Posts tagged ‘terrorismo’

10 marzo 2017

Sicurezza: terroristi possono hackerare elettronica veicoli per fare stragi

card bergaminage
La sicurezza informatica è un punto dal quale non si può più prescindere: i veicoli moderni sono ormai in ampissima parte controllati da sistemi computerizzati e per questo più vulnerabili a cyber-attacchi. Possono quindi trasformarsi in uno strumento distruttivo nelle mani di hacker e terroristi. È perciò necessario che il governo si impegni per contrastare questo rischio e che lo faccia in tempi brevi. 
Già nel settembre 2015 ho presentato un’interrogazione sul tema a seguito del caso dei due hacker Miller e Valasek, ripreso oggi dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, che riuscirono ad hackerare a distanza l’elettronica di una Jeep Cherokee. Di fronte al rapido avanzamento tecnologico, e al pericoloso dilagare di attacchi terroristici in Europa, diventa quindi sempre più urgente velocizzare anche le iniziative già in atto a livello comunitario per scongiurare il rischio che i terroristi possano scagliare contro la folla veicoli pur non essendo a bordo dei medesimi, ma hackerando le auto di cittadini inconsapevoli.
4 agosto 2016

Terrorismo, ministro Orlando ammette che c’è Isis dietro sbarchi

Fino ad Isis libiaoggi abbiamo sentito dire dal Governo che gli sbarchi di immigrati sulle nostre coste avvenivano perché queste persone fuggivano dall’Isis. Oggi il ministro Orlando, sconfessando clamorosamente il Governo, ammette esattamente il contrario, e cioè che dietro l’organizzazione di questi sbarchi c’è probabilmente proprio l’Isis.

Quindi non solo l’Isis trae profitti dalla tratta di esseri umani ma poi si fa sempre più concreta la possibilità che sui barconi ci possano essere terroristi che si fanno passare invece per rifugiati e richiedenti asilo. A questo punto, visto che il ministro della Giustizia ha smentito la tesi che sta portando avanti da mesi il ministro dell’Interno, secondo il quale non c’è nesso fra gli sbarchi e l’Isis, è urgente sapere dalla voce del premier Renzi quale sia la posizione ufficiale del Governo e come intenda scongiurare il pericolo e fermare questo business criminale
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2 luglio 2016

Dacca: affranti per morte connazionali. Stati civili e liberi cooperino contro barbarie 

Siamo affranti per la morte di nostri connazionali durante l’attentato terroristico a Dacca. Più L’Isis perde terreno sul campo di battaglia, più si fa spietato e imprevedibile nel colpire persone inermi. E’ sempre più necessario che gli Stati civili e liberi, che vogliono restare tali, incrementino la cooperazione fra loro per sconfiggere una volta per tutte questa barbarie. 

19 aprile 2016

Bild, no allarmismi ma non sottovalutare pericoli

Bild allarme terrorismo

Sarebbe sbagliato ingigantire notizie come quella del giornale tedesco Bild, che riferisce di possibili attentati sulle spiagge italiane, dal momento che sono state giudicate senza fondamento dalla nostra Intelligence . E’ anche necessario, però, evitare di fare l’errore opposto, ossia quello di sottovalutare notizie vere, come quella data dal generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler, che ha parlato di un milione di potenziali migranti dalla Libia verso l’Italia, fra i quali potrebbero esserci cellule dormienti di terroristi. Il Governo ha l’obbligo di dire la verità e di non nascondere, né ai cittadini né al Parlamento, i rischi che corre il Paese.

 

18 aprile 2016

Carceri, 360 stranieri a rischio radicalizzazione sono un pericolo grave

Il rischio di proselitismo e di radicalizzazione jihadista nelle carceri italiane è reale e lo riconosce anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando che parla di circa 360 persone coinvolte. Se per il ministro, però, questo dato non è allarmante, per noi invece lo è perché purtroppo basta anche un solo kamikaze per fare una strage di innocenti.

Il 32% della popolazione carceraria in Italia, ossia 17.500 detenuti si compone di stranieri e questo è un danno non solo per il rischio di radicalizzazione degli stessi, ma anche per il sovraffollamento dei nostri istituti di pena. La Convenzione di Strasburgo, firmata anche dall’Italia, prevede la possibilità che i detenuti scontino la pena nel proprio paese di origine, eppure, anche considerando i rimpatri avvenuti in base a specifici accordi bilaterali, soltanto 133 detenuti nel 2014 e 149 nel 2015 sono stati rimandati indietro dall’Italia. Sono numeri davvero risibili che dimostrano come, anche quando ci sono gli strumenti giuridici e legislativi per agire, il Governo italiano non espelle i detenuti stranieri che potrebbero scontare la pena nel loro paese d’origine.

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6 aprile 2016

“Terroristi tra i migranti”, parola di Frontex

Anche l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, Frontex, nel rapporto 2016 sull’analisi dei rischi pubblicato oggi conferma che i flussi di migranti irregolari possono essere utilizzati dai terroristi per entrare nella Ue, così come è avvenuto con due dei terroristi degli attentati di Parigi, che erano transitati per la Grecia con falsi documenti siriani.

Sono sempre più numerose e autorevoli le fonti internazionali che ci mettono in guardia sul pericolo che stiamo correndo nel far entrare in Europa migliaia e migliaia di migranti fra i quali è accertato si nascondano anche terroristi. Frontex ci informa, inoltre, che nel 2015 negli Stati membri dell’Unione europea c’è stato l’impressionante numero di 1,82 milioni di attraversamenti illegali delle frontiere esterne. Ogni giorno che passa, senza che il Governo italiano e le Istituzioni europee prendano una decisione definitiva per fermare questo immane flusso di immigrati, aumenta il pericolo di nuovi attentati in Europa e in Italia.

 

28 marzo 2016

Bruxelles, il Belgio ha sottovalutato la pericolosità dei terroristi

Deborah BergaminiSpiace rilevare come appaia sempre più evidente la sottovalutazione da parte delle autorità belghe della pericolosità dei terroristi. Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere all’interno della stazione della metropolitana di Maelbeek di Bruxelles, è transitato in Italia nell’estate del 2015 prima di recarsi in Grecia senza che nessuno lo abbia fermato poichè sembra che dal Belgio non sia arrivata alcuna segnalazione al riguardo. Eppure El Bakraoui  era già conosciuto alle forze dell’ordine belghe. Siamo in guerra contro terroristi addestrati e spietati e non possiamo certo affidare la nostra difesa e l’incolumità dei cittadini al caso: occorre intensificare il raccordo fra i Servizi di intelligence europei affinché falle di questo tipo non abbiano più a verificarsi in futuro.

24 marzo 2016

Bruxelles, fondamentale lavorare su prevenzione

7164619158_df527c2bbd_nI drammatici attentati di Bruxelles dimostrano ancora una volta quanto sia necessario potenziare le forze di polizia e di intelligence, perché contro nemici invisibili come i terroristi, che purtroppo sono già presenti in Europa, è sul lato della prevenzione che bisogna maggiormente lavorare per limitare quanto più possibile i rischi. Davanti al nemico comune rappresentato dall’Isis, l’Europa deve dare dimostrazione di unità e fermezza, caratteristiche che purtroppo fino adesso sono mancate. Sarebbe velleitario e illusorio credere di poter essere autosufficienti nella lotta al terrorismo: solo con una più stretta collaborazione fra tutti gli Stati civili si può sperare di sconfiggere questo male e tutte le conseguenze nefaste che ne derivano, a cominciare dall’esodo di milioni di profughi in Europa che scappano dai territori dove il Califfato si è insediato.

23 marzo 2016

Pronti a fare nostra parte contro terrorismo

Deborah Bergamini natale 2015Forza Italia, ieri come oggi, è sempre pronta a dare il suo contributo nell’auspicio che ci sia l’unità di tutte le forze politiche nel contrasto al terrorismo internazionale. Davanti al male assoluto del terrorismo abbiamo sempre dato dimostrazione non solo di responsabilità e disponibiltà ma anche di capacità di offrire proposte e soluzioni alla luce dei successi in campo internazionale ottenuti in passato dai Governi Berlusconi. In Italia come in Europa non è più il tempo di egoismi di parte o di tattiche dilatorie. Occorre con determinazione e coraggio affrontare questa crisi, cominciando a chiamarla col suo nome: guerra. Alla nostra civiltà, alla nostra libertà, al nostro futuro.

14 febbraio 2016

Siria, colloquio Obama-Putin è ottima notizia

7164619158_df527c2bbd_nIl colloquio telefonico fra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente della Federazione russa Vladimir Putin, nel quale i due leader hanno convenuto la necessità di intensificare la cooperazione fra i due Paesi nell’intento di combattere più efficacemente l’Isis, fa ben sperare di poter finalmente debellare il terrorismo fondamentalista e tutte le altre forme di terrorismo. Abbiamo sempre auspicato il ritorno ad un clima di collaborazione fra Usa e Russia perché davanti alla minaccia di Daesh non possiamo permetterci divisioni e tutti i Paesi amanti della pace, della democrazia e della libertà devono collaborare sia dal punto di vista diplomatico che militare.

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