Posts tagged ‘Tunisia’

5 ottobre 2017

Migranti: Stiamo accogliendo criminali dalla tunisia? Governo intervenga con urgenza

europaMentre governo e maggioranza paventano propagandistici scioperi della fame per sostenere lo Ius Soli, sulle coste italiane potrebbero essere sbarcati dei criminali provenienti dalla Tunisia. A dirlo, in un inspiegabile e quasi generale silenzio dei media nazionali, è il sindaco di Pozzallo, che in una lettera indirizzata al ministro Minniti ha espresso preoccupazione per ‘l’arrivo non solo di persone che fuggono da guerra e miseria, ma anche di delinquenti’. In particolare, il fenomeno ‘desta preoccupazioni per possibili infiltrazioni di potenziali soggetti appartenenti a cellule jihadiste’. Uno scenario allarmante che Forza Italia, inascoltata, denuncia da anni e che la sinistra buonista ha colpevolmente sottovalutato. Ci auguriamo che gli autorevoli sostenitori della cittadinanza facile riprendano presto a mangiare, e che si occupino con urgenza di verificare se davvero l’Italia stia o meno accogliendo ex galeotti e potenziali terroristi. 

20 maggio 2015

Arresto terrorista Bardo dimostra che barconi espongono cittadini a rischi intollerabili. Governo riferisca

Deborah BergaminiRingraziamo ancora una volta le Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro che ha portato all’arresto di un giovanissimo nordafricano, sospettato addirittura di essere coinvolto nell’assalto al museo del Bardo. Questa vicenda apre la strada a riflessioni molto più che preoccupanti: per mesi abbiamo ascoltato un susseguirsi di dichiarazioni e smentite da parte di esponenti del governo rispetto al rischio che sui barconi di immigrati diretti verso le nostre coste potessero infiltrarsi dei terroristi. Oggi apprendiamo che il ragazzo è arrivato in Italia proprio su uno di quei barconi. E per di più, ha continuato a restare qui da irregolare, come tanti altri che fuggono dai centri di accoglienza e vivono nella clandestinità all’interno dei nostri confini. Basta, allora, con gli inutili giri di parole, diciamo le cose come stanno: il nostro Paese, per essersi sobbarcato il peso dell’accoglienza solitaria dei migranti, ha esposto i cittadini a rischi intollerabili. Non ci sono più scuse: il governo riferisca subito in Aula e spieghi anche cosa intende fare per tutelare la sicurezza degli italiani.

18 marzo 2015

Tunisia: sgomento e dolore per italiani uccisi. Fare fronte comune contro barbarie terrorismo

Sgomento e dolore per la morte di tre nostri connazionali e vicinanza agli italiani feriti nell’attentato di oggi a Tunisi. 

Ma anche preoccupazione per il fatto che sono vittime di questo attacco non solo i cittadini italiani e altri turisti occidentali ma anche la transizione democratica della Tunisia e, in generale, tutto quel mondo islamico moderato che non si ritiene in guerra con l’Occidente e si riconosce nei valori democratici.

Ribadiamo la necessità di fare fronte comune in uno scontro che non è tra civiltà ma tra la barbarie del terrorismo e la civiltà. 

25 luglio 2013

Tunisia, uccisione Brahmi è notizia grave

E’ davvero una brutta notizia l’uccisione, avvenuta oggi in Tunisia, del deputato dell’opposizione Mohamad Brahmi, solo sei mesi dopo l’omicidio di un altro deputato di opposizione, Chokri Belaid. Significa che nel paese dei gelsomini, che ha dato avvio alla stagione araba, la transizione democratica incontra resistenze profonde, e ciò è molto grave sia per la Tunisia ed i suoi abitanti, sia per tutta l’area mediterranea“. Deborah Bergamini premio nord sud lisbona

Così in una nota Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione esteri alla Camera.

Non so se i mandanti e gli esecutori materiali di questi omicidi agiscano perché non riconoscono che il confronto deve svolgersi nelle sedi deputate, ovvero all’interno delle istituzioni e in primis del Parlamento, o se lo facciano per tenere alta la tensione, ma in ogni caso sono fiduciosa che la società tunisina mostrerà ancora una volta la propria maturità democratica respingendo con forza questi atti a prescindere dalla propria fede politica.

E’ importante che il pur legittimo scontro tra visioni diverse della società e della politica si svolga sempre all’interno di un quadro definito di regole la prima delle quali è la rinuncia alla violenza e il nostro supporto, come Italia e come Europa, deve andare alla parte maggioritaria della popolazione tunisina che si confronta civilmente” ha concluso Bergamini.

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1 giugno 2013

Tunisia: inaccettabile il carcere per Amina. Ha solo espresso un’opinione

TUNISIA: BERGAMINI (PDL), AMINA MERITA GRANDE RISPETTO PER CORAGGIO
INACCETTABILA CARCERE PER AVER ESPRESSO IDEE LIBERTA’
Roma, 1 giu. (Adnkronos) – ”E’ assolutamente inaccettabile che Amina venga punita con il carcere per aver espresso delle idee. Naturalmente lei è cosciente del suo gesto: vuole attirare l’attenzione del suo Paese sull’emancipazione delle donne. Ma, lo ripeto, non è ammissibile che sia in galera per aver semplicemente manifestato con il proprio corpo la necessità di difendere i diritti e le libertà femminili”. Cosi’ la deputata del Pdl Deborah Bergamini, capogruppo in commissine Esteri di Montecitorio, commenta con l’Adnkronos il caso di Amina Tyler, la ragazza tunisina, che pubblicò le sue foto a seno nudo su Facebook, ora in carcere per una protesta al raduno degli integralisti salafiti.
Amina, come le Femen e tanti movimenti spuntati in questi anni -spiega Bergamini, parlamentare di riferimento dell’Italia nel network contro la violenza a delle donne del Consiglio d’Europa- ha capito che il corpo delle donne è centrale. Ed è sul corpo femminile che si gioca la trasformazione culturale e sociale del Paese. Il corpo della donna viene martoriato durante i conflitti, è oggetto addirittura dei cambiamenti costituzionali in tanti paesi che si avvicinano alla democrazia”.
Le Femen e Amina -spiega- hanno compreso a pieno l’importanza e il valore centrale del corpo femminile e lo usano per provocare e tenere alta l’attenzione su cosa sta avvenendo al femminile in questi anni. Ed è per questo che meritano grandissima stima e rispetto per il loro coraggio: si mettono in gioco per un fine alto, per una battaglia di libertà. Purtroppo, il cammino di emancipazione femminile, per ragioni divese, sta subendo una battuta d’arresto in Occidente per la crisi di valori, e nei paesi del vicinato perché la transizione verso la democrazia è piena di incognite. Ma bisogna lottare e non arrendersi”.

7 febbraio 2013

Tunisia, società tutta sia ferma nella condanna della violenza

deborah bergamini 10In queste ore seguo con apprensione gli avvenimenti in Tunisia e mi auguro che il paese, con tutte le sue forze vive, riesca a rimanere unito e proseguire il suo cammino di transizione democratica. Sappiamo, purtroppo anche per esperienza diretta, che il ricorso a metodi terroristi da parte di gruppi estremisti si combatte soltanto se la società, tutta, è unita nella condanna della violenza a prescindere da verso chi questa è orientata. Del resto è proprio dei processi democratici la parlamentarizzazione del conflitto, ovvero il far sì che questo si svolga e si risolva all’interno delle istituzioni deputate, utilizzando i mezzi propri delle democrazie e non quelli della barbarie.

Sono fiduciosa che la Tunisia, che spesso nel mondo musulmano ha assunto posizioni di avanguardia, forte di una società civile attiva e partecipe, riuscirà a superare questo momento drammatico e a non deragliare dai binari di una convivenza pacifica e democratica. Credo che le istituzioni internazionali, ed i paesi amici come l’Italia, debbano fornirle tutto il supporto possibile a proseguire su questo cammino che è anche un simbolo di speranza per tutta l’aerea del Mediterraneo“.

Così in una nota Deborah Bergamini, presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa e membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera.

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18 gennaio 2013

Mali: bene che Terzi coinvolga Parlamento, ma si discuta anche strategia d’insieme vs paesi MENA

Deborah Bergamini Apprezzo che il Ministro Terzi abbia dichiarato che anche il ‘solo’ appoggio logistico all’intervento in Mali da parte del nostro Paese richieda il sostegno del Parlamento. Mi era parso, per un momento, che il governo, tra l’altro tecnico e dimissionario, volesse procedere da solo.

Mi permetto di chiedere al Ministro che il confronto col Parlamento non si limiti alla sola questione dell’intervento in Mali ma si allarghi alla discussione della linea politica che l’Italia intende seguire nell’Africa sub-sahariana più in generale, nonché in Nord-Africa e Medio Oriente. È sempre più chiaro, infatti, come queste tre aree siano indissolubilmente collegate ed interdipendenti e come sia necessario elaborare una strategia chiara che le ricomprenda in una visione geopolitica d’insieme“.

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl, membro del gruppo di lavoro del Ppe sulla politica estera.

25 settembre 2012

Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Bergamini (Pdl): Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Apprendo con soddisfazione che la Commissione di coordinamento e redazione dell’Assemblea costituente tunisina ieri ha proposto di integrare l’uguaglianza uomo-donna nella nuova Costituzione, a differenza di quanto prevedeva una prima versione dell’articolato che, scritta rispondendo a spinte fortemente conservatrici, parlava di complementarietà della donna all’uomo”.

Così l’On. Deborah Bergamini, Pdl, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, che continua: “si tratta di una prima vittoria importante per le donne tunisine, che ancora una volta erano scese in strada battendosi per i propri diritti anche a rischio della propria sicurezza ed integrità,e per tutti coloro, come il Consiglio d’Europa, che le hanno sostenute”.

Adesso, però, non dobbiamo abbassare l’attenzione perché il testo definitivo non è ancora stato approvato ed anche perché, mi risulta, il nuovo articolo 28 prevede l’”eguaglianza di opportunità in funzione della competenza”, espressione che può prestarsi ad interpretazioni riduttive.”

E’ da sottolineare positivamente, poi, come lo stesso articolo stabilisca anche la penalizzazione della violenza contro le donne” ha concluso l’Onorevole azzurra.
Qui e qui i miei comunicati precedenti.

Qua un articolo di Famiglia Cristiana.

Qua le conclusioni della Conferenza sulle Donne come agenti di cambiamento nel Mediterraneo.

21 agosto 2012

Tunisia e non solo: l’emancipazione femminile non va data per scontatata

Da Famiglia Cristiana:

La gioranlista tunisina Sondes ben Khalifa mostra fiera il dito sporco di inchiostro nero, simbolo della sua partecipazione alle prime elezioni post-rivoluzionarie in Tunisia. A Montecitorio, durante la conferenza organizzata dall’On. Bergamini

Tunisia, l’autunno delle donne

La nuova Costituzione stabilisce che la donna è complementare all’uomo. “Dopo la primavera araba”, commenta l’onorevole Deborah Bergamini, la condizione femminile è regredita”.

18/08/2012

Cosa resta della primavera araba in Tunisia? Il primo Paese che, a dicembre del 2010, ha innescato il grande processo rivoluzionario, ora sembra tornare indietro, almeno per quanto riguarda il mondo femminile: l’articolo 27 del progetto della nuova Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà, stabilisce che la donna è complementare all’uomo, quindi non uguale, non portatrice dei medesimi diritti. Un evidente e allarmante passo indietro rispetto alla Costituzione del 1956, che conferiva alla popolazione femminile gli stessi diritti e la stessa dignità di quella maschile.

Alla situazione in Tunisia guarda con particolare preoccupazione il Consiglio d’Europa di Starsburgo, e in particolare il Centro Nord Sud, ente nato in seno al Consiglio d’Europa che si occupa del dialogo interculturale con i Paesi arabi del Mediterraneo e presieduto da Deborah Bergamini, deputata del Pdl e dal 2008 membro della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. «Negli ultimi anni, già prima dello scoppio della primavera araba», spiega la Bergamini, «abbiamo dedicato gran parte del nostro lavoro alle politiche giovanili e femminili, consapevoli che proprio lì, tra le donne e i giovani, risiedono le forze di rinnovamento più importanti della società».

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17 agosto 2012

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

«LA DEMOCRAZIA PARTE MALE, FALLIMENTO DELLA PRIMAVERA ARABA»

Strasburgo, 17 agosto – «Una costituzione che consideri la donna complementare all’uomo, quindi non con gli stessi diritti, non è democratica», lo sostiene la socialista belga di origine tunisina Fatiha Saïdi, relatrice dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa proprio per il tema. L’uguaglianza tra uomo e donna è condizione indispensabile per il successo della primavera araba.

«Abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla vecchia Costituzione del 1956 che conferiva alla donna gli stessi diritti e la medesima dignità dell’uomo. E’ anche un segnale negativo che si trasmette alla società tunisina e agli altri paesi della regione», si legge nella dichiarazione rilasciata oggi a Strasburgo dalla parlamentare che denuncia la grave anomalia dell’art 27 del progetto di Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà.

«E’ il fallimento della sommossa popolare che anelava giustizia e libertà e che soprattutto le donne hanno realizzato, anche col martirio», sostiene l’On. Deborah Bergamini, leader delle Conferenze europee sul contributo della donna nella primavera araba (la prossima si terrà a Istanbul nel mese di novembre). «Così la Tunisia manifesta la volontà di rinunciare non solo alla democrazia, ma anche alle antiche tradizioni di considerazione nel ruolo della donna che persino la dittatura rispettava».

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