Posts tagged ‘uguaglianza’

25 settembre 2012

Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Bergamini (Pdl): Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Apprendo con soddisfazione che la Commissione di coordinamento e redazione dell’Assemblea costituente tunisina ieri ha proposto di integrare l’uguaglianza uomo-donna nella nuova Costituzione, a differenza di quanto prevedeva una prima versione dell’articolato che, scritta rispondendo a spinte fortemente conservatrici, parlava di complementarietà della donna all’uomo”.

Così l’On. Deborah Bergamini, Pdl, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, che continua: “si tratta di una prima vittoria importante per le donne tunisine, che ancora una volta erano scese in strada battendosi per i propri diritti anche a rischio della propria sicurezza ed integrità,e per tutti coloro, come il Consiglio d’Europa, che le hanno sostenute”.

Adesso, però, non dobbiamo abbassare l’attenzione perché il testo definitivo non è ancora stato approvato ed anche perché, mi risulta, il nuovo articolo 28 prevede l’”eguaglianza di opportunità in funzione della competenza”, espressione che può prestarsi ad interpretazioni riduttive.”

E’ da sottolineare positivamente, poi, come lo stesso articolo stabilisca anche la penalizzazione della violenza contro le donne” ha concluso l’Onorevole azzurra.
Qui e qui i miei comunicati precedenti.

Qua un articolo di Famiglia Cristiana.

Qua le conclusioni della Conferenza sulle Donne come agenti di cambiamento nel Mediterraneo.

21 agosto 2012

Tunisia e non solo: l’emancipazione femminile non va data per scontatata

Da Famiglia Cristiana:

La gioranlista tunisina Sondes ben Khalifa mostra fiera il dito sporco di inchiostro nero, simbolo della sua partecipazione alle prime elezioni post-rivoluzionarie in Tunisia. A Montecitorio, durante la conferenza organizzata dall’On. Bergamini

Tunisia, l’autunno delle donne

La nuova Costituzione stabilisce che la donna è complementare all’uomo. “Dopo la primavera araba”, commenta l’onorevole Deborah Bergamini, la condizione femminile è regredita”.

18/08/2012

Cosa resta della primavera araba in Tunisia? Il primo Paese che, a dicembre del 2010, ha innescato il grande processo rivoluzionario, ora sembra tornare indietro, almeno per quanto riguarda il mondo femminile: l’articolo 27 del progetto della nuova Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà, stabilisce che la donna è complementare all’uomo, quindi non uguale, non portatrice dei medesimi diritti. Un evidente e allarmante passo indietro rispetto alla Costituzione del 1956, che conferiva alla popolazione femminile gli stessi diritti e la stessa dignità di quella maschile.

Alla situazione in Tunisia guarda con particolare preoccupazione il Consiglio d’Europa di Starsburgo, e in particolare il Centro Nord Sud, ente nato in seno al Consiglio d’Europa che si occupa del dialogo interculturale con i Paesi arabi del Mediterraneo e presieduto da Deborah Bergamini, deputata del Pdl e dal 2008 membro della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. «Negli ultimi anni, già prima dello scoppio della primavera araba», spiega la Bergamini, «abbiamo dedicato gran parte del nostro lavoro alle politiche giovanili e femminili, consapevoli che proprio lì, tra le donne e i giovani, risiedono le forze di rinnovamento più importanti della società».

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17 agosto 2012

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

«LA DEMOCRAZIA PARTE MALE, FALLIMENTO DELLA PRIMAVERA ARABA»

Strasburgo, 17 agosto – «Una costituzione che consideri la donna complementare all’uomo, quindi non con gli stessi diritti, non è democratica», lo sostiene la socialista belga di origine tunisina Fatiha Saïdi, relatrice dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa proprio per il tema. L’uguaglianza tra uomo e donna è condizione indispensabile per il successo della primavera araba.

«Abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla vecchia Costituzione del 1956 che conferiva alla donna gli stessi diritti e la medesima dignità dell’uomo. E’ anche un segnale negativo che si trasmette alla società tunisina e agli altri paesi della regione», si legge nella dichiarazione rilasciata oggi a Strasburgo dalla parlamentare che denuncia la grave anomalia dell’art 27 del progetto di Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà.

«E’ il fallimento della sommossa popolare che anelava giustizia e libertà e che soprattutto le donne hanno realizzato, anche col martirio», sostiene l’On. Deborah Bergamini, leader delle Conferenze europee sul contributo della donna nella primavera araba (la prossima si terrà a Istanbul nel mese di novembre). «Così la Tunisia manifesta la volontà di rinunciare non solo alla democrazia, ma anche alle antiche tradizioni di considerazione nel ruolo della donna che persino la dittatura rispettava».

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6 agosto 2012

Tunisia: le donne sono uguali, non complementari all’uomo. Lo hanno dimostrato durante la Primavera Araba

Nella nuova costituzione tunisina la donna non è uguale all’uomo, ma complementare

L’ON. BERGAMINI: «NELLA PRIMAVERA ARABA HANNO CORSO UGUALI RISCHI»

Roma, 6 agosto – «Durante la primavera araba le donne non erano “complementari” agli uomini, come adesso la Costituzione tunisina si appresta a definire, ma uguali in tutto e per tutto: nell’iniziativa, nei rischi e persino nel martirio. Il legislatore, quindi, ripensi al ruolo che la donna ha avuto durante i moti che hanno abbattuto la dittatura e le conferisca la dignità che merita».

Ha reagito così l’On. Deborah Bergamini, parlamentare del Pdl e Presidente del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa, alla notizia che l’Assemblea costituente intende privare la donna in Tunisia dell’uguaglianza per degradarla al ruolo di complementarietà con l’uomo nella formazione della famiglia.

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27 giugno 2012

Donne musulmane, il mio intervento ieri al Consiglio d’Europa

Deborah BERGAMINI (Italia, EPP/CD / PPE/DC)

(Doc. 12956)

Grazie Presidente.

Voglio fare subito i complimenti alla cara collega KYRIAKIDOU che con questa risoluzione affronta un tema molto complesso perché determinare la situazione delle donne musulmane in Europa in questa fase storica in particolare non è un lavoro semplice, ci sono molte complessità e differenze e bisogna sempre evitare il rischio di ogni genere di superficialità.

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26 marzo 2012

Premio Nord-Sud, domani la cerimonia per Souhayr Belhassen e Boris Tadić

Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa: domani a Lisbona la consegna dei premi 2011

La tunisina Belhassen e il presidente serbo Tadić personaggi dell’anno 

Strasburgo, 26 marzo – Boris Tadić, presidente della Serbia (per il Nord) e Souhayr Belhassen, l’attivista tunisina considerata simbolo dei cambiamenti storici nel mondo arabo (per il Sud), riceveranno domani a Lisbona il riconoscimento di Personaggi dell’anno da parte del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa.

Il premio non vuole sottolineare solo l’alto contributo sociale grazie al quale il protagonista ha cambiato il corso della Storia nel proprio paese, ma vuole essere di stimolo perché, chi ne ha la possibilità, cerchi di migliorare le condizioni di coloro che sono in difficoltà o di ristabilire la giustizia sociale. E’ proprio il caso dei due insigniti di quest’anno. Entrambi hanno avuto un ruolo esemplare e determinante nelle funzioni che hanno ricoperto.

Gli sforzi e la dedizione di Boris Tadić (premiato per il Nord) per la riconciliazione dei Balcani e per il processo di integrazione della Serbia nel progetto europeo sono stati oggetto di encomi e ammirazione in tutta Europa. Per non parlare dell’impegno profuso dal presidente Tadić per assicurare l’arresto di Ratko Mladić e Goran Hadžić – gli ultimi due criminali di guerra – e il loro trasferimento al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia dell’Aia.

Souhayr Belhassen si è distinta per avere lottato strenuamente per il miglioramento delle condizioni della donna, per le pari opportunità e l’equità sociale in Tunisia e nei paesi che hanno dato vita alla primavera araba. L’attivista tunisina è oggi, infatti, a pieno titolo Presidente della federazione internazionale dei diritti umani.

Il Premio – si usa conferirlo a una personalità di spicco del Sud e una del Nord – sarà consegnato domani a Lisbona dal Presidente della Repubblica portoghese, Aníbal Cavaco Silva, nel corso di una solenne cerimonia di Stato all’Assemblea nazionale. Per il Consiglio d’Europa interverranno la vice segretaria generale Maud De Boer Buquicchio, il Presidente dell’Assemblea parlamentare, Jean Claude Mignon, l’On. Deborah Bergamini, presidente del comitato esecutivo del Centro Nord-Sud, e l’ambasciatore d’Italia a Strasburgo, Sergio Busetto. Saranno presenti anche il presidente del Parlamento portoghese, Assunção Esteves, e il presidente della delegazione parlamentare portoghese all’Assemblea di Strasburgo, João Bosco Mota Amaral.

22 marzo 2012

Consulta per l’Islam italiano, perchè il governo l’ha accantonata?

Di seguito il testo dell’interpellanza urgente, a prima firma dell’amica e collega On. Souad Sbai, che ho sottoscritto.

Chiediamo ragguagli sulla sostituzione, di fatto, della Consulta per l’Islam italiano con una non meglio definita Conferenza permanente delle religioni e della cultura in cui, tra l’altro, siedono esponenti di un’organizzazione che rifiutò di firmare la Carta dei Valori della Consulta in cui si prevedeva l’uguaglianza tra uomo e donna

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26 gennaio 2012

Dietro alla crisi che scuote l’Europa non si celi il pericolo che l’uguaglianza rimanga un’aspirazione

Di seguito il testo del mio intervento*, qui a Strasburgo, durante il dibattito sul rapporto “Advancing women’s rights worldwide”.

Questo rapporto ha una grande valenza politica. Perché viene discusso qui a Strasburgo, nel cuore di un’Europa, dunque di un Occidente, che deve constatare un’amara realtà.

Debora BergaminiLa progressione del processo verso un’uguaglianza di genere, uno dei cardini della nostra identità europea, progressione che sembrava essere un punto fermo alla conferenza di Pechino del 1995, rischia in realtà di trovarsi a un punto morto oggi nel mondo. Essa rimane in gran parte un’aspirazione, nel migliore dei casi un impegno, ma certo non una realtà acquisita.

Anzi, prendendo atto del fallimento della globalizzazione, intravediamo all’orizzonte l’arrivo di ineguaglianze nuove, che riguardano tutti i paesi: quelli più avanzati economicamente, con una una crisi di risorse che rischia di pesare soprattutto sulle spalle delle donne, e quelli, molti dei quali fanno parte del nostro vicinato, che si trovano nel pieno di una transizione verso la democrazia che presenta mille incognite, non ultima quella di dover affrontare in tempi brevi il tema della discriminazione delle donne e della loro partecipazione alla vita politica, culturale e sociale.

Col risultato che ancora oggi, anno 2012, nella maggior parte del mondo il destino, per le donne, è già deciso.

E’ quindi necessario oggi più che mai che da qui, dal cuore dell’Europa, si moltiplichino gli sforzi per combattere la discriminazione e la violenza contro le donne, e per affermare la loro parità di accesso a ogni segmento della vita di un paese, affinché questi sforzi, a cascata, si irradino verso le assemblee parlamentari di tutti i paesi membri, verso tutti quei decisori che possono, e devono, fare in modo che questo torni ad essere un punto primario dell’agenda politica di ciascun governo, senza se e senza ma. Vigilando, affinché dietro all’urgenza delle tante questioni che scuotono l’Europa non si celi il pericolo che il processo di uguaglianza, nonostante le tante parole spese, rimanga appunto un’aspirazione.

*purtroppo il contingentamento dei tempi di parola, e l’alto numero di iscritti a parlare, non mi ha permesso di pronunciare questo intervento che, comunque, ho depositato e fa parte degli atti di questa sessione.

25 gennaio 2012

Sulle pari opportunità di genere c’è rallentamento a livello mondiale

Debora Bergamini (AGENPARL) – Strasburgo, 25 gen – “Domani ci sarà il dibattito dedicato alle pari opportunità di genere. Una sorta di rilancio nel lavoro sulle pari opportunità che il Consiglio d’Europa fa da molto tempo, ma evidentemente si è visto che c’è qualche rallentamento in generale nell’agenda mondiale rispetto a quanto era stato stabilito nella conferenza di Pechino del ‘95”.

Così all’AgenParl Deborah Bergamini, deputata del Pdl e segretaria della delegazione italiana dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che si trova a Strasburgo dove si sta tenendo la plenaria dell’Assemblea. “C’è una ritrovata attenzione al tema delle pari opportunità di genere – aggiunge la Bergamini – che per noi non può che essere un tema cruciale e un ottimo segnale”.

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