Posts tagged ‘violenza domestica’

25 novembre 2014

Violenza sulle donne: tutti dobbiamo scegliere da che parte stare

deborah bergamini violenza sulle donne giovani scuole 25 novembre convenzione di istanbul

Oggi, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si svolgeranno molte celebrazioni simboliche. Non si pensi che per questo siano inutili, anzi: quando si parla di violenza sulle donne il fattore simbolico è molto importante“.
Così Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, di fronte alla platea dei ragazzi delle scuole del Lazio che hanno partecipato al concorso “Mai più violenza, esci dal silenzio“, organizzato dalla Consulta regionale per le pari opportunità.
La violenza sulle donne, come sancito chiaramente anche dalla Convenzione di Istanbul – che l’Italia è stata tra i primi paesi a ratificare -, non è una fattore privato, ma pubblico, ed è soprattutto un fenomeno strutturale e non episodico che dunque deve essere affrontato con interventi strutturali, il primo delle quali è la sensibilizzazione delle nuove generazioni, quale quella che si sta facendo qui. Il cambio di mentalità è il primo passo per combattere un fenomeno che è atavico ed ha chiare radici culturali. Per questo è importante che voi siate qui oggi – ha concluso rivolgendosi ai ragazzi – perché partecipando a questo concorso avete scelto da che parte stare, e vi invito a rimanerci sempre: dalla parte delle donne e dei diritti umani, contro le sopraffazioni, la violenza, gli abusi“.

31 luglio 2014

La nostra mozione al Governo: Renzi lasci le deleghe alle pari opportunità a un ministro ad hoc

deborah bergamini carfagna centemero prestigiacomo forza italia

Siamo alla vigilia di una data storica: domani prende vita ufficialmente la Convenzione di Istanbul, il primo documento internazionale giuridicamente vincolante per il contrasto alla violenza sulle donne. L’Italia è stato il primo grande Paese a firmarla e uno dei pochi ad averla ratificata, grazie all’impegno di tutte le forze politiche”.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, durante la conferenza stampa ‘Oltre Istanbul’, alla Camera dei Deputati. “Grazie alle ministre Carfagna e Prestigiacomo – ha proseguito -, già prima delle ratifica l’Italia era un Paese avanzato, da un punto di vista normativo, in materia di contrasto alla violenza sulle donne. Oggi chiediamo, con una mozione che ci auguriamo verrà sottoscritta anche dagli altri partiti, che le pari opportunità tornino al centro dell’azione politica del governo. Il Premier Renzi ha tenuto per se’ le deleghe relative a questo ambito, ma la sua scelta non si è tradotta in alcuna iniziativa specifica né efficace. Le lasci, quindi, a qualcuno che possa assicurare un’attenzione, una competenza, un coordinamento e un indirizzo politico degli uffici coordinato e continuativo. Il contrasto alla violenza sulle donne deve essere una priorità per il nostro Paese, come la lotta alla corruzione. Abbia, quindi, la sua figura di riferimento, così come si è istituito un Commissario ad hoc anticorruzione.

Per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere le pari opportunità in ogni ambito delle nostre attività, anche in quelli meno visibili, perché la differenza si fa anche nelle piccole cose.
Come membro della Commissione Trasporti della Camera, per esempio, ho proposto che nella riforma del codice della strada, e nel relativo riordino della segnaletica stradale, si tenga conto anche di un criterio di genere, così come avviene nei paesi del Nord Europa. Queste immagini, a cui siamo esposti continuamente, infatti, veicolano un messaggio di semiotica molto sofisticato e contribuiscono alla rappresentazione dei generi che si matura fin dalla più tenera età. E dunque ci insegnano, per esempio, che a lavorare sono solo gli uomini e che le donne compaiono solo, bambine, trascinate a scuola, per mano, da un maschietto. Anche i dettagli fanno la differenza tra parità e non parità”, ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo della nostra mozione:

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25 novembre 2013

Contro violenza sulle donne ci vuole impegno per cambio di mentalità a livello globale

deborah bergamini 13Per cogliere al meglio lo spirito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, occorre rileggere l’atto con cui l’Onu la istituì, e nel quale si fa esplicito riferimento la fatto che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento di una piena parità di genere, allo sviluppo e alla pace. La violenza è uno dei meccanismi sociali che più agiscono per mantenere le donne in una posizione subordinata e questo è particolarmente vero, a livello globale, per alcuno categorie di donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità e di pericolo come le donne rifugiate, migranti, detenute o in zone di guerra.

Era il 1999. Oggi, a distanza di quasi quindici anni, le cronache ci restituiscono orrori contro la dignità e l’integrità della donna e violazioni dei diritti umani fondamentali che non accennano a diminuire: mutilazioni e segregazioni perpetrate per motivi religiosi, stupri sui cosiddetti ‘barconi della speranza’ e – scientificamente e strategicamente attuati – nelle zone di guerra, violenze silenziose, ma non per questo meno drammatiche, che nei Paesi ‘civilizzati’ si realizzano spesso tra le mura domestiche.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica, recentemente ratificata dall’Italia, e la risoluzione che ho presentato e che è stata approvata dalla Camera impegnando così il nostro governo ad azioni di contrasto delle violenze sulle donne nelle aree di guerra, sono strumenti importanti, ma fondamentale è garantire la loro effettiva e piena applicazione. È necessario un vero sforzo comune e condiviso perché l’obiettivo che dobbiamo porci è molto ambizioso: si tratta di un cambiamento di mentalità, abitudini, costumi. Nella consapevolezza che i diritti non vanno mai considerati pienamente acquisiti, ma è necessario tenere alta la guardia ovunque, per evitare una regressione purtroppo sempre possibile”.

8 agosto 2013

Stalking, bene governo. Sì a corsia preferenziale per decreto

Il governo mette in campo un’azione importante sul fronte del contrasto alla violenza di genere; un’azione che certamente pone l’Italia tra i Paesi all’avanguardia quanto a misure di prevenzione e repressione e che consente una reale applicazione del dettato della Convenzione di Istanbul. stalking

Se compito delle istituzioni è leggere i fenomeni sociali e dare giuste risposte, credo che sia particolarmente significativo in questo senso il rafforzamento delle misure contro lo stalking. Io stessa avevo sollevato la questione al ministro Cancellieri perché troppo spesso, fino ad oggi, le forme persecutorie non fisicamente violente venivano punite in modo inadeguato, lasciando spazio a degenerazioni sovente finite in tragedia.

Mi associo perciò all’on. Carfagna nella richiesta di una corsia preferenziale per la conversione in legge del buon lavoro fatto dall’esecutivo

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

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27 maggio 2013

Sulla violenza contro le donne si proceda in modo unito e multipartisan, no a ideologie e pregiudizi

Di fronte ai terribili fatti di cronaca che hanno caratterizzato anche gli ultimi giorni possiamo dire che la ratifica della Convenzione di Istanbul per la lotta alla violenza sulle donne avviene nel momento più adatto e, forse proprio per questo, immancabilmente troppo tardi“.

Lo ha dichiarato l’On. Deborah Bergamini, Pdl, primo firmatario della proposta di legge di ratifica per la Convenzione di Istanbul, durante la discussione generale sul provvedimento in corso alla Camera dei Deputati.

Nell’esprimere – ovviamente – il proprio sostegno alla ratifica della Convenzione, Bergamini ha anche ricordato come la Camera sia stata “protagonista, già durante la scorsa legislatura e in maniera multipartisan, del percorso che ha portato l’Italia a firmare questo trattato internazionale, il primo giuridicamente vincolante in materia di violenza sulle donne, e, oggi, a ratificarlo“. Infine ha invitato i colleghi a “non considerare mai pienamente acquisiti – e quindi scontati – i diritti che garantiscono la parità di genere, perché questi non lo sono mai. Così come nessuno può dichiararsi immune da ‘scivolate’ in questo campo“. Per questo ha concluso, si “proceda su questi temi in modo unito e multipartisan, lasciando da parte ideologie e pregiudizi.

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20 maggio 2013

Violenza sulle donne, tra poco Italia sarà 5° paese ad aver ratificato Convenzione di Istanbul

Oggi la Commissione esteri della Camera dei Deputati ha avviato ufficialmente l’iter che porterà alla ratifica della Convenzione di Istanbul per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica. E’ questo un passo avanti molto importante di un percorso iniziato nella scorsa legislatura che procede adesso speditamente grazie al sostegno di tutte le forze politiche, e del governo.Deborah Bergamini

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, Pdl, capogruppo in Commissione Esteri e prima firmataria di una proposta di legge per la ratifica della Convenzione di Istanbul.

Il provvedimento arriverà in Aula già la prossima settimana e, sono sicura, sarà approvato in tempi brevi, così come avverrà al Senato. Presto, dunque, l’Italia sarà il quinto paese ad aver ratificato questo strumento internazionale, il primo legalmente vincolante nell’ambito della violenza sulle donne. E’ un atto di cui andare fieri, un segnale chiaro di vicinanza e impegno delle istituzioni a fianco delle troppe donne che ogni giorno, nel nostro paese, sono vittime di violenza” ha concluso Bergamini.

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15 maggio 2013

Femminicidio, la mozione del Pdl al governo

Cari amici, violenza donne consiglio d'europa

condivido con voi il testo della mozione che noi del Pdl abbiamo presentato e che impegna il governo ad agire per contrastare il femminicidio e, in particolare:

ad adottare e sostenere ogni iniziativa legislativa volta ad adeguare l’ordinamento interno alle prescrizioni contenute nella Convenzione di Istanbul, nonché, più in generale, ad adottare le norme regolamentari e i provvedimenti amministrativi idonei a promuovere realmente una cultura della soggettività femminile contrastando il femminicidio quale negazione della soggettività, dei diritti fondamentali, della dignità delle donne;

ad agire sul piano della prevenzione e del contrasto della violenza, della promozione della soggettività femminile e della tutela delle vittime di violenza sessuale, stalking e di maltrattamenti, in particolare dando piena attuazione al piano d’azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere, utilizzando le risorse all’uopo stanziate, e individuando specifiche iniziative volte a potenziare i servizi e le misure di assistenza delle vittime di violenza, prevedendo un’organica risposta a livello territoriale e di rete, e rendendo omogeneo lo sviluppo di servizi idonei all’assistenza, attraverso la collaborazione e la cooperazione tra i soggetti pubblici e privati (Pronto Soccorso, Associazioni, Sportelli anti violenza, forze dell’ordine, servizi sociali, Comuni) che operano per la prevenzione, il contrasto alla violenza contro le donne e che forniscono servizi di supporto ed assistenza;

ad istituire un tavolo interministeriale al fine di affrontare il femminicidio da tutti il punti di vista e di predisporre progetti coordinati per tutto il territorio nazionale che garantiscano maggiore incisività nel contrasto alla violenza di genere;

ad istituire un Osservatorio Nazionale permanente sulla violenza alle donne che predisponga e tenga aggiornati i dati relativi ai fenomeni di violenza sulle donne, provenienti da soggetti pubblici e privati, accessibili anche ai fini della ricerca e dell’elaborazione di interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza;

ad adottare le opportune iniziative volte a promuovere, nell’esercizio dell’attività giornalistica, nei messaggi pubblicitari, nei palinsesti e nelle trasmissioni di radio e televisione, il rispetto della dignità delle donne e della soggettività femminile, nonché a prevenire ogni forma di discriminazione di genere o di femminicidio;

a sostenere la promozione dell’inserimento nei programmi scolastici dell’educazione alla relazione, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne, la discriminazione di genere e il femminicidio e promuovere la soggettività femminile;

a promuovere in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano azioni volte ad incentivare la realizzazione di misure a favore delle vittime di violenza e a coinvolgere le stesse, laddove sia necessario, in percorsi di formazione e di inserimento lavorativo, in linea con le esperienze più avanzate europee;

a presentare alle Camere annualmente una relazione sullo stato di attuazione delle normative e delle iniziative poste in atto da tutti i soggetti coinvolti.

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Di seguito il testo:

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10 maggio 2013

Femminicidio, proporrò calendarizzazione ratifica Convenzione di Istanbul in Comm. esteri la prossima settimana

Ha ragione il ministro Idem quando dice che visioni diverse si possono unire se condividono un obiettivo. Se il riferimento è alla lotta al femminicidio, tuttavia, non c’è alcuna visione diversa ma solo un intento comune: la tutela sempre e dovunque delle donne. Lo dimostra la vicenda della firma dell’Italia alla Convenzione di Istanbul per la prevenzione e il contrasto alla violenza domestica e alla violenza sulle donne, che ha ricevuto un sostegno bipartisan nella scorsa legislatura e per la cui ratifica si sono impegnati alla Camera sia i gruppi parlamentari della maggioranza che l’opposizione. E’ mia intenzione proporne la pronta calendarizzazione nella riunione dell’ufficio di presidenza della Commissione esteri della prossima settimana“. violenza donne

Così Deborah Bergamini, deputato Pdl, membro del Network del Consiglio d’Europa per la lotta alla violenza sulle donne e capogruppo del Popolo della Libertà in Commissione esteri commenta le parole del Ministro Idem riferite alla piaga dei femminicidi.

Le cronache anche solo degli ultimi giorni ci ricordano che, per quanto molto sia già stato fatto a tutela delle donne, molto rimane ancora da fare. A livello legislativo ma, soprattutto, culturale. E’ una battaglia, quella per il cambio di mentalità, forse anche più lunga e difficile e che, proprio per questo, dobbiamo combattere tutti insieme. Senza distinguo” ha concluso Bergamini.

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30 aprile 2013

Bene sostegno multipartisan a Convenzione di Istanbul, impegno del Pdl perché non resti lettera morta

Esprimo soddisfazione, come deputata del Popolo della Libertà, per il sostegno multipartisan che è stato espresso oggi in Aula alla ratifica della Convenzione di Istanbul per la lotta alla violenza sulle donne e la violenza domestica” dichiara Deborah Bergamini alla fine della seduta di Montecitorio.  Deborah Bergamini tg1 rai

Il Pdl ha da sempre un’alta attenzione nei confronti di questi temi e il nostro precedente governo è stato sicuramente il più attivo quanto a misure intraprese per combattere la violenza sulle donne, basti pensare alla legge sullo stalking. Purtuttavia, i numeri della violenza fatta alle donne e della violenza domestica nel nostro Paese sono ancora spaventosi, segno che molto è stato fatto ma molto è ancora da fare. La Convenzione di Istanbul è un valido strumento che, creando una cornice di intervento che va dalla prevenzione, alla tutela in sede giudiziaria fino al sostegno alle vittime, può aiutarci a migliorare ancora i nostri interventi a tutela dell’integrità, della sicurezza e, quindi, della libertà delle donne.

Per questo il nostro impegno, come Pdl, ed il mio personale non mancheranno nelle prossime settimane per far sì che il sostegno espresso oggi a Montecitorio da parte dei vari gruppi politici non resti lettera morta ma si traduca al più presto nella ratifica del provvedimento. Sarebbe un ottimo segnale, e uno sprone, anche per altri se un grande Paese come l’Italia giungesse alla ratifica in tempi brevi” ha concluso Bergamini.

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30 aprile 2013

Il mio intervento in Aula a sostegno della ratifica della Convenzione di Istanbul

Mi associo a quanto dichiarato dalla collega Mogherini, anche per quello che riguarda il Pdl riteniamo importante e crediamo che debba essere responsabilità condivisa – ed è un auspicio questo – delle forze politiche rappresentate in Parlamento, una rapida ratifica della Convenzione di Istanbul.

La Convenzione di Istanbul è importante perché è il primo strumento internazionale giuridicamente rilevante che mira a costruire una cornice di tutela contro la violenza domestica e contro la violenza alle donne, che passa per il sostegno alle vittime ma non solo, passa dalla prevenzione di questi reati, da una reale e concreta forma di tutela in sede giuridica. Purtroppo i tempi per la firma da parte del nostro Paese non sono stati brevissimi, ma questa finalmente è arrivata il 27 settembre scorso. Bisognerà però raggiungere le 10 ratifiche perché la Convenzione entri in vigore. Sono 4 i paesi che hanno ratificato, ad oggi, la Convenzione.

E’ importante – spesso la politica è accusata di avere tempi troppo lunghi rispetto alla soluzione di problemi concreti – credo che sarebbe un segnale importantissimo, anche per tanti altri paesi, la ratifica da parte di un grande Paese come il nostro. Quindi auspico, dato che la firma di questa Convenzione è stata il frutto di un lavoro davvero trasversale di questo Parlamento, che adesso ci sia una grande rapidità nel giungere anche alla ratifica della Convenzione.

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