Posts tagged ‘tasse’

9 febbraio 2017

Fisco, gettito record da spremitura contribuenti

erarioGli annunci trionfali del governo sul gettito record dell’erario sono fuori luogo perché di quel gettito poco viene dalla lotta all’evasione e troppo dalla spremitura dei contribuenti. Visto che si tartassano i cittadini per alimentare una spesa pubblica fuori controllo, il governo ha poco da gioire: le tasse vanno abbassate e subito!

2 febbraio 2017

Fisco, Bergamini a Padoan: “Tassando meno si incassa di più”

governobL’esperienza dei Governi Berlusconi e i dati della Ragioneria dello Stato dimostrano che tassare di meno è il miglior modo per incassare di più. Se con i Governi Berlusconi il picco di entrate tributarie si è registrato negli anni in cui la pressione fiscale era al minimo, con i governi della sinistra è avvenuto e sta avvenendo esattamente l’opposto. Se il governo e il ministro Padoan hanno la necessità di ridurre il rapporto deficit-Pil lo facciano dando fiducia all’economia ed agli italiani con una maggiore riduzione delle imposte.

18 gennaio 2017

Ferrovie, Forza Italia dice no a “tassa” su pendolari

pendolariAumentare il prezzo degli abbonamenti sull’Alta Velocità del 35%, dopo che l’unica società concorrente ha sospeso gli abbonamenti, non è solo una tassa sui pendolari ma potrebbe anche configurarsi come un abuso di posizione dominante. Forza Italia oltre ad opporsi a tale condotta e a dire No a quella che di fatto è un’altra tassa sui cittadini che quotidianamente si spostano in treno sull’Alta velocità per lavoro o studio, chiede che l’azionista statale rispetti le leggi a tutela dei consumatori e del mercato. Un aumento del 35% in un Paese in deflazione è ingiustificato e ingiustificabile. I ministri Delrio e Padoan facciano valere il loro ruolo di azionisti, se davvero intendono evitare questo aumento.

3 ottobre 2016

Referendum, Padoan attribuisce a riforma significati impropri

padoanL’Italia in questi 30 mesi di Governo Renzi ha visto l’economia arrancare e il debito pubblico correre. Forse di questo dovrebbe occuparsi il ministro Padoan e non attribuire al referendum costituzionale significati impropri. La crisi di sfiducia c’è già ed è forte fra le famiglie e le imprese ma non dipende dal referendum bensì dalla incapacità del Governo di dare risposte in tema di crescita, tasse, occupazione e sicurezza. Cercare di impaurire i cittadini non è serio e tra l’altro serve a poco, come ha dimostrato recentemente il referendum sulla Brexit.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

4 aprile 2016

Paghiamo più tasse per salvare le banche rosse

Dopo i dati Istat sulla pressione fiscale, lo scandalo bancario che investe il Governo, perché di scandalo vero e proprio si deve parlare, è ormai chiarissimo. Il Governo ha ingannato 2 volte i cittadini: la prima volta facendo perdere tutti i loro investimenti ai piccoli risparmiatori dei 4 istituti di credito oggetto del salva-banche e la seconda volta facendo pagare, innalzando le tasse a tutti i contribuenti, gli errori, con colpa o dolo lo stabilirà la magistratura, compiuti dai cda delle 4 banche fallite. Ora capiamo ancora meglio perché il Pd sta boicottando la richiesta di Forza Italia di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche e perché il Governo ha fatto scadere a marzo i termini senza emanare i decreti per stabilire le modalità di risarcimento ai risparmiatori truffati.

Banchieri-e-Petrolieri-Tasse

26 febbraio 2016

Pensioni, possibili nuove tasse in arrivo

inpsL’allarme lanciato dalla Corte dei Conti, sulle coperture e sulla sostenibilita’ degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, svela l’ennesimo bluff messo in atto da Renzi. Se, infatti la decontribuzione introdotta dal governo a partire dal gennaio 2015 si sostanziera’ in trasformazioni di contratti gia’ esistenti, e non in incrementi occupazionali effettivi, sara’ necessario un aumento dei trasferimenti dal settore pubblico attingendo alla fiscalita’ generale. In pratica, ancora una volta, i cittadini dovranno pagare di tasca loro le manovre elettorali di un presidente del Consiglio non eletto.

8 gennaio 2016

Governo, con sinistra più tasse e meno sicurezza

7164619158_df527c2bbd_nChi pensa che centrosinistra e centrodestra siano uguali si sbaglia di grosso e due temi di grande rilevanza per i cittadini, come le tasse e la sicurezza, lo stanno dimostrando chiaramente. Con i Governi di centrosinistra le tasse aumentano e la sicurezza diminuisce, con il centrodestra al governo, al contrario, le tasse diminuiscono e la sicurezza aumenta. A differenza di quel che dice il premier, le tasse in Italia non solo non sono diminuite ma, secondo la rilevazione dell’Istat, sono addirittura aumentate arrivando al 41,4% nel terzo trimestre del 2015. Come se non bastasse, il Governo si appresterebbe a cancellare il reato di immigrazione clandestina, evidentemente allo scopo di incoraggiare ancora di più gli immigrati a venire in Italia per poi regalare, ai loro figli, la cittadinanza italiana in base allo ius soli. Sta a Forza Italia e ai nostri alleati di centrodestra far capire ai cittadini che il futuro dell’Italia è nelle loro stesse mani e che se non vanno a votare, credendo che chiunque vinca sia in fondo la stessa cosa, in realtà regalano il loro voto a questa sinistra.

15 dicembre 2015

Conti pubblici, il debito continua a salire

Deborah Bergamini convegnoIl debito pubblico continua a salire, ad ottobre è aumentato di 19,8 miliardi arrivando 2.211,8 miliardi. Questo dato è ancor più preoccupante alla luce di una legge di stabilità varata in deficit, che non farà altro che peggiorare i conti pubblici anche per i prossimi anni. L’aumento del debito pubblico, nonostante tassi di interesse bassissimi, non è stato però accompagnato da un aumento significativo del Pil, il che significa che il Governo spende male i soldi dei contribuenti. I cittadini continuano a pagare i costi di una amministrazione dello Stato elefantiaca, che non ci possiamo assolutamente permettere. Da tempo, ma il Governo non ci ascolta, chiediamo una seria spending review e il taglio della spesa pubblica improduttiva e degli sprechi, misure liberali che però la sinistra si ostina ad osteggiare.

10 novembre 2015

La spending review al Governo non interessa e Perotti se ne va

13719538413_0f225aca27_nIl professor Perotti è il quarto consigliere alla spending review costretto a dimettersi dinanzi alla mancanza di volontà e di interesse dei governi di sinistra a tagliare la spesa pubblica improduttiva. Anche questa legge di stabilità tradisce infatti le aspettative di diminuire gli eccessi di spesa e gli sprechi statali. Nel programma di governo che stiamo predisponendo insieme agli alleati e che abbiamo incominciato ad illustrare domenica durante la manifestazione a Bologna uno dei punti principali è la riforma della macchina statale con la privatizzazione degli Enti Pubblici e il taglio degli sprechi con la riduzione della spesa pubblica di almeno il 2% all’anno. Queste riforme liberali sono nel Dna di Forza Italia, mentre per il Pd la spending review, come dimostrato i fatti, è solo un esercizio retorico e teorico per ingannare i cittadini.

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