Posts tagged ‘ucraina’

26 aprile 2016

Russia-Ucraina, l’Europa non può restare a guardare

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012C’è un conflitto ormai congelato, quello fra Ucraina e Russia, che chiede una urgente soluzione sia per non far aumentare il numero già molto consistente di vittime, 9 mila, sia per dare una patria a chi in questo momento non ce l’ha. La questione ucraina non può sparire dai radar delle priorità dell’Occidente e in particolare l’Europa non può relegarla ai confini del dibattito, solo perché non riesce a risolverla. Deve invece sforzarsi di giocare un ruolo importante, dimostrando di avere unità e leadership, che al momento purtroppo non si vedono, altrimenti c’è il rischio che quello che accade oggi in Ucraina possa accadere altrove domani. Inoltre, bisogna valorizzare quei luoghi importantissimi di dialogo e sintesi, come l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in assenza dei quali lo scontro inevitabilmente si polarizza. L’Europa deve lavorare affinché l’Ucraina ritrovi la pace e da quella pace sono convinta che possa uscire un’Europa migliore.

30 ottobre 2014

Ue: auguri a Federica Mogherini ma è urgente la nomina del nuovo Ministro degli esteri

deborah bergamini federica mogherini

Auguri di buon lavoro a Federica Mogherini per il suo nuovo incarico in Europa: ci aspettiamo che la scelta del premier di puntare in maniera così determinata su un italiano per il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera UE porti con sé altrettanta determinazione nell’imprimere un cambio di passo verso una politica estera che sia davvero europea, quella che finora non c’è mai stata e della quale si stenta a vedere traccia.

A questo punto, però, si apre una partita altrettanto determinante in Italia: a fronte di una situazione internazionale sempre più complessa e dei tanti dossier che la Farnesina deve affrontare, anche in collaborazione con Mogherini, è urgente individuare il nome del nuovo Ministro degli Esteri italiano. La situazione dei nostri Marò, che è ancora lontana dall’essere risolta, la gestione della crisi ucraina, con l’inasprimento dei rapporti con la Russia, la questione libica, che si riflette nell’incremento dei flussi migratori sulle nostre coste, la minaccia dell’Isis e i rapporti con un’Europa che continua ad essere caratterizzata dall’affermazione egoistica di visioni nazionali e interessi particolari anziché da uno spirito solidale, sono alcuni tra i principali temi che il nuovo Ministro dovrà affrontare. Quindi non si può perdere tempo: in un mondo globalizzato e attraversato da gravi sconvolgimenti, la casella della diplomazia di un grande Paese non può rimanere a lungo vuota.

23 ottobre 2014

Il mio intervento di ieri in Aula in risposta a Matteo Renzi

La presidenza del semestre europeo non è un’occasione cerimoniale, ma deve servire a imporre questioni strategiche per l’Italia e per l’Unione. Perciò, ci attendiamo qualche parola in più su due temi rispetto ai quali Forza Italia si è impegnata molto: il Made in Italy e l’immigrazione“.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, intervenendo in Aula durante le comunicazioni del premier sul prossimo Consiglio Ue.

Il Made In è il cuore della nostra competitività – ha proseguito la deputata -, per questo dobbiamo difendere la nostra ricchezza dalla contraffazione. C’è poi un altro argomento spinoso di cui lei, Presidente del Consiglio, non ama parlare, ma è un problema di drammatica attualità per gli italiani, ed è l’immigrazione. Su questo punto, cosa ha fatto concretamente l’Italia nel semestre di presidenza? L’unico risultato è l’impegno europeo per Triton, che è sì una straordinaria operazione, come voi la raccontate, ma di marketing.

Bisognerebbe piuttosto distinguere tra richiedenti asilo e migranti, per evitare che il sistema di accoglienza crolli sotto la pressione di flussi ingestibili, e occorre agire quanto prima per la revisione di Dublino III. Infine, c’è la questione della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia: siamo convinti che vada rafforzato lo spirito di Pratica di Mare, che preferiamo allo ‘spirito di Milano’ da lei citato. Il governo Berlusconi si è speso in Europa per un’Unione più solidale e partecipata – ha concluso Bergamini -, i governi successivi non lo hanno fatto. Se vorrà riprendere quella strada noi saremo al suo fianco. Ma basta con la retorica“.

25 settembre 2014

Ucraina, le sanzioni alla Russia sono sbagliate economicamente e geopoliticamente

BandiereLa linea muscolare e intransigente adottata dal blocco occidentale Usa-Ue contro la Russia sta riportando in auge toni che appartengono ad un’altra epoca, quella della Guerra Fredda, proprio nel momento in cui le gravissime tensioni internazionali e la minaccia sempre più pressante del fondamentalismo richiederebbero una risposta unitaria.

Senza dimenticare il piano, per nulla secondario, delle pesanti ripercussioni economiche, anche per il nostro export. Le sanzioni imposte alla Russia si stanno rivelando, giorno dopo giorno, un boomerang proprio per quei Paesi che le hanno imposte. A rimetterci sono soprattutto le imprese, già duramente provate dalla crisi, dalle tasse e dalla burocrazia. Registriamo, perciò, con sollievo il fatto che finalmente anche Renzi cominci a mettere in discussione il permanere delle sanzioni e la linea seguita fino a questo momento, auspicando una ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Russia. Di più, chiediamo al governo che si faccia promotore di questo percorso, prendendo esempio dal ruolo di mediazione già svolto da Silvio Berlusconi. E’ necessario che l’Ue possa, quanto prima, prendere atto che quella intrapresa finora è una strada sbagliata, economicamente e geopoliticamente.

19 settembre 2014

La mia intervista con radio “La Voce della Russia” sulla situazione in Ucraina, l’Europa e le sanzioni

La mia intervista di questa mattina con la Radio “La voce della Russia“.

Qui potete ascoltare l’intera intervista audio.

– La Russia è un partner strategico per l’Italia secondo Lei, onorevole Deborah Bergamini? deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24

La Russia è senz’altro e deve rimanere un partner strategico per l’Italia. Questo è dimostrato non soltanto dai cambi commerciali e dal fatto che la Russia è il nostro primo partner prima ancora di Cina e Giappone in termini di export. Noi facciamo una valutazione molto più grande. Forza Italia ha detto sempre con chiarezza, che la Russia è un partner strategico per noi e deve esserlo per l’Europa tutta. È un Paese cristiano, tradizionalmente sempre stato nemico della jihad islamica. Dovrebbe essere un partner strategico oggi più che mai, quando assistiamo ad un’ondata di aggressione dell’islamismo più estremo.

– Perché secondo voi il governo italiano continua a firmare sanzioni contro la Russia, pacchetto dopo pacchetto. Come spiegare questo “autolesionismo”, onorevole Bergamini?

Forse è corretto parlare di autolesionismo. L’Unione Europea sta faticando a trovare una linea politica vera per gli affari esteri realmente condivisa, pianificata e strategica. Parliamo di un’entità monetaria, ma non ancora politica. Ci sono due livelli: un’azione concertata dell’Europa tutta e i rapporti bilaterali dei singoli Stati con i Paesi non facenti parte dell’UE. A volte i due livelli si intersecano e mostrano che ci sono interessi contrapposti. Questo porta a decisioni che sono frutto di improvvisazioni. La scelta di imporre sanzioni alla Russia, il presidente Berlusconi l’ha detto fin da subito, non fa altro che danneggiare la Russia e l’economia dell’Europa stessa. Alla crisi ucraina occorre un negoziato politico e che affronti il tema di tutta la sicurezza paneuropea.

– Deborah Bergamini, secondo Lei Berlusconi potrebbe fare da mediatore politico tra i nostri due Paesi per riavvicinarli?

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6 settembre 2014

Bene fronte comune contro Isis e tregua tra Russia e Ucraina

Lo scenario internazionale, oggi, vede due elementi nuovi di particolare rilevanza: da un lato, il fronte comune contro l’avanzata del fondamentalismo islamico, emerso al summit Nato di Newport. Solo così, infatti, si può contrastare la barbarie, costellata di orrori, che l’Isis sta facendo conoscere al mondo intero. Dall’altra, la tregua nella crisi Russo-Ucraina.
Ci auguriamo che con oggi prenda il via un reale percorso di pacificazione e di condivisione delle responsabilità nel contrasto alla minaccia terroristica, a tutela delle vite umane e della libertà globale.

28 marzo 2014

Da fine governo Berlusconi solo risultati negativi in politica estera

Deborah Bergamini Il Consiglio Atlantico ha deciso di nominare Jens Stoltenberg nuovo segretario generale della Nato: nulla da fare, quindi, per il candidato italiano, Franco Frattini, nonostante l’impegno dei governi Monti e Letta per ottenere questo importante risultato per il nostro Paese.

 

E questo, purtroppo, è l’ennesimo di una serie di risultati non proprio brillanti che il nostro Paese ha inanellato in ambito internazionale dal 2012 in poi. A distanza di oltre due anni dalla fine dell’esecutivo Berlusconi, tanto criticato per la presunta mancanza di credibilità internazionale, ci spiace dover ricordare che proprio coi governi Berlusconi l’Italia non ha mai cessato di svolgere un ruolo centrale nelle questioni internazionali.

 

Ci troviamo invece oggi con un quadro desolante: i nostri marò sono ancora in India, la spending review sulla difesa annunciata da Renzi preoccupa i partner mondiali (e dovrebbe preoccupare anche i cittadini italiani, al netto di inutili demagogie), stiamo svolgendo un ruolo tutt’altro che rilevante nella crisi in Ucraina. C’è da lavorare, e molto. Perché meritiamo un posto di primo piano nei consessi che contano e non si può aver paura di rivendicarlo.

 

6 marzo 2014

Ucraina: Ue faciliti dialogo tra le parti, no ritorno a guerra fredda

Deborah BergaminiLa guerra fredda è finita da più di vent’anni e non vogliamo certo tornare indietro. La crisi tra Russia ed Ucraina è una crisi europea, tra un paese, l’Ucraina, che ha aderito al Consiglio d’Europa ed un grande paese, la Russia, anch’esso membro del Consiglio d’Europa, che è il nostro più importante ‘vicino di casa’.

In questa crisi non è in gioco soltanto il destino della Crimea, ma la stabilità geopolitica del nostro continente e la capacità dell’Europa di parlare con una sola voce e svolgere un ruolo di facilitatore del dialogo tra le parti. Si tratta di evitare che la storia faccia dietrofront, tornando a dividere il nostro continente tra blocchi e fazioni, per continuare invece sul cammino intrapreso per la costruzione di un’area di pace, stabilità e prosperità in Europa”.

Lo dichiara, da Dublino, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, vicepresidente del gruppo Ppe al Consiglio d’Europa

4 marzo 2014

Ucraina: no radicalizzazioni, sì dialogo con tutti

“La crisi in Ucraina deve vederci schierati con forza sul fronte dell’equilibrio. Le improvvisate tifoserie, infatti, hanno solo l’effetto di peggiorare la situazione. Iniziative unilaterali come quelle della Russia non possono che destare preoccupazione, tanto più se potenzialmente bellicose. Tuttavia, non si può interrompere il filo del dialogo con il governo di Mosca, né si può pensare di emarginare la componente russofona del popolo ucraino, una minoranza che ha il diritto di esser tutelata e che deve essere rispettata se si vuole costruire una nuova Ucraina pacifica e inclusiva. In questa fase ogni forzatura avrebbe solo l’effetto pericoloso di radicalizzare le posizioni in campo e va dunque evitata”.

19 febbraio 2014

Ucraina: fatti spaventosi, parti in causa accettino proposta del Consiglio d’Europa

Deborah Bergamini Quanto sta avvenendo in Ucraina è spaventoso. Dal 1995 l’Ucraina fa parte del Consiglio d’Europa e, con il suo ingresso in quel consesso, ha assunto un impegno preciso: il rispetto dei diritti umani e della democrazia. I fatti sanguinosi degli ultimi giorni sono esattamente l’opposto, e rappresentano la drammatica degenerazione di una scelta autoritaria che ha avuto nella carcerazione di Julia Tymoschenko il simbolo più eclatante.

Ci auguriamo che, come proposto dal Segretario generale del Consiglio d’Europa Jagland già nel mese di dicembre, tutte le parti in causa in Ucraina prendano parte ad un comitato di esperti, per la cui costituzione manca la nomina del rapperesentante del governo, per condurre un’indagine sulle violenze perpreatate. E’ poi necessario procedere ad una riforma costituzionale, per la quale il Consiglio d’Europa stesso e la Commissione di Venezia sono pronti a fornire ogni assistenza. La libertà va tutelata ovunque, tanto più nel cuore del nostro continente”.

Lo dichiara, in una nota, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, vice presidente del gruppo Ppe al Consiglio d’Europa

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