Posts tagged ‘triton’

4 maggio 2015

Immigrazione: gli sbarchi continuano, e continuano a ricadere sulle spalle dell’Italia

barconi-400x215Altri 2000 migranti salvati dalle navi della Marina Militare lo scorso weekend. E’ bastato che le acque del Mediterraneo si calmassero per far ripartire l’esodo, tale e quale a prima. Tutto sulle spalle dell’Italia. Eccolo, per dirla alla Renzi, il ‘risultato clamoroso’ dell’Europa. 

24 aprile 2015

Vertice Ue di ieri lascia troppi irrisolti e di ‘enorme’ c’è solo egoismo alcuni stati

Guardiamo in faccia la realtà: il vertice Ue di ieri lascia ancora troppe questioni irrisolte e di ‘gigantesco’, per riprendere Renzi, ci è parso di vedere solo l’egoismo perdurante di alcuni Stati membri. Deborah Bergamini

Nessuna decisione concreta è stata presa per evitare la partenza dei barconi, e l’aumento dei fondi per Triton porta l’operazione Ue al livelli di Mare Nostrum: in pratica, 28 Paesi insieme riescono a fare quanto il nostro ha fatto da solo. Quanto all’accoglienza, lasciare la condivisione dei richiedenti asilo alla volontà degli Stati membri equivale a non cambiare nulla. In Europa, insomma, continuiamo a raccogliere troppo poco perché troppo poco pesiamo. E’ indispensabile coinvolgere l’Onu e valutare ogni possibilità di intervento, senza scartarne nessuna a priori.

13 aprile 2015

Immigrazione: sbarchi senza fine, il governo riferisca

Deborah Bergamini La7 Nught DeskGli ultimi tre giorni, con le oltre 5.600 persone tratte in salvo nel fine settimana e l’ennesima tragedia di stamani, confermano due dati: il fallimento dell’operazione Triton, inadeguata dal punto di vista di dotazioni e strategie, e la prevedibile escalation di arrivi senza fine, legata alle condizioni climatiche favorevoli.

Quanti altri morti e quanti sbarchi saremo costretti a contare in attesa della nuova agenda europea per l’immigrazione, ammesso che poi qualcosa sia veramente destinato a cambiare? E nel frattempo, cosa sta facendo il governo italiano? Ci aspettano mesi ancora più intensi e, visto quello che sta accadendo in questi giorni, l’ipotesi che quest’anno gli immigrati arrivino a toccare quota un milione, come previsto dal direttore di Frontex, non appare affatto implausibile. Bisogna fare qualcosa, per questo chiediamo che il governo venga al più presto in Parlamento a spiegarci se e in che modo intende agire.

4 marzo 2015

Immigrazione: Triton serve solo a Ue per lavarsi la coscienza

immigrazioneUn’altra tragedia nel canale di Sicilia e un altro sacrificio di vite sull’altare dell’inefficienza europea. I dati dei primi due mesi del 2015 indicano sbarchi fuori controllo, con addirittura un + 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono i numeri di un fallimento: quello della strategia europea di contrasto all’immigrazione e quello del governo italiano, che continua ad assistere inerte ad una situazione che è ormai sfuggita alle nostre capacità di gestione.

L’operazione Triton è, sempre più chiaramente, il modo con cui gli Stati membri hanno cercato di mascherare il loro egoismo, per non dire menefreghismo, rispetto all’emergenza che vive l’Italia. Bocciata dal Consiglio d’Europa, insufficiente per stessa ammissione delle istituzioni comunitarie, Triton è lì perché qualcosa si doveva pur fare. E poco importa se funziona o meno. Anche oggi, dopo l’ennesima tragedia, è ripartita la giostra di buoni propositi dell’Ue: ci vengono ripetuti i limiti di Triton e Frontex, ci viene spiegato cosa bisogna fare per superarli e quanto sia grave il problema immigrazione. Tutte cose che già sappiamo, il problema sono i fatti e certo non può bastare la decisione di anticipare di due mesi, da metà luglio a metà maggio, la discussione dell’Agenda europea delle migrazioni.

Lunedì scorso a Bruxelles ho chiesto al bureau del PPE di rafforzare la propria iniziativa politica per far sì che l’emergenza immigrazione divenga davvero priorità del governo europeo ed esca così dalla pantomima delle buone intenzioni. Ma è necessario che anche il governo si imponga. Il problema è che al governo non c’è Berlusconi.

11 febbraio 2015

Consiglio d’Europa boccia Triton. Quante altre tragedie ci vogliono perché l’Ue si muova?

Quante altre bocciature alle politiche per l’immigrazione dell’Ue ci dovranno essere, e a quante altre tragedie del mare dovremo assistere prima che l’Europa decida di muoversi?“. Così, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia e vicepresidente del gruppo Ppe al Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini, commenta le dichiarazioni del Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, su Triton. deborah bergamini tg1

L’ultimo dramma nel Canale di Sicilia – prosegue la deputata – è l’ennesima dimostrazione che le risposte all’emergenza immigrazione messe in campo dall’Europa non sono all’altezza della sfida che abbiamo davanti. Gli egoismi degli Stati membri continuano a prevalere sulla solidarietà che dovrebbe essere alla base dell’Unione, così come, per altri aspetti, il protagonismo di alcuni Stati ridimensiona e marginalizza il ruolo della Commissione Ue nella gestione di crisi internazionali. Se l’Europa non si sbriga a battere un colpo, se la volontà politica non saprà prevalere sulle reticenze tecnocratiche, l’Ue è destinata a rimanere un sogno a metà“, conclude.

Di seguito la nota di Muiznieks:

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23 ottobre 2014

Il mio intervento di ieri in Aula in risposta a Matteo Renzi

La presidenza del semestre europeo non è un’occasione cerimoniale, ma deve servire a imporre questioni strategiche per l’Italia e per l’Unione. Perciò, ci attendiamo qualche parola in più su due temi rispetto ai quali Forza Italia si è impegnata molto: il Made in Italy e l’immigrazione“.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, intervenendo in Aula durante le comunicazioni del premier sul prossimo Consiglio Ue.

Il Made In è il cuore della nostra competitività – ha proseguito la deputata -, per questo dobbiamo difendere la nostra ricchezza dalla contraffazione. C’è poi un altro argomento spinoso di cui lei, Presidente del Consiglio, non ama parlare, ma è un problema di drammatica attualità per gli italiani, ed è l’immigrazione. Su questo punto, cosa ha fatto concretamente l’Italia nel semestre di presidenza? L’unico risultato è l’impegno europeo per Triton, che è sì una straordinaria operazione, come voi la raccontate, ma di marketing.

Bisognerebbe piuttosto distinguere tra richiedenti asilo e migranti, per evitare che il sistema di accoglienza crolli sotto la pressione di flussi ingestibili, e occorre agire quanto prima per la revisione di Dublino III. Infine, c’è la questione della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia: siamo convinti che vada rafforzato lo spirito di Pratica di Mare, che preferiamo allo ‘spirito di Milano’ da lei citato. Il governo Berlusconi si è speso in Europa per un’Unione più solidale e partecipata – ha concluso Bergamini -, i governi successivi non lo hanno fatto. Se vorrà riprendere quella strada noi saremo al suo fianco. Ma basta con la retorica“.

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