Posts tagged ‘violenza contro le donne’

16 ottobre 2017

Violenza donne, Governo dimostri volontà di contrastare il fenomeno

La violenza contro le donne rappresenta una delle più estese violazioni dei diritti umani, poiché costituisce il principale ostacolo al raggiungimento della parità dei sessi, del godimento dei diritti fondamentali, nonché dell’integrità fisica e psichica. Davanti al muro di indifferenza con cui il governo ha affrontato in questi anni il tema Forza Italia non ha mai abbassato la guardia e anzi, ricordiamo che durante i governi Berlusconi abbiamo messo in campo una serie di misure efficaci, promuovendo e incentivando le campagne di prevenzione e le politiche di assistenza. Da parte dei governi di sinistra, invece, abbiamo registrato una totale assenza di strategia: basti pensare che per circa tre anni è mancato un interlocutore istituzionale unico, con delega relativa alle politiche delle pari opportunità, e che da quando la delega è stata assegnata non si sono registrati progressi. Oggi chiediamo al governo una serie di impegni: dare contezza sulle tempistiche di attuazione del nuovo Piano nazionale contro la violenza, informare il Parlamento sui costi della violenza – sia in termini economici e sia in termini sociali – garantire ulteriori stanziamenti da erogare ai centri antiviolenza e alle case rifugio, e assumere le opportune iniziative volte a eliminare le disparità regionali e locali sulla disponibilità e la qualità dei servizi di protezione per tutte le donne vittime di violenza. Se davvero la volontà del governo è quella d’intervenire seriamente, lo dimostri. Noi lo aspettiamo alla prova dei fatti.

29 gennaio 2016

Isis, terroristi non considerano donne come persone

deborah bergamini a fiuggi  europa che vogliamoLa guerra dell’Isis è soprattutto contro le donne. La sua cultura, se di cultura si può parlare nei confronti di un movimento terrorista, non riconosce le donne come persone ma soltanto come strumenti utili a svolgere delle funzioni. E in ogni caso come degli esseri da soggiogare. Ma allo stesso tempo sono le donne le prime a combattere lo Stato Islamico e, ne sono sicura, saranno loro a sconfiggerlo. Che si tratti di miliziane curde o di madri unite contro la radicalizzazione, come quelle di cui abbiamo ascoltato la testimonianza questa mattina, sarà il loro coraggio a vincere. A patto che non le lasciamo sole. Una cosa poco nota è che tra i canali di finanziamento dell’Isis, accanto ai traffici di opere d’arte, ai rapimenti, alle razzie, alla vendita di petrolio ecc., c’è un fiorente mercato di video venduti sui canali pornografici online che riportano gli stupri, le sevizie e le violenze terribili dei miliziani nei confronti delle donne che catturano. E’ raccapricciante, ma è vero, e dobbiamo tenerlo presente nelle nostre azioni di contrasto all’Isis su Internet, canale che, lo sappiamo, i terroristi hanno dimostrato di essere capaci di utilizzare molto bene.

25 novembre 2013

Contro violenza sulle donne ci vuole impegno per cambio di mentalità a livello globale

deborah bergamini 13Per cogliere al meglio lo spirito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, occorre rileggere l’atto con cui l’Onu la istituì, e nel quale si fa esplicito riferimento la fatto che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento di una piena parità di genere, allo sviluppo e alla pace. La violenza è uno dei meccanismi sociali che più agiscono per mantenere le donne in una posizione subordinata e questo è particolarmente vero, a livello globale, per alcuno categorie di donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità e di pericolo come le donne rifugiate, migranti, detenute o in zone di guerra.

Era il 1999. Oggi, a distanza di quasi quindici anni, le cronache ci restituiscono orrori contro la dignità e l’integrità della donna e violazioni dei diritti umani fondamentali che non accennano a diminuire: mutilazioni e segregazioni perpetrate per motivi religiosi, stupri sui cosiddetti ‘barconi della speranza’ e – scientificamente e strategicamente attuati – nelle zone di guerra, violenze silenziose, ma non per questo meno drammatiche, che nei Paesi ‘civilizzati’ si realizzano spesso tra le mura domestiche.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica, recentemente ratificata dall’Italia, e la risoluzione che ho presentato e che è stata approvata dalla Camera impegnando così il nostro governo ad azioni di contrasto delle violenze sulle donne nelle aree di guerra, sono strumenti importanti, ma fondamentale è garantire la loro effettiva e piena applicazione. È necessario un vero sforzo comune e condiviso perché l’obiettivo che dobbiamo porci è molto ambizioso: si tratta di un cambiamento di mentalità, abitudini, costumi. Nella consapevolezza che i diritti non vanno mai considerati pienamente acquisiti, ma è necessario tenere alta la guardia ovunque, per evitare una regressione purtroppo sempre possibile”.

12 giugno 2013

Contro il femminicidio ci vuole un cambio di mentalità, sensibilità e attitudine

Sicuramente deve cambiare la sensibilità, deve cambiare l’attitudine nei confronti del fenomeno della violenza contro le donne. Ed è questo uno degli elementi chiave che fa della Convenzione di Istanbul, che abbiamo ratificato pochi giorni fa alla Camera e che è in attesa di ratifica al Senato, uno strumento importantissimo.

E’ il primo strumento internazionale che è vincolante giuridicamente. Questo significa che la battaglia si fa insieme a tutti i Paesi che aderiscono alla convenzione.

La convenzione agisce secondo il principio di quelle che chiamiamo le tre P: Prevenire, Proteggere, Punire. Quindi contempla quelle che sono state identificate dal Consiglio d’Europa come le tre armi per riuscire a cambiare il modo di porsi nei confronti della violenza contro le donne.

Nell’ordinamento giuridico italiano, lo ricordava il Ministro Cancellieri, le leggi ci sono, molto lavoro è stato fatto anche nella scorsa legislatura. Ma non si tratta di avere un ordinamento che è già pronto a recepire i rimedi contro la violenza sulle donne. Si tratta di applicarli con la sensibilità, con l’attenzione, con l’assistenza giusta e nei tempi giusti. Per farlo ci vuole un cambiamento di testa, di attitudine, di sensibilità ed è su quello che noi, come legislatori, dobbiamo lavorare.   ..

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25 settembre 2012

Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Bergamini (Pdl): Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Apprendo con soddisfazione che la Commissione di coordinamento e redazione dell’Assemblea costituente tunisina ieri ha proposto di integrare l’uguaglianza uomo-donna nella nuova Costituzione, a differenza di quanto prevedeva una prima versione dell’articolato che, scritta rispondendo a spinte fortemente conservatrici, parlava di complementarietà della donna all’uomo”.

Così l’On. Deborah Bergamini, Pdl, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, che continua: “si tratta di una prima vittoria importante per le donne tunisine, che ancora una volta erano scese in strada battendosi per i propri diritti anche a rischio della propria sicurezza ed integrità,e per tutti coloro, come il Consiglio d’Europa, che le hanno sostenute”.

Adesso, però, non dobbiamo abbassare l’attenzione perché il testo definitivo non è ancora stato approvato ed anche perché, mi risulta, il nuovo articolo 28 prevede l’”eguaglianza di opportunità in funzione della competenza”, espressione che può prestarsi ad interpretazioni riduttive.”

E’ da sottolineare positivamente, poi, come lo stesso articolo stabilisca anche la penalizzazione della violenza contro le donne” ha concluso l’Onorevole azzurra.
Qui e qui i miei comunicati precedenti.

Qua un articolo di Famiglia Cristiana.

Qua le conclusioni della Conferenza sulle Donne come agenti di cambiamento nel Mediterraneo.

12 luglio 2012

Violenza sulle donne, il governo firmi la convenzione del Consiglio d’Europa

Con alcuni colleghi abbiamo presentato un’interpellanza urgente al Governo per chiedere per quale motivo non abbia ancora provveduto a firmare la convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, pur essendo stato invitato a farlo dal Parlamento (qui l’ordine del giorno approvato e qui la nostra lettera al Ministro Terzi).

Chiediamo di sapere in che tempi il Governo italiano, in coerenza con gli impegni già assunti in tal senso in sede parlamentare, intenda sottoscrivere la convenzione che rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che si prefigge di creare un quadro normativo completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza, grazie a misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime.

Hanno tra l’altro già proceduto a firmarla 21 Stati, tra i quali figurano Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Grecia, Portogallo, Turchia.

Di seguito il testo integrale dell’interpellanza, a firma Mogherini Rebesani, Bergamini, Binetti, Bongiorno, Polledri, Tempestini, Villecco Calipari, Cenni, Albini, Bellanova, Concia, De Biasi, Farinone, Fedi, Froner, Gnecchi, Lucà, Marchi, Motta, Murer, Piccolo, Rigoni, Rosato, Servodio, Tullo, Bressa, Mattesini, Braga, Mariani, Miotto, Mastromauro, Rossa, Sereni, Rossomando, Gozi, Lulli

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