Posts tagged ‘stereotipi’

24 aprile 2016

Quando le donne in politica saranno considerate esseri pensanti e non adoranti?

Mi domando quando arriverà il giorno in cui le donne con ruoli di responsabilità nella politica italiana saranno considerate esseri pensanti e non adoranti. Perché in politica la dimensione razionale resta appannaggio degli uomini e quella emotiva è riservata alle donne? Ciò che, personalmente, osservo ogni giorno è esattamente il contrario. Ma la narrazione mediatica degli eventi obbedisce ancora a questo vecchio copione.

La conferma mi è giunta ieri mattina, leggendo un articolo di retroscena politico pubblicato su Repubblica.

Nel pezzo, che riporta vere o presunte divisioni in correnti di Forza Italia rispetto alle scelte da compiere per le elezioni comunali a Roma – non mi interessa qua entrare nel merito – vengono di fatto attribuiti agli uomini citati dei ragionamenti di strategia politica e alle donne menzionate (e ribattezzate “cerchio magico”) delle scelte dettate da una categoria non della ragione ma della passione: l’“adorazione”.

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15 aprile 2013

Popolo di centrodestra stufo di essere rappresentato per stereotipi. Rivendichiamo la nostra storia

In questi anni non è stato raccontato il popolo di centrodestra, la sua complessità, i tanti aspetti che lo compongono e la maturazione che è avvenuta e che prescinde dal destino personale di Berlusconi. La grande consapevolezza della forza dei propri valori e la decisione di non permettere più che vengano considerati secondari rispetto a quelli della sinistra.

Una maturazione, che ho visto soprattutto negli ultimi due anni, che è un fattore importante in grado di fare la differenza e che dà ulteriore forza a Berlusconi. Il Popolo di centrodestra è stufo di essere rappresentato per stereotipi. C’è un desiderio, sincero, di rivendicare il cammino fatto e non lasceremo più che siano gli altri a raccontarlo.

Non temiamo Renzi, pur capace costringerebbe un eventuale elettore del Pdl che lo trovasse simpatico a mettere una X sul simbolo del Pd… Mi sembra difficile.

8 novembre 2012

Immagine della donna nella pubblicità, cosa ne pensate?

 

Cari amici,

queste due figure mi sembrano emblematiche dell’evoluzione, o involuzione, dell’immagine della donna che pure, si dice, si è emancipata.

Domani sono invitata a partecipare ad un convegno a tema “Il corpo femminile nella pubblicità – tra uso e abuso, il limite è nelle regole”, organizzato dalla commissione regionale toscana per le Pari opportunità. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate della rappresentazione della femminilità nei media e nelle pubblicità.

Io ho aderito con entusiasmo, ormai più di un anno fa, alla proposta di legge della collega Giulia Cosenza finalizzata alla tutela dell’immagine della donna e alla prevenzione della discriminazione di genere nella pubblicità e nelle trasmissioni televisive.

Di seguito potete trovare il testo:

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8 marzo 2012

8 marzo e donne, basta retorica. Ognuno di noi rifletta ed intraprenda un’azione concreta

Debora BergaminiE’ molto difficile non essere retorici quando si parla di donne, lo è ancora di più quando si parla di donne l’8 di marzo. Oggi, per l’ennessima volta, sentiremo snocciolare cifre – tutte negative – sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro (bassa), sulla loro presenza nei ruoli di responsabilità (bassa), sulla loro presenza in politica (bassa), sulla percentuale di loro che ha subito violenza (alta) o che ha dovuto scegliere tra carriera e maternià (alta), sul numero di ore (altissimo) che una donna lavora in più rispetto ad un uomo, impiegata in lavori cosiddetti domestici e normalmente non riconosciuti.”

Lo dichiara in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “tutti noi ci indigneremo per cinque minuti o cinque ore, plaudiremo iniziative, mozioni, interventi in tv, articoli sui giornali e buoni propositi, come sempre convinti che sia un problema degli altri, che le discriminazioni le compiano gli altri, che gli stereotipi sul femminile siano applicati dagli altri e che i problemi alberghino solo nelle famiglie degli altri“.

“Forse potremmo veramente onorare questa giornata concedendoci cinque minuti di silenzio in cui riflettere su cosa ognuno di noi può fare per migliorare la qualità della vita di una donna, a partire da quelle più vicine. E, poi, possibilmente, mettere in atto azioni concrete finalizzate a questo miglioramento. Per più di cinque minuti, cinque ore od un giorno”, conclude l’On. Bergamini.

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