Posts tagged ‘tassa’

9 febbraio 2017

Fisco, gettito record da spremitura contribuenti

erarioGli annunci trionfali del governo sul gettito record dell’erario sono fuori luogo perché di quel gettito poco viene dalla lotta all’evasione e troppo dalla spremitura dei contribuenti. Visto che si tartassano i cittadini per alimentare una spesa pubblica fuori controllo, il governo ha poco da gioire: le tasse vanno abbassate e subito!

18 gennaio 2017

Ferrovie, Forza Italia dice no a “tassa” su pendolari

pendolariAumentare il prezzo degli abbonamenti sull’Alta Velocità del 35%, dopo che l’unica società concorrente ha sospeso gli abbonamenti, non è solo una tassa sui pendolari ma potrebbe anche configurarsi come un abuso di posizione dominante. Forza Italia oltre ad opporsi a tale condotta e a dire No a quella che di fatto è un’altra tassa sui cittadini che quotidianamente si spostano in treno sull’Alta velocità per lavoro o studio, chiede che l’azionista statale rispetti le leggi a tutela dei consumatori e del mercato. Un aumento del 35% in un Paese in deflazione è ingiustificato e ingiustificabile. I ministri Delrio e Padoan facciano valere il loro ruolo di azionisti, se davvero intendono evitare questo aumento.

17 settembre 2013

Rehn su Imu come Pd. Solo in Italia è ‘male’ non pagare più una tassa

Rehn ripropone esattamente le stesse valutazioni sull’Imu fatte da alcuni esponenti del governo, guarda caso del Pd, e da commentatori e analisti di sinistra. Solo in Italia diventa un male non dover più pagare una tassa. Deborah Bergamini

Questa faziosità, travestita da neutralità tecnica, del Commissario Ue induce a pensare che ci sia una forte intesa, quasi una corrispondenza d’amorosi sensi, fra Roma, o meglio parte di essa, e Bruxelles. Un’intesa di cui cittadini e imprese hanno potuto già sperimentare i risultati durante il governo dei ‘tecnici’“.

6 settembre 2012

Tasse aumentate (o anche solo annunciate) = entrate fiscali ridotte

Cari amici, vi segnalo un articolo interessante che dimostra, numeri alla mano, come l’aumento delle tasse non risolva i problemi. La maggior parte degli aumenti fiscali previsti dal governo, infatti, a causa della contrazione dei consumi e delle scelte – indotte – dei consumatori/contribuenti, ha portato nelle casse dello Stato meno, molto meno, di quanto l’esecutivo aveva stimato.

Qua si parla di settore nautico, un tema che, come sapete, seguo da vicino (maggiori info qui). Ma le dinamiche descritte valgono anche per altri settori.

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Esistono le tasse giuste, quelle ingiuste (o avvertite come tali dai contribuenti, che è la stessa cosa) e poi anche quelle “stupide”. In tale categoria vanno annoverate quelle imposte-kamikaze che fanno perdere soldi allo Stato per l’effetto combinato del crollo degli acquisti, della fuga dei contribuenti (più che degli evasori) e del calo del Pil con dolorosi colpi inferti alla produzione e all’occupazione in settori strategici della nostra economia.

Il governo dei tecnici purtroppo non si è fatto (e non ci ha fatto) mancare proprio nulla. E intelligenza vorrebbe che ne prendesse atto e corresse ai ripari alla luce della campagna fiscale d’estate che, blitz della Finanza compresi, ha messo alle corde l’intero sistema della nautica italiana: dalla cantieristica ai porti turistici.

Grazie alla tassa sulle barche è accaduto proprio questo: lo Stato contava di incassare la bellezza di 155 milioni, ne porta a casa soltanto 23. Parliamo della famosa tassa sul lusso del decreto Salva-Italia, che metteva nel mirino anche auto di grossa cilindrata, aerei ed elicotteri. Il dato complessivo non si discosta da quello nautico: previsioni di gettito 390 milioni, se ne sono incassati solo 90.

2 marzo 2012

Bene la marcia indietro sulla tassa sul posto barca. Speriamo solo che non sia troppo tardi

Fin da subito ho espresso il mio disappunto per la tassa sul posto barca che, come ebbi modo di scrivere (qui), avrebbe sterminato il turismo nautico invece di incentivarlo.

Operazione non certo lungimirante per un paese che ha conformazione peninsulare, ovvero che è un grande porto.

Presentai anche un ordine del giorno (qui il testo), che fu accolto dal Governo, che impegnava l’esecutivo a sostenere e sviluppare l’impresa mare.

E’ notizia di due giorni fa che il Senato ha modificato questo punto del “Salva Italia”, proprio per evitare la fuga dai nostri porti.

Spero solo che non sia troppo tardi. Le notizie di questi giorni (si veda l’articolo che segue), non sono certo positive.

Da Il Denaro:

La tassa sul posto barca affonda il turismo italiano. Già in fuga 30 mila yacht

Di Cristian Fuschetto – martedì 28 febbraio 2012

Il settore nautico è in tempesta. A essere spaventati dalla reintroduzione dell’imposta di “stazionamento” nei porti turistici non sono solo i possessori di yacht e di imbarcazioni di lusso, ma tutti gli operatori del comparto. La tassa entrerà in vigore in maggio e sta già provocando danni significativi, come dimostra il fatto che a oggi sono più 30.000 le imbarcazioni che dall’Italia stanno spostandosi verso gli altri porti europei. Mete preferite: Croazia, Slovenia, Francia, Spagna, Turchia, Grecia. Insomma, tutti i porti del Mediterraneo a eccezione di quelli italiani.

La ragione è semplice, la tassa picchia duro su ogni tipo di imbarcazione ormeggiata in uno dei cinquecento porti sparsi lungo gli oltre 7500 chilometri di costa del Belpaese: si va da un minimo di 8 euro per gli scafi più piccoli, a un massimo di 703 euro al giorno per quelli di oltre 64 metri, il che si traduce in un esborso pari a 120.000 euro all’anno. Non stupisce che anche i più facoltosi decidano di puntare su coste croate piuttosto che greche o maltesi.

20 gennaio 2012

Anche la “tassa sulla gassosa”, no…

Ma non era finita la “fase uno”, quella delle tasse e dei balzelli? E non si doveva parlare ora di crescita, sviluppo, liberalizzazioni, occupazione, credito alle imprese, lotta alla lentocrazia, riforma del lavoro e occupazione? Invece eccoci qua a ragionare di una nuova tassa, quella sulle bibite gassate e sul “junk food”, letteralmente “cibo spazzatura”. E’ un’ipotesi messa sul tavolo del “patto per la salute” dal ministro Balduzzi. Un ragionamento presto fatto: troppi italiani mangiano e bevono male, l’obesità è sempre più diffusa e costa cara al sistema sanitario, facciamoli dimagrire e quel che si guadagna sarà destinato all’edilizia ospedaliera (attenzione, non ad una campagna di informazione sulla corretta alimentazione).

16 dicembre 2011

E’ importante sostenere e sviluppare l’impresa mare. Ecco il mio odg accolto dal governo:

Ordine del giorno

La Camera dei deputati,

premesso che

L’articolo 16 del decreto-legge in esame stabilisce che, a decorrere dal 1° maggio 2012, il pagamento della tassa annuale di stazionamento per le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati;

tale l’addizionale è ridotta nella seguente misura del 15 per cento dopo 5 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto;del 30 per cento dopo 10 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto e del 45 per cento dopo 15 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto; al fine di compensare le minori entrate determinate dalle riduzioni per vetustà dei veicoli, la norma prevede che l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo sia rideterminata con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS);

si rileva però che tale tassa di stazionamento delle imbarcazioni rischia di far collassare un settore che appena un anno fa ha subito un tracollo del 30%;

in Italia ci sono circa 300 strutture, tra approdi e porti turistici, 153.000 posti barca, di cui il 75 % si concentra al Nord (41% nell’Alto Tirreno, il 37% nell’Alto Adriatico), l’indotto del turismo nautico produce ricchezza per 5 miliardi, sono oltre 100.000 gli addetti del settore;

si rischia che questa tassa non colpisca i ricchi, ma cada inesorabilmente su tutti gli operatori del settore; a beneficio di altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che vedranno arrivare numerose imbarcazioni provenienti dall’Italia;

il porto turistico oggi è una vera e propria azienda che oltre alla specifica “mission” a servizio del diportista, sempre più è chiamata a diventare azienda motrice dell’economia del territorio circostante;

è importante sostenere e sviluppare l’impresa mare che vede nella portualità turistica, comparto rilevante e strategico del turismo, potenzialità e capacità nel generare significative ricadute economiche e occupazionali per le comunità locali, contribuendo anche alla promozione del territorio e dei suoi patrimoni storico-culturali ed enogastronomici;

impegna il Governo

a monitorare, con provvedimenti di sua competenza, che la tassa di stazionamento non abbia effetti recessivi nell’indotto nautico ed a valutare l’opportunità di adottare un provvedimento al fine di ridurre l’impatto fiscale nel settore.

On.le Bergamini

 

2 dicembre 2011

La tassa sui posti barca sterminerebbe il turismo nautico invece di incentivarlo

“Soltanto un involontario sussulto di comicità puó essere all’origine dell’idea, ventilata in queste ore, di mettere una tassa sui posti barca nei porti italiani“.

Lo dichiara Deborah Bergamini, parlamentare Pdl e membro della Commissione Trasporti della Camera.

“Da decenni si combatte giá con un imbarazzante ritardo nello sviluppo della portualità turistica nel nostro Paese e ciononostante l’imprenditoria nautica italiana é riuscita, con le sue forze, a situarsi ai vertici mondiali del settore.

Adesso si sceglie di colpire non i proprietari di barche, e già sarebbe cosa grave, ma gli appassionati. Quelli che magari risparmiano tutto l’anno per potersi permettere una vacanza di 15 giorni affittando una barca e che, se passa questa bislacca idea, si troveranno a pagare ancora più caramente di oggi ogni nottata passata in un qualunque porto italiano. Cosí viene sterminato il turismo nautico in Italia, anziché porsi come priorità strategica quella di incentivarlo. Mi auguro che si tratti di una boutade.”

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