Posts tagged ‘Unione Europea’

6 febbraio 2017

Ue, idea Merkel interessante, ma Italia protagonista

europaLa proposta della Merkel di un’Europa a due velocità? Bisogna capire come la declina, ma personalmente non trovo contrarietà, anche perché da quando c’è stata la Brexit è stata l’unica leader europea a mettere sul tavolo una proposta. Dentro questa proposta c’è la presa d’atto che così l’Unione non va e noi questo lo denunciamo da anni. Questa posizione va incontro alle esigenze di una rivisitazione dell’euro che Berlusconi avanza da anni, quindi se lo spirito è quello di dire che l’Ue così com’è non va, se si tratta di una presa d’atto, non può che essere un fatto positivo. È ovvio che l’ipotesi di un’Europa a più velocità trasforma l’Ue in un’organizzazione internazionale, fa perdere il concetto di compattezza che ne era alla base, apre a un cambiamento di intenti, ma è un percorso non da scartare. Io non ci vedo alcuna contrarietà, ogni approccio che punta a una maggiore flessibilità non può che essere positivo. Ovviamente, perché questo sia un percorso virtuoso è necessario che l’Italia ne faccia parte pienamente, e questo deve essere un compito del governo ma non come accadeva con Renzi che diceva di mostrare i muscoli e poi 148 volte su 148 ha votato in armonia con il Consiglio. È chiaro che questo ragionamento sta in piedi se il nostro Paese avrà una vera capacità di farsi protagonista di questo cambiamento e per farlo ci vorrebbe un governo capace: ci vorrebbe un governo Berlusconi.

9 gennaio 2017

M5S, è trasformismo di massa

trasformismoFinora abbiamo assistito al trasformismo di singoli parlamentari che sono passati da uno schieramento all’altro, da un partito all’altro. Non avevamo mai visto fino ad ora il trasformismo di massa, ovvero un intero partito che cambia radicalmente la sua natura e il suo programma passando da una “famiglia” politica ad un’altra. Un ribaltone in piena regola.

15 dicembre 2016

Vertice Ue: le sanzioni alla Russia indeboliscono Europa

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Il prolungamento di altri sei mesi delle sanzioni alla Russia avrà il risultato di impoverire ulteriormente il commercio delle aziende italiane e di isolare politicamente tutta l’Unione Europa. I vertici della Ue continuano a perseverare nell’errore.

12 ottobre 2016

UE, Renzi confonde richiedenti asilo e migranti economici

migrantiCredo che Renzi confonda, ponendoli sullo stesso piano, i richiedenti asilo e i migranti per motivi economici. Una cosa è dare protezione internazionale, ove se ne riscontrino i requisiti, a chi fugge da una guerra. Altra cosa, invece, è consentire l’arrivo indiscriminato di centinaia di migliaia di immigrati in cerca di fortuna. È sotto gli occhi di tutti che il piano europeo di ricollocamento dei richiedenti asilo si sia dimostrato finora un clamoroso flop. Più volte, e lo ha fatto anche oggi alla Camera, il premier Renzi ha minacciato ripercussioni durissime contro gli Stati membri della Ue che non accettino il ricollocamento di una parte dei richiedenti asilo all’interno del loro territorio. Non ci pare che tale atteggiamento sia stato coronato da successo tanto è vero che siamo riusciti a ricollocare in altri Paesi europei appena il 3 per cento dei richiedenti asilo presenti in Italia. A parte ciò, però, resta del tutto irrisolto il problema dei migranti economici, già presenti e che continuano ad arrivare in Italia, e che mai nessun Paese Ue accoglierà al posto nostro. Su questo Renzi non ha fornito la benché minima soluzione.

3 ottobre 2016

Ungheria, UE ha sottovalutato problema immigrazione

ungheriaL’Unione Europea, anche a causa della mancanza di solidarietà fra gli Stati membri, ha colpevolmente sottovalutato per mesi la portata e le conseguenze dell’immane flusso di immigrati verso il nostro continente. E sarebbe un grave errore se oggi sottovalutasse l’esito del referendum ungherese perché, anche se non è ancora maggioritaria, la disaffezione dei cittadini verso l’Europa sta crescendo sempre di più, stante la sua incapacità di risolvere i problemi comuni.

28 settembre 2016

Migranti, richiedenti asilo in Italia fino al 2050

Sul ricollocamento dei richiedenti asilo l’Unione europea ha alzato bandiera bianca. La resistenza di molti Paesi ad accettare le quote obbligatorie sta avendo la meglio e alla Commissione non resta che affidarsi alla buona volontà degli Stati membri.

migranti

Secondo le decisioni prese in Ue nel settembre 2015 entro settembre 2017 dovrebbero essere ricollocati ben 160mila migranti. Di questi, l’Italia ne dovrebbe ricollocare 39.600 in altri Paesi della Ue ma in un anno sono stati soltanto in 1.196, ossia circa il 3 per cento, a lasciare il nostro paese. Se proseguiamo con questa lentezza, gli ultimi richiedenti asilo presenti in Italia non partiranno prima del 2050. Senza contare poi che nel frattempo altre decine di migliaia di profughi stanno sbarcando sulle nostre coste e che su molti di questi non c’è alcun accordo a livello europeo perché in maggioranza sono migranti economici per i quali non è prevista alcuna protezione internazionale e che quindi continueranno a stare sul nostro territorio a tempo indefinito.

16 aprile 2016

Aumentano i poveri, aumenta il debito, ma il ministro Padoan parla di crescita incoraggiante

Rimaniamo molto perplessi dinanzi alle affermazioni entusiastiche, ma purtroppo prive di fondamento, fatte dal ministro Padoan nel suo intervento all’International Monetary and Financial Committee. Padoan ha parlato di ‘crescita incoraggiante’ dell’Italia, quando invece proprio in questi giorni il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso, 0,3 punti in meno rispetto alle precedenti stime, la crescita del nostro Pil per quest’anno. Inoltre, e sono sempre dati di questi giorni, l’Eurostat ha sentenziato che l’Italia è il Paese con più poveri nell’Unione Europea, circa 7 milioni, mentre Bankitalia ha certificato l’aumento a febbraio del nostro debito pubblico di 21,5 miliardi, toccando quota 2.214,9 miliardi. Agli Italiani bisogna raccontare la verità e bisogna raccontarla anche nei consessi esteri altrimenti si rischia di perdere quel minimo di credibilità internazionale che ancora rimane al nostro Paese.

Padoan: stentiamo a uscire dalla crisi, riforme in fretta

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in una immagine del 01 agosto 2014. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

6 aprile 2016

“Terroristi tra i migranti”, parola di Frontex

Anche l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, Frontex, nel rapporto 2016 sull’analisi dei rischi pubblicato oggi conferma che i flussi di migranti irregolari possono essere utilizzati dai terroristi per entrare nella Ue, così come è avvenuto con due dei terroristi degli attentati di Parigi, che erano transitati per la Grecia con falsi documenti siriani.

Sono sempre più numerose e autorevoli le fonti internazionali che ci mettono in guardia sul pericolo che stiamo correndo nel far entrare in Europa migliaia e migliaia di migranti fra i quali è accertato si nascondano anche terroristi. Frontex ci informa, inoltre, che nel 2015 negli Stati membri dell’Unione europea c’è stato l’impressionante numero di 1,82 milioni di attraversamenti illegali delle frontiere esterne. Ogni giorno che passa, senza che il Governo italiano e le Istituzioni europee prendano una decisione definitiva per fermare questo immane flusso di immigrati, aumenta il pericolo di nuovi attentati in Europa e in Italia.

 

20 novembre 2015

UE, rafforzare controlli alle frontiere esterne

IMG_0317La decisione del Consiglio Ue di rafforzare e coordinare i controlli alle frontiere esterne dell’Europa è molto positiva e va nella direzione sollecitata più volte da noi e anche dal PPE. Ed è giusto, come è stato deciso al Consiglio Ue, che questi controlli avvengano anche nei riguardi dei cittadini Ue perché come è stato più volte appurato ci sono cittadini comunitari che sono andati a combattere per l’Isis e che poi sono tornati in Europa con il loro bagaglio di fanatismo, armi e odio. Ora chiediamo alla Commissione europea di attivarsi nel più breve temo possibile per presentare una proposta operativa ed efficace per controllare meglio i confini esterni dell’Unione europea.

9 settembre 2015

Ok Juncker su profughi ma rimane problema immigrati economici

IMG_0317E’ certamente positivo il richiamo del presidente Juncker ad una piena assunzione di responsabilità dell’Unione Europea e di tutti gli Stati membri sulla questione dei profughi che scappano dalle guerre. Rimane tuttavia immutato un altro problema, cioè di come l’Europa debba attrezzarsi per fermare all’origine, o respingere, l’insostenibile flusso di immigrati per motivi economici.

Che nell’attuale Unione Europea manchino sia l’unione che l’Europa è cosa che diciamo da tempo così come da tempo sosteniamo la necessità di distinguere fra chi scappa dalle guerre, dall’Isis, e vuole rifugiarsi in Europa, e chi invece in Europa tenta di entrare clandestinamente in cerca di una fortuna economica che purtroppo non potrà mai trovare, visto che non ve ne sono le condizioni. Sollecitiamo il governo a prendere una posizione chiara e netta su questa questione perché al momento l’Italia sembra essere spettatrice, e non attore protagonista, di quel che si decide in Europa.

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