunali non prendono provvedimenti nei confronti degli stalker fino a quando questi non passano alla violenza fisica. Ma a quel punto può essere troppo tardi.

Il nostro ordinamento, invece, già prevede l’istituto della diffida che, però, nella maggior parte dei casi, viene applicato dai giudici solo quando il persecutore passa dalla violenza psicologica a quella fisica. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che le donne continuano ad essere vessate, e financo uccise, anche dopo aver denunciato. Lo stato, insomma, le lascia sole, e questo non può e non deve accadere. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro Cancellieri, per sapere come intenda agire per sensibilizzare e preparare meglio gli organi giudiziari competenti ad affrontare casi di questo genere“.

Di seguito il testo dell’interrogazione:     …………………

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19 giugno 2013

Bene ratifica Convenzione di Istanbul. Non solo punizione ma anche prevenzione e protezione

Accolgo con soddisfazione la definitiva ratifica della Convenzione di Istanbul. Da oggi, siamo il quinto Paese ad aver recepito nel proprio ordinamento un trattato fondamentale, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che riconosce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e come una discriminazione che riguarda non già le singole vittime ma la società tutta. Deborah Bergamini Fondazione De Gasperi

Con questa ratifica, abbiamo la possibilità di inquadrare in una nova e organica cornice di tutela le misure repressive dei fenomeni di violenza già vigenti nel nostro ordinamento, nonché quelle che verranno individuate in futuro. Ma la Punizione è solo una tre ‘P’ che ispirano il trattato. Altrettanto importanti sono le attività di Prevenzione e di Protezione, che prevedono un concreto sostegno alle vittime, la loro tutela in sede giuridica e un’attività di informazione civica, a cominciare dalle scuole e dai media, per diffondere una nuova immagine della donna e una più matura sensibilità cultuale.

Siamo tutti consapevoli che si tratta solo di un primo passo, che la piena applicazione della Convenzione richiede la definizione di provvedimenti attuativi e la disponibilità di risorse. Il nostro impegno è vigilare affinché nessun dettato resti lettera morta e ogni diritto venga reso effettivo”.

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15 maggio 2013

Femminicidio, la mozione del Pdl al governo

Cari amici, violenza donne consiglio d'europa

condivido con voi il testo della mozione che noi del Pdl abbiamo presentato e che impegna il governo ad agire per contrastare il femminicidio e, in particolare:

ad adottare e sostenere ogni iniziativa legislativa volta ad adeguare l’ordinamento interno alle prescrizioni contenute nella Convenzione di Istanbul, nonché, più in generale, ad adottare le norme regolamentari e i provvedimenti amministrativi idonei a promuovere realmente una cultura della soggettività femminile contrastando il femminicidio quale negazione della soggettività, dei diritti fondamentali, della dignità delle donne;

ad agire sul piano della prevenzione e del contrasto della violenza, della promozione della soggettività femminile e della tutela delle vittime di violenza sessuale, stalking e di maltrattamenti, in particolare dando piena attuazione al piano d’azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere, utilizzando le risorse all’uopo stanziate, e individuando specifiche iniziative volte a potenziare i servizi e le misure di assistenza delle vittime di violenza, prevedendo un’organica risposta a livello territoriale e di rete, e rendendo omogeneo lo sviluppo di servizi idonei all’assistenza, attraverso la collaborazione e la cooperazione tra i soggetti pubblici e privati (Pronto Soccorso, Associazioni, Sportelli anti violenza, forze dell’ordine, servizi sociali, Comuni) che operano per la prevenzione, il contrasto alla violenza contro le donne e che forniscono servizi di supporto ed assistenza;

ad istituire un tavolo interministeriale al fine di affrontare il femminicidio da tutti il punti di vista e di predisporre progetti coordinati per tutto il territorio nazionale che garantiscano maggiore incisività nel contrasto alla violenza di genere;

ad istituire un Osservatorio Nazionale permanente sulla violenza alle donne che predisponga e tenga aggiornati i dati relativi ai fenomeni di violenza sulle donne, provenienti da soggetti pubblici e privati, accessibili anche ai fini della ricerca e dell’elaborazione di interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza;

ad adottare le opportune iniziative volte a promuovere, nell’esercizio dell’attività giornalistica, nei messaggi pubblicitari, nei palinsesti e nelle trasmissioni di radio e televisione, il rispetto della dignità delle donne e della soggettività femminile, nonché a prevenire ogni forma di discriminazione di genere o di femminicidio;

a sostenere la promozione dell’inserimento nei programmi scolastici dell’educazione alla relazione, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne, la discriminazione di genere e il femminicidio e promuovere la soggettività femminile;

a promuovere in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano azioni volte ad incentivare la realizzazione di misure a favore delle vittime di violenza e a coinvolgere le stesse, laddove sia necessario, in percorsi di formazione e di inserimento lavorativo, in linea con le esperienze più avanzate europee;

a presentare alle Camere annualmente una relazione sullo stato di attuazione delle normative e delle iniziative poste in atto da tutti i soggetti coinvolti.

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Di seguito il testo:

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